Sarà mons. Vincenzo Paglia a presiedere l’11 febbraio, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, la liturgia eucaristica in occasione del 58° anniversario della Comunità di Sant’Egidio, fondata a Roma nel 1968.
La basilica di San Paolo accoglierà gente di ogni età e condizione sociale insieme a tanti “amici” della Comunità. In questo anniversario, che cade in un anno in cui sono ancora “tragicamente aperti numerosi conflitti, non saranno dimenticati i popoli che soffrono per la guerra in diverse parti del mondo, come in Ucraina, Medio Oriente, Nord del Mozambico e Sudan, insieme alle crescenti povertà e alle emergenze ambientali che attraversano tanti paesi”, si legge in una nota. Tra gli invitati nella basilica anche i senza fissa dimora, alcuni dei quali usciti dalla strada grazie al sostegno della Comunità, gli anziani, le persone con disabilità, i rifugiati venuti con i corridoi umanitari. Ma anche un gruppo di giovani ucraini della Comunità di Sant’Egidio, che dall’inizio della guerra stanno “portando avanti un grande impegno umanitario a favore degli sfollati dalle zone del fronte”. L’anno appena trascorso, per Sant’Egidio, è stato segnato da alcuni momenti importanti come la beatificazione nel giugno scorso di Floribert Bwana Chui, giovane congolese della Comunità ucciso a 26 anni per avere detto “no” alla corruzione rifiutandosi di far passare un carico di riso avariato alla frontiera con il Ruanda. O come l’Incontro internazionale “Osare la pace”, che in ottobre ha espresso fiducia nel dialogo e nella costruzione di un mondo più umano, con un forte appello di Papa Leone per la pace nella cerimonia conclusiva. Quello di Roma è solo il primo di altri appuntamenti in programma nei Paesi in cui è presente la Comunità di Sant’Egidio, dall’Europa all’Africa, dall’Asia all’America.




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