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L’Aquila Capitale della cultura 2026: Mattarella, “i luoghi di centralità si moltiplicano, di periferico restano esclusioni, marginalità, squilibri”

(Foto Paolo Giandotti – Ufficio Stampa per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il Capo dello Stato ha poi sottolineato che “L’Aquila non è nuova a sfide difficili. Ardua è stata quella con la quale si è misurata dopo l’immane tragedia del terremoto del 2009, e con la quale si sta misurando ancora per completare l’opera di ricostruzione e di pieno rilancio”. “Essere Capitale della Cultura – la convinzione del presidente – sarà un prezioso contributo a questa impresa di successo della comunità aquilana. Impresa che prosegue verso il futuro. Un’impresa che appartiene anzitutto a L’Aquila e ai suoi cittadini e che sta a cuore a tutta l’Italia”. “In un tempo di sofferenze indimenticabili, L’Aquila e l’intera Italia seppero reagire e mobilitare energie”, ha ricordato Mattarella, secondo cui “il lavoro di recupero, di restauro, di riavvio delle attività economiche e sociali ha portato a risultati importanti”. Poi il Capo dello Stato ha evidenziato che “la cultura è l’anima di creatività e libertà. Le sue varie espressioni hanno questo potere. E questa terra ne ha visto tante eccellenti manifestazioni”. “La Perdonanza è assai più di un rito che si ripete”, ha ammonito: “È un segno universale che rappresenta questa città nella storia. L’Aquila capitale del perdono, e dunque capitale di pace e riconciliazione: così disse Papa Francesco durante la sua visita nell’agosto del 2022”. “C’è tanto bisogno di questo seme nel mondo in cui ci troviamo”, ha osservato il presidente, parlando di “un seme che può rendere ancora più prezioso e affascinante l’anno da Capitale della cultura italiana che questa città impersona e interpreta quest’anno”. “Cultura è rifiuto di ogni forza ostile che cerchi di comprimere l’umanesimo. Dobbiamo saper attingere e ispirarci alle nostre radici”, l’indicazione del Capo dello Stato.

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