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“Inoltrare o divulgare foto o messaggi rende complici di diffamazione”: i Carabinieri parlano ai ragazzi di bullismo e legalità

GROTTAMMARE – Non una data a caso: il 19 gennaio è l’anniversario della nascita del giudice Paolo Borsellino, nato nel 1940 e ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio il 23 maggio 1992.

Nell’Istituto Scolastico Comprensivo “Giacomo Leopardi” di Grottammare, in questa giornata, si è svolto al Kursaal l’Incontro con i Carabinieri per l’educazione alla legalità.

“Che cosa fanno i bulli?”: questa la domanda che il comandante Francesco Tessitore, della Compagnia dei Carabinieri di San Benedetto del Tronto, ha rivolto direttamente ai ragazzi che gremivano la sala. Vicino al Comandante, il maresciallo Manuel Compagnone della Stazione dei Carabinieri di Grottammare e altri militari. Presente la dirigente scolastica Luigina Silvestri, con la vicaria Luigina Ceddia e Oriana Vitarelli, consigliere comunale delegata alle politiche scolastiche.

A rispondere al Comandante sono stati direttamente i ragazzi: “Prendono in giro con nomignoli”; “Fanno girare delle foto di una persona a sua insaputa per ridicolizzarla”; “Possono usare le insicurezze che uno ha contro di lui”; “Spesso usano le tue situazioni familiari per deriderti”.

Il comandante Tessitore ha risposto ai ragazzi: “Questo comportamento dei bulli, che usano le fragilità delle persone, è pessimo e davvero vergognoso. Vi vorrei rivolgere un’altra domanda: se voi assisteste a un comportamento da bullo non a scuola, ma ad esempio per strada, come lo chiamereste?”. I ragazzi hanno risposto: “Comportamento illegale”, altri “ingiusto”, altri ancora “delinquenza”. Il Comandante ha specificato che il termine “delinquenza” è quello più adatto, in quanto la sopraffazione di una persona debole, il picchiarla per strada, farle violenza psicologica e fisica, fino ad arrivare, peggio ancora, ad accoltellarla, sono a tutti gli effetti atti di delinquenza. “Vi sono in corso aggravamenti statali sulle sanzioni relative al bullismo, ragazzi. Spero che sappiate che è un reato portare un’arma o un coltello a scuola”. Purtroppo i recenti fatti di cronaca rivelano un crescente uso di coltelli tra ragazzi e adolescenti e i recenti omicidi avvenuti anche nelle scuole evidenziano drammaticamente un problema giovanile e sociale gravissimo.

Il maresciallo Compagnone: “Non dobbiamo attirare l’attenzione. Siamo forti se stiamo dalla parte della vittima, non da quella del bullo”. Anche lui ha posto domande ai ragazzi, spiegando che spesso il bullo è una persona con gravi insicurezze che, per farsi accettare, si traveste da persona coraggiosa e audace, allo scopo di cercare consensi tra pari, in quanto in realtà è proprio lui a sentirsi una nullità. Il bullo ha comportamenti aggressivi e ripetitivi. “Non dovete avere paura, apritevi con i vostri genitori, con gli insegnanti, anche con noi. Il bullismo si alimenta nel silenzio, si sfalda parlandone, confrontandosi, chiedendo aiuto, non dando consensi a chi lo pratica e tacendo. Se uno tace, lo alimenta”.

I Carabinieri hanno spiegato ai ragazzi che i bulli utilizzano le debolezze delle persone per usarle contro di loro. Il maresciallo: “Il bullo compie solitamente reati di percosse, atti persecutori, tanto che il soggetto vittima arriva perfino a cambiare le proprie abitudini pur di sfuggire alle minacce. È sbagliato, nessuno ha il diritto di privare della libertà una persona. Parlare con i Carabinieri non è fare la spia, ma avere il coraggio di rompere uno schema ingiusto”.

Il comandante Tessitore ha spiegato che il comportamento del bullo viene sanzionato dalla legge. “Se un bullo è minore, può essere sanzionato anche con la reclusione, ovviamente una tipologia di reclusione adatta ai minori. Vi metto in guardia anche dal fenomeno del cyberbullismo, che è una persecuzione che avviene sul web. Se io, ad esempio, diffondo foto private su WhatsApp e contribuisco alla catena persecutoria della vittima, sono partecipe del reato, sono complice. Nessuno può essere deriso. Tutti hanno diritto di essere come vogliono in ogni loro scelta personale e di essere rispettati, tanto più se si tratta di persone fragili. Spesso ci si sente impuniti perché nascosti dietro una tastiera, tuttavia dobbiamo sentirci più responsabilizzati e la pena aumenta”.

Possiamo fare qualcosa per interrompere il fenomeno del bullismo? “Noi possiamo fare qualcosa: parlare, denunciare. Spesso siamo ostacolati dalla paura. La paura è un’emozione naturale, legata all’istinto di sopravvivenza. La paura si può affrontare o si può scappare. A volte però diventa disfunzionale, perché non ci aiuta a superare la situazione, provocando ansia. Questo provano i ragazzi che subiscono il bullo: ansia, angoscia, panico. La vittima è imprigionata in questa paura e si chiude, non parlando con nessuno, mentre la molestia continua e continua. A questo punto possiamo ancora fare qualcosa? Non dobbiamo girare la faccia, non dobbiamo assecondare. Cosa fare allora? Agire per conto nostro, se vediamo, se sappiamo, anche se la cosa non ci riguarda personalmente. Possiamo essere protagonisti per risolvere il problema e aiutare la vittima che sta soffrendo. Dobbiamo impegnarci sempre affinché l’azione del bullo venga combattuta dalla coscienza sociale. Se vediamo, dobbiamo parlare, dobbiamo aiutare. I ragazzi e le ragazze devono sentirsi liberi di esprimersi come vogliono, senza sentirsi imbarazzati, inadeguati o sbagliati. Tutti abbiamo il dovere di supportarli, sempre. Non accettate mai soprusi di alcun genere. Tutti abbiamo paura, ma l’importante è non farsi condizionare. Dobbiamo essere fedeli ai nostri principi fin da subito: se lo farete fin da ora, anche da adulti continuerete”.

Gli applausi dei ragazzi hanno dimostrato il loro gradimento per l’intervento dei Carabinieri: si sono sentiti protetti. Alla domanda di un ragazzo: “Perché lei ha scelto di fare il carabiniere?”, il Comandante ha risposto: “Non certo per soldi, non certo per mancanza di opportunità in un altro lavoro. L’ho scelto perché volevo aiutare gli altri e rendermi utile nella società, volevo combattere le ingiustizie. La vera ricchezza è avere ideali: voi ragazzi non perdeteli mai”.

La dirigente scolastica Luigina Silvestri: “Da sempre la nostra scuola è attenta all’educazione alla legalità e promuoviamo ogni anno iniziative e incontri come questo, proprio perché crediamo moltissimo nella valenza dell’azione educativa e dell’educazione civica. Ringrazio il Comandante e i Carabinieri per essersi sempre prestati con grande accoglienza e disponibilità a incontrare la scuola e i nostri ragazzi, promuovendo la cultura della prevenzione del disagio e della legalità”.

La vicepreside Luigina Ceddia: “Stiamo lavorando da tempo alla Giornata del Rispetto. Abbiamo un Consiglio Comunale dei Ragazzi e stiamo promuovendo la cultura del rispetto e della riflessione. Realizziamo costantemente laboratori di educazione civica con i ragazzi”.

Il comandante Francesco Tessitore ha spiegato che spesso le vittime di bullismo non vogliono più venire a scuola, rinunciando perfino alla propria libertà personale e, a volte, alla propria esistenza. “Parliamo di diffamazione: essa è un’offesa divulgata, spesso anche nelle chat WhatsApp. Ma guardate: anche inoltrare o divulgare ci rende complici della diffamazione. Chi commette azioni da bullo commette reati perseguibili. Il cyberbullismo è un bullismo telematico che prevede addirittura pene più severe”.

I ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado hanno seguito con attenzione e interesse l’incontro con i Carabinieri e la scuola “G. Leopardi” di Grottammare, ancora una volta, si è mostrata sensibile e attenta ai ragazzi e all’attualità del momento, promuovendo l’empatia, il dialogo e la tutela del più fragile.

Susanna Faviani: Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare dal 1996. Ha scritto libri e suoi articoli di Storia dell'Arte e Storia sono in varie pubblicazioni. Dirige un periodico culturale online : www.laconchiglianews.it .