SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal prossimo anno scolastico l’IIS Guastaferro avvia tre nuovi percorsi quadriennali inseriti nella filiera 4+2, un modello che integra scuola, ITS Academy e mondo produttivo. Un cambiamento che punta su laboratori, didattica attiva e forte connessione con le imprese del territorio. Ne parliamo con Marina Marziale, dirigente scolastica dell’IIS Guastaferro.
Che cosa sono gli ITS e quale ruolo hanno nella filiera 4+2?
Gli ITS, Istituti Tecnici Superiori, rappresentano il passo finale della filiera 4+2: due anni di alta specializzazione tecnica dopo il diploma quadriennale. Offrono formazione avanzata direttamente collegata alle esigenze delle imprese e dei settori produttivi del territorio, con tassi di occupazione superiori all’85%. Sono completamente gratuiti e rappresentano un’opportunità concreta per acquisire competenze tecniche altamente spendibili. Per i nostri studenti, l’ITS Smart Academy di Porto Sant’Elpidio e l’ITS Marche Academy di Ascoli Piceno diventano il naturale proseguimento per specializzarsi e inserirsi nel mondo del lavoro.
Quali indirizzi quadriennali saranno attivati?
Negli Istituti Tecnici viene attivato l’indirizzo Sistema Moda, che unisce creatività, design, CAD, tessuti, progettazione e marketing, in collegamento diretto con l’ITS Smart Academy di Porto Sant’Elpidio. Negli Istituti Professionali viene attivato il percorso Meccatronico per il Made in Italy, focalizzato su meccatronica, automazione, robotica e informatica, con prosecuzione naturale, anche in questo caso, nell’ITS Smart Academy di Porto Sant’Elpidio. Infine, viene attivato il percorso Chimico-Cosmetologico, dedicato al laboratorio, al controllo qualità e alla produzione cosmetica, collegato all’ITS Marche Academy di Ascoli Piceno.
Come cambierà la formazione e la didattica?
Non si tratta solo di ridurre un anno, ma di trasformare il modo di fare scuola. Introduciamo più laboratori e ore di codocenza per garantire supporto personalizzato agli studenti e favorire l’apprendimento attivo. Gli stage superano le 400 ore, anche in aziende locali, e i docenti provenienti dal mondo del lavoro portano esperienza concreta direttamente in aula. Le discipline scientifiche e tecniche sono insegnate in modo pratico, interdisciplinare e sempre collegate alla realtà produttiva. Gli studenti progettano, sperimentano, costruiscono: imparano facendo e sviluppano competenze tecniche solide e trasversali, come problem solving, gestione dei processi e lavoro di squadra.
Perché questi indirizzi e perché puntare sulle imprese del territorio?
Moda, meccatronica e cosmetologia sono settori in trasformazione, con una forte richiesta di figure qualificate. Il collegamento continuo con le imprese locali permette agli studenti di confrontarsi con esigenze reali, scoprire le proprie attitudini e costruire competenze direttamente spendibili. La scuola diventa un luogo aperto al territorio, dove la teoria incontra la pratica e i ragazzi imparano a progettare il loro futuro.
Molti temono che un anno in meno significhi meno formazione. È così?
No, anzi. La riduzione dei tempi non significa taglio dei contenuti, ma una diversa organizzazione: più laboratori, più attività pratiche, didattica interdisciplinare, utilizzo intensivo delle tecnologie e confronto costante con professionisti esterni. I percorsi quadriennali sono rigorosamente monitorati dal Ministero, garantendo standard elevati e, allo stesso tempo, maggiore motivazione e coinvolgimento per gli studenti.
E le famiglie?
Hanno un ruolo centrale. Le accompagniamo con incontri, tutoraggio e orientamento, garantendo percorsi che coniugano cultura, crescita personale e opportunità concrete nel mondo del lavoro.
Come vede la scuola del futuro?
Aperta, flessibile, radicata nel territorio e connessa al mondo. Una scuola che non insegna solo contenuti, ma insegna a imparare, anticipa il cambiamento senza inseguirlo, forma cittadini competenti e consapevoli. Ovvero una scuola che mette al centro i giovani e il loro futuro, aprendo porte e non chiudendole.