ASCOLI PICENO – Domenica 1° febbraio, nel Duomo di Sant’Emidio ad Ascoli Piceno, in occasione della 48ª Giornata nazionale per la Vita promossa dalla CEI e della Giornata della Vita Consacrata istituita da san Giovanni Paolo II, l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri ha incontrato i religiosi e le religiose delle Diocesi del Piceno per un pomeriggio di preghiera, riflessione e condivisione.

Dopo la recita dell’Ora Media, mons. Palmieri ha introdotto l’incontro ricordando come Dio abbia scelto la via della Croce per amore dell’umanità, caricandosi dei peccati degli uomini. «L’amore di Dio – ha sottolineato – è il vino nuovo che va messo in otri nuovi. La misericordia del Signore scende nella nostra vita: Lui è il vino buono che ci trasforma e ci rende nuovi».

L’incontro è iniziato nella Cappella del Santissimo Sacramento con una meditazione sulla Prima Lettera ai Corinzi: «La parola della Croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano è potenza di Dio». Da questo brano il Vescovo ha sviluppato la riflessione a partire dalle domande dell’Apostolo Paolo: «Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dov’è il sottile ragionatore di questo mondo?».

Citando un testo di André Louf, mons. Palmieri ha messo in luce la forza della misericordia divina: «Dio non ci ha scelti perché siamo perfetti. La nostra vita cambia quando incontriamo il Signore nella nostra debolezza. Le nostre vulnerabilità, in qualunque ambito si manifestino, non devono scoraggiarci: Dio le utilizza per compiere la sua opera. Siamo poveri peccatori, ma sostenuti dalla grandezza della sua misericordia».

Sono seguite due letture, una di papa Leone XIV e una di papa Francesco, in particolare sulla suggestiva immagine del “ricettacolo della misericordia”. Questi testi hanno arricchito ulteriormente la meditazione. L’Arcivescovo ha quindi invitato i consacrati a tornare alla sorgente della propria vocazione: «La vita cristiana è una faccenda del cuore, inteso come vita interiore. Ripensate a quella debolezza o a quel peccato che vi ha fatto sperimentare la misericordia di Dio: il Signore ci viene incontro proprio lì dove cadiamo. Dio non si stanca mai di perdonarci, siamo noi che a volte ci stanchiamo di chiedere perdono. Papa Leone ci invita a “ritornare al cuore”, per ritrovare la scintilla che ha acceso l’inizio della nostra vocazione. In un mondo segnato da violenze e da tante forme di male, c’è un immenso bisogno di umanità, di accoglienza e di incontro».

Dopo un momento di preghiera personale e di condivisione fraterna, è stato presentato il libro del venerabile Francesco Antonio Marcucci Sermoni sui santi, curato da Maria Paola Giobbi e Vincenzo La Mendola. Suor Paola Giobbi ha illustrato brevemente il valore e i contenuti dell’opera.

Alle ore 18.00 ha avuto inizio la Celebrazione Eucaristica vespertina della festa della Presentazione del Signore al Tempio. Nell’omelia mons. Palmieri ha invitato a lasciarsi ispirare dalle figure di Simeone e Anna: «Chi ha professato i voti di povertà, castità e obbedienza ha scelto di vivere in modo particolare l’appartenenza a Cristo, la sua povertà radicale davanti al Padre, la sua castità donata interamente a Dio, la sua obbedienza totale alla sua volontà. Simeone e Anna ci insegnano l’attesa: chi pensa di avere già tutto non attende più nulla; chi attende, invece, si aspetta tutto da Dio».

Il Vescovo ha poi ricordato come la Bibbia testimoni un Dio che non chiede sacrifici di morte, ma dona la vita: «Dio è Lui stesso a offrirsi per amore degli uomini. Gesù è la Luce per Israele e per tutti i popoli: nessuna tenebra potrà mai vincere questa luce». Concludendo, ha aggiunto: «Anche il tempo che viviamo ci ricorda che l’inverno sta finendo e che la luce cresce sempre di più».

Durante la preghiera dei fedeli non sono mancate intenzioni particolari per i religiosi e le religiose. Prima della conclusione della Celebrazione Eucaristica, i consacrati hanno rinnovato solennemente i propri voti.

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