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Diocesi del Piceno, Don Vincent e don Vincenzo invitano a vivere la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

DIOCESI – “Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà”.

Quante volte abbiamo sentito questa invocazione durante la Messa, tra il Padre Nostro e lo scambio della pace?! Sicuramente moltissime, ma raramente ci siamo fermati a riflettere sul suo significato profondo, forse perché in genere a pronunciarla è il celebrante che presiede e non l’assemblea di fedeli che ascolta.

Invece, Domenica scorsa, durante le varie Celebrazioni da lui presiedute, l’arcivescovo Gianpiero Palmieri ha chiesto a tutti noi fedeli di pronunciarla insieme a lui, sussurrandola a bassa voce, come si fa per ogni preghiera che parte dal cuore. Perché? Perché proprio da Domenica 18 fino a Domenica 25 Gennaio 2026 la Chiesa dedica una settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Ecco allora che l’invocazione che abbiamo pronunciato insieme, se ben analizzata, assume un significato molto più profondo ed una rilevanza maggiore nella nostra vita, fatta di fede e di carne. Questa preghiera di preparazione per la Comunione Eucaristica diventa un desiderio vero che attraversa la Chiesa. E quando parliamo di Chiesa, intendiamo la Chiesa tutta, non solo i cattolici, ma anche tutti gli altri cristiani.

E questo desiderio di pace e unità, che non a caso sono chiamate in causa contestualmente, non può fermarsi ad una mera aspirazione del cuore, bensì deve diventare vita vera, fatta di preghiera congiunta, di progetti comuni, di momenti condivisi, di emozioni vissute insieme.

Ed è questo desiderio che si fa carne, che muove le iniziative promosse dai due Uffici diocesani per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso delle Diocesi del Piceno, che per questa settimana hanno organizzato due incontri da vivere insieme.

Venerdì 23 Gennaio, alle ore 21:00, presso la Sala San Giovanni Paolo II della parrocchia Sacro Cuore di Gesù, in Centobuchi di Monteprandone, si terrà una serata ecumenica di intrattenimento e convivialità, dal titolo “Cristiani delle diverse Chiese, testimoni della Parola“.

Domenica 25 Gennaio, invece, alle ore 16:00, presso l’oratorio della parrocchia Maria Santissima Madre della Chiesa, in Stella di Monsampolo, ci sarà la celebrazione ecumenica della Parola di Dio.

Abbiamo incontrato i direttori dei due Uffici per farci spiegare il significato di questa settimana e farci illustrare nel dettaglio le due iniziative.

L’unità: un grande desiderio di Gesù

Don Vincenzo Tassi, direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Diocesi di Ascoli Piceno, dichiara:

L’unità è stato un grande desiderio di Gesù, il quale ha pregato spesso perché si realizzasse l’unità tra tutte le persone. E anche la storia della Chiesa è la storia di un cammino che si avvicina sempre più all’unità. Noi non sappiamo quando si potrà realizzare questo desiderio, ma camminiamo sempre più insieme per trovare questa unità, anche rimanendo nelle differenze che abbiamo”.

Prosegue don Vincenzo: “Come Uffici diocesani, durante l’anno, organizziamo diverse iniziative che hanno l’obiettivo di unire le persone, come la veglia di pace interreligiosa del 1° dell’anno o la festa dei popoli, eventi riservati ai fedeli di tutte le religioni. Ma non ci fermiamo a questo: ogni Ufficio ecumenico ha una Commissione di laici che non solo programmano le iniziative, ma si preoccupano anche di mantenere i contatti con le persone di altre religioni, per conoscerle personalmente, per stare insieme, per camminare con loro nella quotidianità.
In questa settimana che stiamo vivendo – e che si inserisce nel contesto più ampio che ho appena descritto -, preghiamo in particolare per l’unità tra le varie confessioni cristiane. Un desiderio nel desiderio: superare le divisioni storiche e pregare per la comunione fraterna, con un impegno che dura tutto l’anno. In questo momento particolare della storia, in cui la situazione geopolitica è abbastanza complessa, ci rendiamo conto ancora di più di quanto il mondo abbia bisogno di cristiani uniti, capaci di testimoniare una sola fede e un solo amore in Cristo”.

Un’unica comunità, unita nella stessa speranza

Don Vincent Ifeme, direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, afferma:

“Ogni anno la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è dedicata ad un tema specifico. Quello del 2026 è ripreso da un bellissimo versetto della Lettera agli Efesini: «Uno solo è il corpo, uno solo è lo spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamato» (Ef 4,4). Questa frase sottolinea l’unità della Chiesa come un corpo mistico, in cui ogni membro ha un ruolo diverso, ma tutti condividono la stessa identità, lo stesso Spirito e la stessa meta ultima. I cristiani, cioè, pur essendo diversi, sono uniti in un’unica comunità, animata da un solo Spirito Santo e legati nella stessa speranza futura della salvezza e della vita eterna“.

Spiega don Vincent: “La preparazione del tema ogni anno è affidata ad una Chiesa cristiana particolare diversa. Quest’anno spetta alle Chiese cristiane in Armenia: la Chiesa apostolica armena, le Chiese cattoliche armene, la Chiesa evangelica armena. Quella armena è una comunità molto importante, se consideriamo che gli apostoli Taddeo e Bartolomeo sono ritenuti i suoi fondatori, i primi evangelizzatori che introdussero il Cristianesimo in Armenia nel I secolo d.C., portando alla sua adozione come prima nazione cristiana. La loro predicazione gettò le basi per il futuro, fino a quando con San Gregorio Illuminatore, nel 301 d.C., il cristianesimo iniziò a splendere così tanto, da divenire religione di Stato”.

Le iniziative delle Diocesi del Piceno

In merito alle iniziative proposte, don Vincenzo Tassi commenta: “Dopo la serata di convivialità che trascorreremo Venerdì a Centobuchi, Domenica a Stella vivremo un bel momento di preghiera. Insieme a noi, per la celebrazione ecumenica, ci saranno i nostri amici ortodossi rumeni e le comunità evangeliche presenti nel nostro territorio, una battista e una pentecostale. Sarà l’occasione per rinnovare i reciproci sentimenti di amicizia e collaborazione e per avvicinarci sempre più a realizzare quel desiderio di unità tanto voluto da Gesù”.

Per l’occasione, saranno presenti mons. Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi del Piceno, padre Claudio Costache, della comunità rumena ortodossa, il pastore Amado Luis Giuliani, della comunità evangelica battista e il pastore Angelo Bleve, della comunità evangelica pentecostale.

Conclude don Vincent Ifeme: “Prima della celebrazione ecumenica di Domenica, Venerdì sera sperimenteremo insieme la vera novità di quest’anno. Da sempre, infatti, siamo abituati ad organizzare incontri di formazione ad intra, proponendo dibattiti o conferenze; quest’anno, invece, abbiamo pensato ad uno spettacolo che unisce teatro, musica, canto e poesia. L’intento è quello di avere uno stile più popolare, nel suo significato più alto, cioè rivolgendoci a tutto il popolo di Dio, non soltanto ad una ristretta élite, come è capitato in passato. Ci auguriamo che l’unità per la quale preghiamo, passi soprattutto attraverso questi momenti di preghiera e di vita condivisi“.

Per l’occasione, si terrà il concerto dei “DiVivaLuce“, che registrerà la partecipazione di Snezana Tintor al violino, Mauro Giorgini alla chitarra, Fausto Palmieri alla tastiera, Federica Pantanetti, alla quale sarà affidato il canto, e Viviana De Marco, incaricata regionale per l’Ecumenismo, a cui sarà affidata la recitazione.

 

Carletta Di Blasio: