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Ascoli, inaugurata la Mostra “Women for Women against Violence”

ASCOLI PICENO – La mostra fotografica “Women for Women against the Violence” approda ad Ascoli Piceno, precisamente al Chiostro di S. Francesco – Sala Cola d’Amatrice dal 19 gennaio al 16 febbraio 2026. Si tratta di un’iniziativa che utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori sulle due massime emergenze del mondo femminile: tumore al seno e violenza di genere.

L’evento si tiene con il patrocinio del Senato della Repubblica italiana, del Comune di Ascoli Piceno, della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori -, dell’Ufficio Scolastico per le Marche Cultura e della Fondazione Italia – Giappone.

A presenziare la mostra sono stati Donatella Gimigliano – ideatrice e produttrice di “Women for Women”, nonché giornalista e presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas APS –, Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, Donatella Ferretti, Assessore alla Pubblica Istruzione, Morena Luchetti, Coordinatrice LILT Marche, Filomena Lamberti, prima donna sopravvissuta ad un’aggressione con acido solforico in Italia e Daisy De Nardis, coordinatrice settore Musei e Luoghi della Cultura, Fondazione Marche Cultura. Presenti, nel pubblico il dott. Raffaele Trivisonne, presidente della LILT sezione provinciale di Ascoli Piceno, e Claudia Torretta, dell’USP di Ascoli Piceno, delegata dall’USR Marche in rappresentanza della direttrice Donatella D’Amico.

Alcune informazioni sulla mostra:

La mostra si terrà ad Ascoli Piceno, nel Chiostro di S. Francesco – Sala Cola, dal 19 gennaio al 16 febbraio 2026. Gli orari di apertura sono:

lunedì – venerdì: 10:00-13:00/16:00-19:00

domenica: 10:00 -13:00/16:00-18:00

L’ingresso è libero

Suggerito l’uso di cuffiette e di possibilità di scansionare i QR code: è possibile collegarsi con la voce delle persone ritratte, la loro voce è autentica. L’idea è quello di creare intimità tra lo spettatore e la persona ritratta.

C’è una foto simbolo di questa mostra che richiama il kitsugi, pratica giapponese che consisteva nel riparare, simbolicamente, delle fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro. La foto in questione è stata un’idea geniale di Tiziana Luxardo, fotografa di fama internazionale, che ha voluto ritrarre Valentina Pitzalis, giovane vittima di violenza, con la sorella Francesca, vittima di tumore al seno. il kitsugi rappresenta perfettamente questi mostri che si possono incontrare nella vita: uno che ti siede accanto, l’altro che risiede dentro di te.

La mostra si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno vissuto violenza o tumore al seno e che hanno scelto di trasformare la loro esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita.

Morena Luchetti: “Questa iniziativa non è solo per le donne, ma riguarda tutta la comunità”

Lo scopo di questa mostra è quello di sensibilizzare, il più possibile, tutta la società, dai più piccoli ai più grandi e, nel far questo, stiamo ottenendo un buon riscontro; la mostra sta, infatti, percorrendo una serie di tappe in tutta Italia per, appunto, sensibilizzare tutti sui temi della violenza di genere e del tumore al seno. Puntiamo a valorizzare il tema di una vera e propria rinascita.

Sindaco Fioravanti: “Per Ascoli è motivo di grande onore poter presentare questa mostra”, “Ringrazio di cuore Filomena Lamberti per essere qui, lei è speranza per tutte le donne che vivono situazioni di violenza”

Questa mostra non è solo esposizione artistica di alto livello, ma è un vero atto di testimonianza che, attraverso il linguaggio universale della fotografia, va ad affrontare due emergenze importantissime: violenza di genere e tumore al seno, ovvero due situazioni che non possono essere confinare nel silenzio; per questo la mostra dà voce a questo atto di coraggio e di sensibilizzazione. Ascoli Piceno ha scelto di ospitare questa mostra perché crede fortemente nel valore dell’arte, soprattutto quando diventa strumento di riflessione, denuncia e garante di speranza. Io credo che queste immagini proposte dalla mostra ci accompagneranno in un percorso non solo di dolore, ma soprattutto di crescita, oltre che cercare di mostrare a noi la forza manifestata dalle donne ritratte in queste immagini. Sono molto contento che c’è Filomena Lamberti qui con noi, perché la sua presenza dà forza non solo alla mostra ed al progetto culturale, ma, soprattutto, alla speranza di donne che subiscono violenza e di donne che attraversano un momento di dolore.

Donatella Ferretti: “Ringrazio Donatella per il suo impegno e Filomena per la sua presenza”, “la questione dello sfregio con l’acido è un oltraggio alla femminilità, un tentativo di cancellare l’identità femminile”

Ci tengo a ringraziare subito Donatella Gimigliano per il suo impegno nell’affrontare un tema così importante, ma anche per aver concepito un progetto che ha una sua originalità, ovvero coniugare due forme di violenza, delle vere e proprie esperienze che impediscono profondamente la donna, parliamo della violenza di genere e del tumore al seno. Queste due realtà possono apparentemente sembrare inconciliabili tra loro, in realtà sono due esperienze che colpiscono la donna, ma soprattutto hanno ripercussioni profonde e spesso irreversibili sulla sua vita familiare e lavorativa. Anch’io sono felice di avere qui, accanto a me, Filomena Lamberti perché quella dello sfregio con l’acido, è qualcosa che identifica un oltraggio alla femminilità, è un tentativo di cancellare l’identità femminile e questa cosa mi ha sempre colpito e ferito tantissimo.

Filomena Lamberti: “Leggi in ad hoc? Già esistono, dobbiamo lavorare sulla prevenzione e non aspettare che le leggi si attuino, altrimenti è già troppo tardi.”

Dal 2014 vado in giro a portare la mia testimonianza non solo a donne adulte, ma principalmente nelle scuole: dobbiamo insegnare ai giovani il rispetto, a basare i nostri rapporti sull’affettività. Io giro molto sui social e, quando è uscita la notizia della prima vittima di violenza del 2026, ho visto commenti che chiedevano delle leggi ad hoc; in realtà, le leggi già ci sono, quello che importa fare è la prevenzione perché, quando vengono applicate le leggi, il fatto è già accaduto. Purtroppo, sono tanti i motivi che possono trattenere una donna adulta nel subire violenza domestica; abbiamo notato che la prima causa riscontrata è quella relativa alla dipendenza economica: se tu non hai un lavoro, come fai ad andare via? Questa è la base che trattiene una donna. Io ho subito violenza per anni, perché dipendevo economicamente dal mio ex marito, se fossi andata via chi mi avrebbe accolto? Il non denunciare per paura degli assistenti sociali è una ricorrenza che vediamo spesso: se io lo denuncio e non ho un lavoro, chi si occuperà dei figli?

Perciò comunicare con i giovani, parlare ai giovani che escono dalle scuole e si affacciano all’università ed insegnare loro l’affettività, questo è fondamentale. Cosa che io dico sempre ai ragazzi è quello di saper gestire la rabbia; alle ragazze invece dico sempre di costruirsi un futuro lavorativo in modo da essere indipendenti.

Daisy De Nardis: “Riporto le parole del presidente della Fondazione Andrea Agostini: “Women for Women unisce realtà apparentemente lontane: battaglie diverse accomunate dal fatto che colpiscono il corpo e lo spirito delle donne. Sensibilizziamo all’empatia ed all’ascolto””

Riporto le parole di Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura) che non è riuscito ad esserci. La Fondazione Marche Cultura è da sempre al fianco delle Arti come strumento di crescita, consapevolezza e cambiamento e lo è, con maggior convinzione, in occasioni come questa. Women for Women unisce realtà apparentemente lontane: è vero che sono battaglie diverse, ma sono accomunate dal fatto che colpiscono il corpo e lo spirito delle donne lasciando segni profondi. Si combattono, è vero, in modo diverso, ma entrambe richiedono prevenzione ed ascolto, soprattutto la capacità di spezzare la solitudine; infatti, sapere di non essere sole, riconoscersi nelle storie di altre donne, condividere il dolore e la speranza, e trovare il coraggio di guardare oltre le difficoltà del momento è ben reso dalla nostra mostra. Ed è qui che la cultura svolge un ruolo fondamentale: trasforma un’esperienza intima e silenziosa in una testimonianza collettiva e capace di generare empatia, consapevolezza e cambiamento. Un ringraziamento va fatto a Tiziana Luxardo per la delicatezza dei suoi scatti, alle protagoniste della mostra, ai testimonial, al lavoro di Donatella Gimigliano ed ai suoi partner, in particolare alla LILT per il lavoro essenziale e quotidiano, oltre che di sensibilizzazione.

Donatella Gimigliano: “Non è una mostra contro la violenza, ma è una mostra che unisce violenza e tumore al seno. Questa è la sua unicità”

Women for Women non è solo una mostra fotografica, ma anche un programma televisivo di impegno civile che da sei anni va in onda sulle reti RAI. La prossima edizione sarà trasmessa il 21 marzo in seconda serata su Rai Uno. Non si tratta di una mostra contro la violenza, ma è una mostra che unisce violenza e tumore al seno ed è questa la sua unicità. Vogliamo parlare di donne sopravvissute anche ad indicibili esperienza di vita narrabili e che sono esempio di forza, capacità di superamento e resilienza. Il messaggio che vogliamo dare è che da violenza e tumore si può sopravvivere. La domanda che ci poniamo è: cosa succede alla vita di una donna quando sopravvive ad un tumore o ad una violenza? Riesce a riprendere in mano la propria vita? Non sempre, anzi, spesso ci sono tematiche che non si superano, come quello della tossicità economica cosa che accade non solo in contesti di violenza, ma anche a donne con tumore al seno: una libera professionista che, ammalata di tumore, si ritrova a dover lasciare tutto per curarsi può avere ripercussioni pesantissime da cui è difficilissimo uscire. Io sono un esempio: ho combattuto un tumore per 12 anni, mi sono dovuta fermare, subendo una grandissima perdita del mio portafoglio clienti, e, passati 12 anni, non ne sono ancora venuta fuori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Palumbi: Nato ad Ascoli Piceno il 05/11/2001, ho conseguito la laurea triennale in Lettere Classiche presso l'università degli studi di Macerata e sto per concludere il percorso di laurea magistrale in Filologia Classica