Caritas Italiana ha riattivato in questi giorni il Coordinamento nazionale emergenze, “uno spazio che raccoglie i delegati di tutte le regioni italiane per poter ‘organizzare la speranza’ là ove necessario, sia in caso di evento estemporaneo estremo, che in caso di crisi protratta”.

Lo spiega Silvia Sinibaldi, vicedirettrice di Caritas Italiana.

Il coordinamento, precisa, “vuole essere un luogo di apprendimento continuo, di consolidamento di fiducia reciproca, di scambio di buone pratiche e anche di fatiche, per rafforzare una rete necessaria non solo nell’intervento, ma anche per accrescere una sensibilità condivisa, per farsi voce di chi la voce non l’ha mai avuta o l’ha perduta e, di conseguenza, per riportare dignità”. L’organismo pastorale “pone il coordinamento della risposta alle emergenze in Italia e nel mondo al centro del proprio mandato”.

Sinibaldi sottolinea che “in un mondo profondamente interconnesso” risulta “essenziale trovare ampi spazi di dialogo, di denuncia, e di proposta di soluzioni condivise, anche per poter coinvolgere decisori politici nazionali e sovranazionali che portano responsabilità imprescindibili nei confronti dei più fragili, il cui sostegno è il vero termometro dello stato di salute di società democratiche, inclusive e, conseguentemente, umane”.

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