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Ascoli, cos’è la Consulta dei Laici? Scopriamolo insieme a Franco Bruni (segretario): “Il ruolo dei laici nella missione della Chiesa è fondamentale”

ASCOLI PICENO – Continua il cammino del nostro giornale alla scoperta delle realtà ecclesiali ed oggi è stato il turno della Consulta laicale. Abbiamo incontrato Franco Bruni, segretario della Consulta dei Laici della diocesi di Ascoli Piceno, con il quale abbiamo fatto una breve, ma interessante, chiacchierata. L’intervista ci ha dato modo di conoscere la storia della Consulta, le sue funzioni e le realtà che vi appartengono, i loro progetti e molto altro ancora.

La storia della Consulta
Per inquadrare la storia della Consulta occorre tornare al 2010, anno della sua ri-nascita. La Consulta ri-nasce perché negli anni precedenti, fino alla fine degli anni ’90, era esistita in diocesi la Segreteria dei Gruppi Ecclesiali, dove si riunivano i responsabili dei vari gruppi ecclesiali presenti sul territorio, coordinati da due sacerdoti: il compianto don Peppe Giuliani e don Pino Petrocchi, poi diventato vescovo di Latina e successivamente di L’Aquila, e infine cardinale.

La Segreteria dei Gruppi Ecclesiali cessò la sua attività alla fine degli anni ’90. Nel 2010, l’allora vicario generale don Emidio Rossi mi affidò l’incarico di riprendere i collegamenti con tutti i gruppi ecclesiali e di dare nuova vita alla Consulta dei Laici.

Struttura, funzioni e realtà rappresentate
La Consulta è composta da tutti i referenti, i responsabili e i presidenti delle varie realtà ecclesiali, dei movimenti, dei gruppi e delle associazioni presenti in diocesi. Oltre a me, come segretario.
La Consulta è principalmente un organismo di rappresentanza, dove è presente la voce di tutti i laici che animano le diverse realtà diocesane. Si configura come organo di consultazione per il vescovo stesso che, grazie anche all’impulso dato dal cammino sinodale, ha trasformato questo organismo in uno strumento vivo di comunione, rappresentanza e ascolto delle idee e delle proposte dei laici nella pastorale diocesana.
Oggi la Consulta della diocesi di Ascoli è composta da numerose realtà, tra cui: Azione Cattolica, AGESCI, Movimento dei Focolari, Movimento Diocesano, Comunione e Liberazione, Equipe Notre Dame, UNITALSI, Cammino Neocatecumenale, ACLI, Centro di Aiuto alla Vita (CAV), MASCI, Rinnovamento nello Spirito Santo, Cursillos di Cristianità.
Queste realtà partecipano attivamente al confronto reciproco e al dialogo con il vescovo, costituendo un tessuto vivo e dinamico della Chiesa locale.

Piani e progetti per il 2026
Venerdì 16 gennaio il vescovo Gianpiero ha convocato la Consulta dei Laici per un momento di confronto. Questo incontro si inserisce in un percorso che vede la Consulta stessa come spazio aperto al dialogo prima di ogni Consiglio Pastorale Diocesano, in modo da poter riportare al Consiglio quanto emerso dalla discussione.

Durante l’incontro sono stati trattati due punti principali: le linee pastorali del cammino diocesano 2026. Il vescovo ha illustrato i contenuti delle linee pastorali, un documento attualmente in fase di revisione e snellimento. Gli aspetti principali riguardano:

Il discernimento comunitario: un vero e proprio percorso spirituale di conversione e di preghiera. I consigli pastorali e la Consulta dovrebbero costituire luoghi privilegiati di discernimento comunitario.

Strumenti pratici di lavoro: il documento fornisce strumenti operativi che dovranno essere studiati e messi in pratica anche nei vari movimenti.

I ministeri: particolare attenzione è stata dedicata ai ministeri, con l’introduzione di una novità significativa: il ministero dell’ascolto.

Dagli interventi è emersa la consapevolezza del cammino da fare e dell’urgenza che i laici prendano coscienza del proprio ruolo fondamentale per il rinnovamento della Chiesa, in linea con le attese della Chiesa universale. È necessario superare la mentalità secondo cui il parroco o il sacerdote è l’unico referente per ogni decisione, affinché le scelte siano frutto di un autentico discernimento comunitario, con il contributo di tutti.

La collaborazione tra le diocesi di Ascoli e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto

Il vescovo ha illustrato come stanno procedendo le forme di collaborazione tra le due diocesi. Un contributo importante della Consulta in questo processo di unificazione è dato dagli incontri congiunti: da tempo, infatti, la Consulta dei Laici di Ascoli si riunisce con la Consulta dei Laici della diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto per studiare iniziative comuni. Oltre alla Consulta, anche alcuni uffici sono più avanti in questo percorso: la Pastorale Sociale del Lavoro, la Liturgia, la Pastorale Familiare, i Poli Museali e Radio Ascoli.

Il vescovo ritiene che l’unione delle diocesi costituirà un arricchimento per tutti, pur riconoscendo che in questo momento esistono alcune resistenze da parte di chi teme di perdere le esperienze positive maturate nella propria diocesi. Per questo ha chiesto a ciascuno collaborazione per avanzare proposte e per evidenziare eventuali criticità.

Il rapporto con i vescovi che si sono susseguiti

Da quando la Consulta si è ricostituita, il percorso con ciascun vescovo ha avuto caratteristiche diverse.

Con monsignor Montevecchi il cammino è stato brevissimo: purtroppo si è ammalato gravemente ed è stato a lungo assente dalla diocesi, fino alla sua prematura scomparsa.

Con monsignor D’Ercole è stata soprattutto la componente laicale della Consulta a promuovere il percorso. Non perché il vescovo non fosse sensibile, ma probabilmente perché ha dato priorità ad altri strumenti e percorsi pastorali.

Con monsignor Giampiero Palmieri sta accadendo l’esatto contrario: è lui stesso a guidare il percorso della Consulta dei Laici, conferendole una fisionomia ben precisa come organo di partecipazione, consultazione e comunione. Monsignor Palmieri sta restituendo alla Consulta dei Laici la sua giusta identità e di questo non possiamo che essere profondamente grati.

Il ruolo dei laici nella missione della Chiesa

Il ruolo dei laici nella missione della Chiesa è fondamentale. I laici sono in dialogo costante con la cultura contemporanea e con la società: sono immersi nella realtà quotidiana attraverso il lavoro, le professioni, le relazioni familiari e sociali. Intercettano i bisogni e le urgenze del territorio, vivendo in prima persona le sfide del tempo presente.

La componente laicale è quella più esposta, più di frontiera, ma anche più profondamente immersa nella cultura, nella società e nel territorio. Il ruolo dei laici è quindi fondamentale, al pari del ruolo dei sacerdoti.

L’aspetto più importante in assoluto è la comunione tra sacerdoti e laici, tra la dimensione clericale e quella laicale. Questa comunione è essenziale per la missione della Chiesa. Se guardiamo ai primi tempi della Chiesa, dovrebbe essere la stessa comunione che c’è stata tra Gesù e gli apostoli.

Gesù, il Pastore, oggi impersonato in persona Christi dal sacerdote, dal parroco, e gli apostoli: se analizziamo la loro figura, erano laici immersi nella cultura e nella società del loro tempo. Erano artigiani, pescatori, mariti, studiosi, persino pubblicani. Rappresentavano uno spaccato della società di quel tempo, non certo il meglio dal punto di vista dei talenti. Eppure quei laici sono diventati il cuore pulsante della Chiesa delle origini. Quindi, quando Gesù ha iniziato a radunare i suoi, chi è andato a cercare? I laici.

Il ruolo del laicato è fondamentale. Come laici (io sono diacono, quindi parte del clero, ma mi sento profondamente laico per la vita che conduco come padre, marito e lavoratore) dobbiamo riprendere coscienza della nostra importanza.

L’aspetto fondamentale è mettersi in gioco. Dobbiamo superare la diatriba in cui i laici dicono: “non abbiamo spazio nella Chiesa” e i sacerdoti rispondono: “non posso contare su abbastanza persone”.

Questa contrapposizione deve essere lasciata fuori dal percorso missionario della Chiesa. Il cammino sinodale sta dando una svolta a questo percorso perché tutti dobbiamo rimetterci in gioco per una conversione spirituale che dia una nuova dimensione reale alla Chiesa di oggi: quella comunitaria, quella del popolo di Dio. Solo così potremo essere veramente comunità viva e missionaria, come il Signore ci chiama ad essere.

Alessandro Palumbi: Nato ad Ascoli Piceno il 05/11/2001, ho conseguito la laurea triennale in Lettere Classiche presso l'università degli studi di Macerata e sto per concludere il percorso di laurea magistrale in Filologia Classica