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Marisa Gagliardi, dall’ospedale al servizio in Caritas San Benedetto: «I più fragili dimessi troppo presto»

 

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DIOCESI – Quando ha appeso il camice al chiodo per godersi la meritata pensione, Marisa Gagliardi non ha certo messo da parte la sua vocazione. Al contrario, l’ha trasformata in un impegno ancora più diretto e profondamente umano, diventando una presenza fondamentale del servizio di Ascolto della Caritas locale.

Ginecologa con una lunga esperienza al Consultorio familiare dell’Ospedale civile, la dottoressa Gagliardi ha scelto di non voltare le spalle alle fragilità incontrate nel corso della sua carriera. Ha deciso, invece, di continuare a mettere a disposizione competenza, ascolto e sensibilità per chi vive situazioni di difficoltà.

«Al Consultorio ho conosciuto da vicino le fasce più vulnerabili della società, quelle che spesso faticano a far sentire la propria voce», racconta Marisa, con una dolcezza che riflette un animo profondamente sensibile. «La mia scelta di fare volontariato nasce anche da una storia personale segnata da affetti intensi e da una perdita dolorosa: sono madre di due figli che hanno costruito le loro famiglie, ma il destino mi ha tolto una figlia. Una ferita che mi ha spinta a dedicarmi ancora di più agli altri. In Caritas ho trovato un modo per onorarne la memoria e dare un senso al mio dolore».

Ogni martedì mattina, Marisa Gagliardi varca la soglia della Caritas pronta ad accogliere chi cerca aiuto, un consiglio o semplicemente una parola di conforto. «Le richieste sono in continuo aumento, soprattutto quelle legate alle difficoltà economiche: bollette, affitti arretrati, spese sanitarie che diventano insostenibili», spiega con preoccupazione. «E ciò che colpisce è che sempre più spesso a chiedere aiuto sono persone del territorio, famiglie che hanno perso il lavoro o che non riescono più a reggere il peso del caro vita».

Ma l’impegno di Marisa non si ferma all’ascolto dell’emergenza. La sua esperienza professionale e la sua profonda umanità la portano a guardare oltre, individuando una criticità sempre più evidente e troppo spesso trascurata: la salute mentale. «Incontriamo tante persone segnate da traumi, dipendenze, solitudine. Persone che si sentono smarrite», sottolinea. «Molti vengono dimessi troppo presto dagli ospedali, senza un adeguato percorso di cura e accompagnamento. Servirebbe un centro diurno, uno spazio dove possano trovare un ascolto qualificato e un sostegno concreto nel tempo».

È qui che emerge con forza la vera vocazione di Marisa Gagliardi: non solo aiutare, ma dare voce a chi non ne ha, sollecitando le istituzioni a farsi carico di un bisogno non più rinviabile. «Come volontari dell’Ascolto, il nostro primo compito è accogliere con umanità e comprensione, cercando di orientare le persone verso una possibile soluzione. Ma questo non basta», afferma con determinazione. «Occorre investire seriamente nella salute mentale e costruire una rete di servizi capace di intercettare i bisogni reali. Solo così potremo dare vita a una società più giusta e inclusiva, dove nessuno venga lasciato indietro».

Un appello forte e sincero quello di Marisa Gagliardi, che dalla sua postazione di volontaria continua a prendersi cura di San Benedetto del Tronto con la stessa passione e competenza di quando indossava il camice. Un esempio autentico di cittadinanza attiva e umanità che merita ascolto e riconoscimento.

La Caritas di San Benedetto del Tronto, grazie al lavoro instancabile e alla preziosa rete di volontari, rappresenta un bene comune da tutelare e sostenere. Per questo l’invito ai cittadini è di contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, affinché questa realtà possa continuare a essere un faro di speranza per chi vive nel bisogno. Perché, come ricorda Marisa, «sentirsi ascoltati può significare esistere».

Ana Fron: