CENTOBUCHI – È avvenuto Domenica 25 Gennaio 2025, presso la Sala Giovanni Paolo II, nel complesso della chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Centobuchi, l’ingresso di don Lorenzo Bruni e del diacono David Galasso.
A presiedere la funzione è stato il vescovo Gianpiero Palmieri. Insieme a lui hanno concelebrato don Armando Guido Moriconi e don Lorenzo Bruni, rispettivamente già parroco moderatore e nuovo parroco in solido dell’Unità Pastorale Sacro Cuore e Regina Pacis. A servire l’altare sono stati il nuovo diacono David Galasso e il diacono Giovanni Vai, in servizio presso la Chiesa locale dal 2014.
Presenti alla cerimonia Daniel Matricardi e Sergio Loggi, sindaci rispettivamente di Montalto delle Marche, le cui comunità parrocchiali sono state accompagnate per ben 12 anni da don Lorenzo Bruni, e di Monteprandone, comune che ha accolto i due nuovi rappresentanti del clero.
Presenti altresì le famiglie di don Lorenzo e del diacono David, i parrocchiani delle quattro comunità montaltesi e la comunità di Centobuchi, pronta a supportare i due nuovi arrivati in questa loro nuova avventura.
Il saluto di Sergio Loggi, sindaco di Centobuchi
“Garantiamo il nostro impegno nel concorrere alla crescita umana della nostra comunità”
Invitato da don Armando a prendere la parola, è intervenuto Sergio Loggi, presidente della Provincia di Ascoli Piceno, il quale ha però parlato in veste di sindaco del Comune di Monteprandone per ringraziare il vescovo Gianpiero Palmieri per la sua presenza e per salutare don Lorenzo e il diacono David. Queste le sue parole:
“Sua Eccellenza Gianpiero Palmieri, gentilissimi parroci don Armando e don Lorenzo, gentilissimi diaconi David e Giovanni, fedelissime comunità religiose, civili e parrocchiali, fedeli dell’Unità Pastorale Sacro Cuore e Regina Pacis, – e saluto anche il sindaco di Montalto, Daniel -, a nome mio personale, dell’Amministrazione Comunale e della comunità di Centobuchi e di Monteprandone, pongo un caloroso benvenuto al nuovo parroco, don Lorenzo, ed al nuovo diacono, David. Il vostro arrivo in questa comunità rappresenta l’inizio di un nuovo Ministero pastorale, ma anche una rinnovata occasione di dialogo e di collaborazione tra le comunità ecclesiale e civile, una collaborazione che auspico si manifesti sempre attraverso il reciproco impegno verso il bene collettivo ed il sostegno dei più fragili. La comunità di Centobuchi è una comunità che cresce, una comunità generosa ed operosa, formata da tante persone che si prodigano per le altre in azioni di volontariato. È questo il bene più prezioso, il bene della solidarietà, ed auspichiamo che possa essere accompagnato da una guida spirituale salda. Come amministratore, mi sento di dire che garantiamo impegno nel concorrere alla crescita umana della nostra comunità. Cari don Lorenzo e diacono David, da oggi diventate parte integrante di questa comunità e, augurandovi una buona permanenza, vi faccio i migliori auguri per una lunga e proficua attività pastorale nel nostro territorio”.
Lettura del decreto di nomina
Subito dopo il saluto del primo cittadino, il vicario generale don Patrizio Spina ha letto il decreto di nomina:
“Al carissimo fratello don Lorenzo Bruni, valutato positivamente il cammino delle parrocchie del Sacro Cuore di Gesù in Centobuchi e di Regina Pacis in Monteprandone, unite in Unità Pastorale, considerando che don Matteo Calvaresi, fino ad ora parroco in solido delle suddette parrocchie, è stato nominato parroco delle parrocchie di San Basso e di Sant’Andrea Apostolo in Cupra Marittima, dopo attento discernimento spirituale, apprezzate le tue qualità umane e pastorali, espresse nelle tue precedenti parrocchie, ed avuta la tua disponibilità a ricoprire l’incarico in questo ufficio, ti affido la cura pastorale in solido delle parrocchie Sacro Cuore di Gesù in Centobuchi e di Regina Pacis in Monteprandone. Assumerai la cura di queste comunità con tutti i compiti propri del parroco, fatti salve la legale rappresentanza e la direzione dell’attività comune, a cui provvederà il moderatore. Le attività pastorali poste in essere da te e da don Armando Moricone potranno trovare l’aiuto e la collaborazione da parte del diacono David Galasso. La nomina avrà decorrenza dal 25 Gennaio 2026 ed avrà durata di 9 anni. Il Signore ti benedica!”.
La benedizione del Vescovo Palmieri
La parola è poi passata al vescovo Palmieri che ha proceduto con la benedizione di don Lorenzo, del diacono David e di don Armando, perché – ha detto scherzando – “una benedizione in più non fa mai male!“:
“Sii benedetto, Dio Nostro Padre, Pastore dei pastori, in Cristo, Tuo Figlio, presente ed operante nella Santa Chiesa. Ci hai fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo per formare un’unica famiglia, riunita nella celebrazione dell’Eucarestia, centro e fulcro della vita cristiana. Guarda con paterna benevolenza don Armando, don Lorenzo ed il diacono David, a loro affidi una nutrita parte del tuo gregge. Fa’ che queste comunità parrocchiali crescano e si edifichino in Tempio Santo del Tuo Spirito e rendano viva testimonianza di carità, perché il mondo creda in te ed in colui che hai mandato, il Signore Nostro Gesù Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli! Don Lorenzo, aspergi il popolo di Dio e poi venera il Santo Altare, guida i discepoli di Cristo nel cammino della verità della vita, dal fonte battesimale alla mensa del sacrificio eucaristico. Interceda, per te e per tutti, Maria, Regina della Pace, Sant’Anna e San Giacomo, patroni di queste comunità”.
Al termine della benedizione del vescovo, don Lorenzo ha proceduto con l’aspersione alla comunità, lì presente, e poi all’altare.
L’omelia del vescovo: “Il regno di Dio è la comunità che annuncia il Vangelo, la buona notizia dell’amore di Dio ed è ciò che illumina il nostro buio”
Al termine della lettura del Vangelo, ha preso la parola il vescovo Gianpiero Palmieri per la sua omelia, incentrata soprattutto su quello che dovrebbe dare gioia ad un presbitero, cioè – come diceva papa Gregorio Magno – che “i fedeli possano crescere nella fede, da trovare insieme al presbitero”. “E lo si può vedere – ha proseguito mons. Palmieri – dal fatto che le persone, messe in contatto con il Vangelo, trovano la Luce”.
Il vescovo ha poi parlato del periodo tenebroso che stiamo vivendo, dei fenomeni che ci lasciano sbigottiti, dell’impressione che il mondo stia prendendo una brutta direzione, delle guerre, della violenza, della sopraffazione dei diritti e di quanto poco sembri contare la vita. Citando poi papa Leone e papa Francesco, ha detto: “C’è il buio della disperazione, dell’impotenza e dell’indifferenza. Tuttavia non manca il messaggio di speranza, ovvero l’avvicinarsi del Regno di Dio, ovvero la comunità che si riunisce per ascoltare la Parola e per celebrare l’Eucarestia, che si mette al servizio dei piccoli e dei poveri del territorio, che non lascia sola gli anziani, che s’interessa della vita degli uomini e che annuncia il Vangelo, la buona notizia dell’amore di Dio, a tutti gli uomini“.
Ha quindi speigato Sua Eccellenza: “Il compito del presbitero, allora, è poter comunicare il Vangelo e vedere che questo illumina cuore e sguardo, oltre che cambiare la vita”. Da questo discorso non è escluso il diacono David, che – ha affermato il vescovo Gianpiero – “è chiamato a farsi servo della comunità”, ricalcando l’immagine di Nostro Signore che si mette a servizio del prossimo.
A chiudere l’omelia è stato l’auspicio, da parte del vescovo, “che il Signore accompagni i presenti nel loro cammino, che benedica questa comunità e che consacri la felicità di don Armando, di don Lorenzo e del diacono David”.
Terminata l’omelia, don Lorenzo ed il diacono David sono stati chiamati a rinnovare le promesse fatte al momento dell’ordinazione.
Il benvenuto di don Armando, parroco moderatore dell’Unità Pastorale:
“Pavese diceva: ‘L’unica gioia al mondo è cominciare, la vita è bella perché si può cominciare sempre’”
Prima della benedizione finale, ha preso la parola don Armando, che si è mostrato entusiasta per questo “nuovo inizio” e ha citato Cesare Pavese: “L’unica gioia al mondo è cominciare, la vita è bella perché si può cominciare sempre“. “Questa citazione calza a pennello sia con la celebrazione in atto, sia con il periodo attuale – ha detto don Armando -. Siamo assetati di novità, ma non sappiamo bene come gestirla, invece siamo bravissimi a fare tante cose, che poi diventano vecchie. Insomma, c’è una bella differenza tra fare cose nuove e far nuove tutte le cose: questo è il mestiere di Dio”. Il saluto di don Armando si è chiuso con l’auspicio che l’ingresso di don Lorenzo e del diacono David abbia davvero in sé la bellezza di un nuovo inizio.
Il saluto di Anna, responsabile del Consiglio Pastorale e portavoce della comunità di Centobuchi
A seguire è salita sull’altare Anna, presidente del Consiglio Pastorale, per portare i saluti di tutta la comunità di Centobuchi a don Lorenzo ed al diacono David:
“A nome del Consiglio Pastorale e di tutta la comunità di Centobuchi, rivolgo il saluto al nostro vescovo Gianpiero, a tutti i sacerdoti e diaconi, in particolare a don Lorenzo ed a David, a cui diamo il benvenuto e ringraziamo per il loro ‘Sì!’. Grazie don Lorenzo, per aver accolto l’incarico di essere parroco insieme a don Armando. Siamo certi che, con il tuo sostegno e la tua collaborazione, continueremo a mettere insieme le nostre sensibilità e le nostre diversità, facendo esperienza concreta della misericordia di Dio. Un grazie anche a te, David, per aver accolto la chiamata a svolgere il tuo Ministero, segno vivo di Cristo, nelle nostre comunità. Con gioia e riconoscenza ti accogliamo, sapendo che sarai, insieme al diacono Giovanni Vai, un dono prezioso ed esempio concreto di servizio, ascolto e carità. Come avevamo detto a don Armando 4 anni fa, anche a voi assicuriamo la nostra buona volontà, collaborazione, responsabilità, idee e tradizioni di popolo cristiano e pregheremo il Signore affinché non vi faccia mai mancare sostanza, pazienza ed entusiasmo nell’annunciare la Sua Parola. Benvenuti e buon cammino!”.
A conclusione del discorso sono stati donati dalla comunità tre pensieri per i nuovi arrivati: per don Lorenzo due vasi uniti a simboleggiare l’Unità Pastorale, per il diacono David un quadro raffigurante le chiese del Sacro Cuore di Gesù e di Regina Pacis.
I saluti del diacono David e di don Lorenzo
Il primo a porgere i propri ringraziamenti è stato il nuovo diacono David Galasso. Queste le sue parole:
“Ci tengo a ringraziare la mia famiglia per avermi sostenuto sempre, le amicizie, tutti i sacerdoti qui presenti e, naturalmente, Sua Eccellenza, il vescovo Gianpiero, per l’opportunità che mi ha offerto. Il mio auspicio è quello di sapermi mettere al vostro servizio in tutto e per tutto ed ora vi voglio dare un compito per casa: pregare per tutti gli ammalati, presenti e non, della comunità“.
A concludere è stato don Lorenzo, il quale ha detto:
“Sicuramente è difficile prendere ora la parola. Voglio iniziare con una frase di papa Wojtyla, che diceva: “ ‘Sono un viandante sullo stretto marciapiede della Terra e non distolgo il pensiero dal tuo volto, che il mondo non mi svela’. Io mi sento così e per questo vi chiedo di entrare in punta di piedi nelle vostre vite, perché insieme possiamo celebrarvi il dono della vita e perché possa sentirmi a casa come figlio, fratello, padre, amico, compagno di strada e di fatica. Da questa sera siamo luogo in cui si rivelano, ai miei occhi, l’amore di Dio e la sua Misericordia eterna. Dal Vangelo prendo la storia di Zaccheo. In realtà non assomiglio a lui: non sono un capo, non sono ricco e non sono piccolo di statura, ma ogni giorno, nella mia vita di prete, cerco di vedere Gesù e sento che lui ogni giorno mi dice di scendere subito perché deve fermarsi a casa mia. In fondo io so il motivo per cui il Signore mi ha chiamato qui, perché io possa nuovamente convertirmi; pertanto, vi chiedo, con umiltà e fermezza, di aiutarmi a farlo. Anch’io voglio fare alcuni ringraziamenti: al vescovo Gianpiero per la fiducia, ai sacerdoti presenti ed a quelli che non sono riusciti ad esserci, a don Armando ed a don Dieu Merci, ai diaconi, ai sindaci di Centobuchi e di Montalto qui presenti, ai miei ex parrocchiani che riconosco e, in ultimo luogo, a quelli che da oggi saranno i miei nuovi parrocchiani”.