CASTEL DI LAMA – Domenica, 25 gennaio, si è celebrato l’ingresso di don Silvio Giampieri, nuovo parroco in solido delle comunità di S. Maria in Castel di Lama e di S. Antonio di Padova in Villa S. Antonio; don Silvio prende il posto di don Duilio Pili ed affiancherà il parroco moderatore, don Paolo Sabatini.
La celebrazione presieduta dal Vescovo Gianpiero Palmieri, si è articolata in due momenti: il primo ha visto la firma del giuramento, da parte di don Silvio, e la benedizione, data dal vescovo, presso la chiesa del Santissimo Crocifisso in Castel di Lama; il secondo riguardava la celebrazione della messa presso la chiesa di S. Antonio di Padova a Villa S. Antonio, presieduta dal vescovo e concelebrata da don Silvio e don Paolo.
Chiesa del SS. Crocifisso, il giuramento di don Silvio
“Io, don Silvio Giampieri, come Padre della Chiesa presterò fedelmente aiuto al vescovo diocesano ed all’azione apostolica da esercitare, in nome e per mandato, della Chiesa sia in comunione che in contributo con la Chiesa stessa. Inoltre, avrò cura di tutti i beni, mobili e nobili, che mi vengono affidati con questo ufficio e riportati dagli inventari della parrocchia, attenendomi alle indicazioni dei Sacri Canoni. Così Dio mi aiuti e che questi santi Vangeli, che tocco con le mie mani, mi sostengano”
Il giuramento è stato poi firmato dal parroco moderatore, don Paolo Sabatini.
Benedizione del vescovo Palmieri
“Guarda con paterna benevolenza don Silvio e don Paolo, a cui affidi un’eletta porzione del tuo gregge. Fa che questa comunità parrocchiale cresca e si edifichi nel Tempio Santo del Tuo Spirito e nella prima testimonianza di carità perché il mondo lo veda in te. Per il Signore Nostro Gesù Cristo, Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Don Silvio e don Paolo aspergete il popolo di Dio, guidate i discepoli di Cristo verso il Signore nel cammino della verità e della vita, dal fonte battesimale alla mensa del sacrificio eucaristico. Intercedano presso voi e tutti i santi protettori di queste comunità parrocchiali.”
Il saluto della comunità parrocchiale della chiesa del SS. Crocifisso
Ti diamo il nostro benvenuto con la speranza sincera di sentirti parte viva di questa comunità, chiamata a camminare insieme. Siamo certi che lo Spirito Santo ti abbia guidato qui, a lui ti affidiamo le tue qualità, certi che verranno messe a servizio della tua crescita come pastore e della crescita di tutti noi come gregge del Signore. La nostra è una comunità ricca di doni: ci sono talenti già spesi, con generosità, in ambiti di servizio; ci sono poi quelli da investire, le fatiche dei ragazzi che attendono di essere educati ed accompagnati. Ti assicuriamo la nostra preghiera e la nostra vicinanza, lo faremo per sostenerti in questa missione, assieme a don Paolo, e per camminare uniti verso la stessa meta: il paradiso. Benvenuto tra noi.
Il regalo della comunità a don Silvio
La comunità ha deciso di regalare a don Silvio, concordato insieme a lui, un camice per la messa, “perché quello è alto” aggiunge don Paolo.
Il ringraziamento di don Silvio: “sò prete e sò contento d’esse prete”
Il giorno che sono entrato in seminario andammo all’ingresso di un sacerdote, che stava per diventare parroco, che disse: “sò prete e sò contento d’esse prete”; io posso dire lo stesso. Qui vedo un bell’ambiente che mi accoglie, è davvero un bel cambiamento, ma, mi viene da dire, che il cambiamento spaventa un po’ tutti. Qui ho sentito di grandi cambiamenti: urbano, culturale e demografico; perciò, io dico che voi siete il simbolo di questo cambiamento.
Al termine di questo momento di benedizione ci spostiamo a Villa S. Antonio, presso la chiesa di S. Antonio di Padova dove si terrà la celebrazione della messa.
Lettura decreto di nomina
Durante la cerimonia è stato letto il decreto di nomina
«Il vescovo Gianpiero Palmieri, per grazia di Dio e della Santa Sede Apostolica, Vescovo di Ascoli Piceno, nomina don Silvio Giampieri parroco in solido delle parrocchie di S. Maria in Castel di Lama e di S. Antonio di Padova in Villa S. Antonio di Ascoli Piceno con tutti i diritti e doveri connessi. Perché in collaborazione ed in comunione con il parroco moderatore, don Paolo Sabatini, si realizzi una condivisione di responsabilità nella conduzione delle comunità parrocchiali di qui e di sopra nel nome di Cristo Gesù, Sommo ed Eterno Maestro, Sacerdote e Pastore del popolo che ti è affidato»
L’omelia del Vescovo Gianpiero Palmieri: “Il parroco che asperge la comunità ci ricorda il primo compito del parroco: aiutare a ricordare l’immensa gioia del battesimo, che ci rende un corpo solo con il Signore Nostro Gesù Cristo”
Ci tengo a ringraziare con tutto il cuore don Duilio per il suo servizio, so che gli avete fatto un saluto e gli avete detto il vostro “grazie”. Ho chiesto a don Duilio di fare il suo servizio nella zona di S. Egidio alla Vibrata per creare un’unica unità pastorale formata da tre parrocchie. In questa comunità parrocchiale, ed in quella di Piattoni, ho proposto di mandarci don Silvio. Egli ha sette anni di servizio alle spalle ed è stato viceparroco a Martinsicuro; don Paolo e don Silvio diventano parroci in solido, cioè che per ogni situazione si consultano e decidono insieme ma, nello stesso tempo, è don Paolo ad essere parroco moderatore, cioè ha funzione amministrativa. Ho preferito questa forma di sacerdoti perché esprime bene l’idea di collaborazione e di uguaglianza tra due parroci. Noi oggi diamo il benvenuto a don Silvio e lo facciamo alla luce della Parola di Dio: abbiamo visto all’inizio che don Silvio ha fatto l’aspersione alla comunità, noi sappiamo che il battesimo ci rende un solo corpo con il Signore Gesù e con la Chiesa tutta ed il primo compito del parroco è proprio questo: aiutarci a ricordare quale gioia immensa è contenuta nel battesimo. Si pensi alla seconda lettura di oggi, qui S. Paolo critica coloro che litigano sull’importanza di quelli da cui ricevono il battesimo; questo non è importante, perché, appunto, il battesimo ci rende un solo corpo con il Signore. Oggi il Vangelo ci dice che Gesù inizia la sua predicazione andando dappertutto a dire: “Convertitevi! Il regno di Dio si sta avvicinando”; lo fa perché Dio è all’opera nel mondo per trasformare il mondo nel regno di Dio ed è lì che li uomini costruiscono la fraternità, si preoccupano dei più poveri, dei bambini e della vita umana, accudiscono ed accompagnano gli anziani lì dove cresce la solidarietà e l’amore.
Il saluto della comunità parrocchiale della chiesa di S. Antonio di Padova
Caro don Silvio, il vangelo di oggi è un dono provvidenziale che ci permett3e di accoglierti nel modo migliore: i discepoli hanno deciso di abbandonare tutto per seguire Gesù. Oggi siamo qui per celebrare il tuo percorso: dalla tua carriera da medico, passando per Martinsicuro per poi arrivare a Castel di Lama. Cosa ci aspettiamo da te? Semplicemente di camminare insieme seguendo i passi di Dio, per diventare amici, fratelli e figli ed anche se per te tutto sarà nuovo sappi che puoi contare su di noi, sulla nostra presenza e disponibilità. Benvenuto tra noi don Silvio.
Il regalo della comunità a don Silvio
La comunità ha regalato a don Silvio un camice per la messa ed un tau.
Il ringraziamento di don Silvio: “voglio giocare su questa definizione, parroco in solido o parroco insolito?”
Prima di accogliere l’incarico mi sono incontrato con il vescovo e gli ho posto questa domanda: servirà un parroco in solido? Davanti a me vedo una grande comunità, sicuramente in crescita e nella quale don Duilio ha svolto un ottimo servizio. A tal motivo ho pensato a questa definizione parroco in solido o parroco insolito? Se ci pensiamo Gesù è stato il primo ad essere “insolito”: è nato dove nessuno si sarebbe aspettato, ha ordinato a Giovanni Battista a battezzarlo, nonostante Giovanni stesso gli avesse detto che doveva essere lui ad essere battezzato da Gesù, oppure oggi abbiamo sentito che Gesù ha chiamato i pescatori ed io, a Martinsicuro, ne ho conosciuti. Io cerco di fare quello che posso al meglio ed al massimo, non vengo a comandare, al massimo a consigliare e consolare, come diceva il profeta Isaia: “vengo a consolare i cuori spezzati” e poi, grazie alla pazienza di don Paolo che mi ha accolto, cercherò di fare il mio meglio. Camminerò con voi, perché mi piace camminare, come ben sanno quelli di Martinsicuro, di Grottammare e del mio paese, Ripatransone, che saluto. Ringrazio il vescovo perché, in questo periodo, ha pensato a me non come pedina, ma come persona e questo è fondamentale: si poteva scadere nel gioco del Monopoly in cui le Unità pastorali diventavano come le caselle di proprietà; invece a pensato a noi sacerdoti come persone. Rimanendo sul monopoly esistono le probabilità ed una di queste è che in questa comunità mi troverò bene.