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Il pellegrinaggio del gruppo “Running e Trekking” alla Madonna dell’Ambro, la testimonianza dei protagonisti

Il racconto del gruppo Running e Trekking

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Oh Vergine Maria, Madonna dell’Ambro, Regina dei Sibillini! Guardaci, proteggici, difendici, guidaci, rinnovaci, giariscici!”.

Così, raccolti nella Cappella ai piedi dell’immagine della Madonna dell’Ambro,  abbiamo pregato affidandoci alla sua tenera protezione durante il nostro pellegrinaggio dei giorni scorsi. Lo abbiamo desiderato tanto perché abbiamo voluto ripetere e continuare la bella esperienza del febbraio dello scorso anno, quando, durante il Giubileo della Speranza, abbiamo scelto, come appassionati camminatori, di lucrare l’indulgenza plenaria visitando una chiesa giubilare, immersa tra le nostre montagne, come “pellegrini di speranza”.

Più numerosi dello scorso anno e sotto una leggera pioggia, ci siamo incamminati dal centro di Montefortino fino al Santuario, detto “la piccola Lourdes dei Sibillini”, incastonato tra Monte Priora e Monte Castel Manardo, a 658 m di altitudine, in uno scenario di rara bellezza.

Ad accoglierci sul sagrato, il rettore del Santuario, fra’ Gianfranco Priori, che dopo averci salutato tutti, uno per uno, ha celebrato per noi la santa Messa, soffermandosi nell’omelia, a sottolineare le caratteristiche di un gruppo così particolare: la gioia del camminare insieme, la determinazione nell’affrontare la fatica nonostante il freddo e la pioggia e soprattutto l’esempio di fraternità e di spiritualità, alla ricerca di un senso vero  da dare ai nostri Cammini.  Nella preghiera dei fedeli, alcuni di noi, hanno voluto invocare l’aiuto divino a protezione della nostra attività di “running e trekking”, e soprattutto a costruire tra noi, armonia, concordia e serenità superando, a volte, i dissapori che in un gruppo di oltre 110 iscritti, possono insorgere. La celebrazione, molto sentita e partecipata, ha avuto anche il dono dell’accompagnamento musicale e canoro da parte del maestro Sandro Barchetta, organista ufficiale del Santuario.  Al termine della santa Messa, tutti ci siamo seduti sui gradini del presbierio per la foto di rito a ricordo di questa giornata indimenticabile.

La nostra giornata non terminava qui con la celebrazione eucaristica, dove ci eravamo messi seduti attorno alla mensa della Parola, del Pane e del Vino, ma continuava, incamminandoci sulla via del ritorno verso un ristorante del Paese per metterci seduti ad un’altra mensa: la mensa della convivialità, della condivisione e della fraternità. Ci ha raggiunti anche fra’ Gianfranco, nostro ospite insieme all’organista, che tra la meraviglia e lo stupore di tutti i presenti, ha mostrato, tra una portata e l’altra,  le sue arti di “mago”, di prestigiatore e di illusionista, non per niente è noto al pubblico nazionale con l’appellativo di “Frate Mago”.

Terminato il pranzo e dopo i saluti e i ringraziamenti, siamo ritornati alle nostre famiglie, gioiosi, soddisfatti e allegri, promettendoci di ritornare il prossimo anno per rifare questa bella esperienza di cammino, di spiritualità, di fraternità e di convivialità.

Le testimonianze

Amedeo: “Bella giornata in cui mi sono sentito testimone della fede fra tanti amici che credono e non credono. Esperienza da ripetere”.

Maria Paola: “Il cammino è un viaggio, che ci porta alla scoperta di come siamo connessi alla natura e oggi i nostri cuori si sono uniti nella spiritualità, grazie all’accoglienza di frate Mago e alle sue parole che ci hanno riempito di gioia autentica, e al gioco delle carte”.

Roberto: “In un mondo ingombrante di individualismo e di solitudine, la giornata di oggi ci ha donato spiritualità cristiana, amicizia e amore per la natura”.

Valeria: “Questa giornata è stata un piccolo condensato del profondo valore del pellegrinaggio fatto di condivisione di momenti belli come il cammino sotto la pioggia, di preghiera in chiesa e del ritrovarsi a tavola insieme. Frate Mago con la sua simpatia ha unito tutti questi momenti”.

Antonello: “E’ stata una camminata festosa in compagnia di amici, un momento di raccoglimento spirituale davanti alla Vergine Maria e la convivialità di una lunga tavolata nel divertimento e nello stupore per le magie di frate Mago che con le sue carte ci ha sorpresi e meravigliati. Questo testimonia la contentezza di vivere nonostante le guerre e le avversità nel mondo”.

Redazione: