di Roberto Cestarelli
ASCOLI PICENO – Archiviato il tempo vivace e colorato del Carnevale, la città di Ascoli Piceno è entrata nella stagione liturgica della Quaresima, periodo di raccoglimento e preparazione spirituale alla Pasqua. Con il Martedì Grasso si è conclusa la fase più festosa dell’anno, lasciando spazio a quaranta giorni dal tono sobrio e riflessivo che conducono alla celebrazione pasquale, quest’anno prevista per il 5 aprile.
Il significato della Quaresima: quaranta giorni di preparazione
Il Mercoledì delle Ceneri segna l’avvio del cammino quaresimale, che richiama i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto tra digiuno, preghiera e meditazione.
Per la tradizione cristiana si tratta di un tempo di conversione e rinnovamento interiore, un invito a rallentare i ritmi quotidiani, recuperare l’essenzialità e orientare la vita verso valori come solidarietà, carità e condivisione. La Chiesa indica questa giornata come momento di digiuno e astinenza, pratica oggi vissuta con modalità più personali rispetto al passato, ma ancora percepita come segno concreto di partecipazione spirituale. Nonostante i cambiamenti sociali, molti ascolani, soprattutto adulti e anziani, continuano a prender parte alle celebrazioni, testimoniando una tradizione profondamente radicata nel territorio.
Il rito delle Ceneri, tra memoria e conversione
Cuore della liturgia è l’imposizione delle ceneri sul capo dei fedeli, ottenute dalla combustione dei rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. Il gesto, antico e simbolico, richiama la fragilità della condizione umana e la necessità di un rinnovamento spirituale. Durante il rito, i sacerdoti hanno pronunciato una delle formule previste: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”; “Convertitevi e credete al Vangelo”; quest’ultima più utilizzata. Parole essenziali che invitano non solo a una conversione religiosa, ma anche esistenziale: cambiare sguardo, abitudini e priorità, riscoprendo ciò che conta davvero.
La celebrazione a Porta Romana
Alle ore 18:00 di mercoledì scorso, la comunità si è ritrovata nella Chiesa del SS. Crocifisso dell’Icona, dove il parroco don Alvaro Campanelli ha presieduto la celebrazione, affiancato dal vice don Nunzio Lucidi. “La Quaresima – ha evidenziato don Alvaro – è un cammino personale e comunitario fatto di sobrietà, preghiera e attenzione verso chi vive situazioni di difficoltà. Un invito a tradurre la fede in gesti concreti di condivisione e aiuto. Il passaggio dal clima festoso del Carnevale al tempo della Quaresima è avvenuto in modo simbolico, segnando per la comunità l’inizio di un periodo di maggiore riflessione”.
Un tempo per fermarsi in una società che corre
La liturgia ha ricordato come il Mercoledì delle Ceneri inviti a: fermarsi e riflettere sulla propria vita; riconoscere i propri limiti; intraprendere un cammino di rinnovamento spirituale; prepararsi alla Pasqua con uno stile più essenziale. La cenere diventa così segno di: fragilità della vita umana; pentimento e ritorno a Dio; desiderio di cambiamento; inizio di un percorso verso la Pasqua. In una società segnata da ritmi sempre più frenetici, la Quaresima continua dunque a rappresentare, anche per molti laici, un’occasione di pausa e di rilettura del proprio vissuto.
Il contributo del Coro
Ad accompagnare la celebrazione è stato il Coro don Antonio Rodilossi, che con sensibilità e cura ha sostenuto i diversi momenti del rito. I canti, eseguiti con armonia e raccoglimento, hanno favorito la partecipazione dell’assemblea, contribuendo a creare un clima di preghiera condivisa e di profonda comunione.
Con il Mercoledì delle Ceneri, dunque, Ascoli lascia alle spalle il tempo della festa carnevalesca per entrare in quello della riflessione: un cammino silenzioso ma significativo, che accompagna la comunità verso la Pasqua.