DIOCESI – Alla vigilia dell’inizio del suo nuovo servizio nella e alla Chiesa Picena, don Luigino Scarponi, nominato dal vescovo Gianpiero Palmieri nuovo responsabile dell’Ufficio Clero delle due Diocesi del Piceno, ha voluto rivolgere un caro saluto ai confratelli presbiteri e ai diaconi.
Riportiamo integralmente la sua lettera.
Confratelli, ministri ordinati, cari amici,
il Signore “bel Pastore” si compiaccia di noi, ci assimili al suo Cuore, avendoci amati e chiamati.
Ognuno di noi potrebbe scrivere il suo “salmo”, il suo Magnificat, narrando le opere del Signore in noi, cominciando dal giorno in cui abbiamo scoperto, con sorpresa, di essere cercati dal suo sguardo benevolo.
Chi non si sente spiazzato in questi giorni in cui il nostro Vescovo ci sta chiedendo un rinnovamento che coinvolge tutte le nostre energie, anche quelle che credevamo di non avere, forse perché nascoste o assopite, non avendole cercate e trafficate?!
Il discernimento, che spesso riempie le nostre occupazioni, quando aiutiamo altri, ci sta coinvolgendo personalmente nella sua stringente determinazione nel compierlo fino in fondo.
Vi scrivo questi pensieri perché anch’io ci sono caduto dentro, senza aver cercato nulla, anzi mi è venuto a cercare.
Sto rendendomi conto che il Signore, tramite il Vescovo Gianpiero, ci sta donando opportunità necessarie per vivere in pienezza e non “vivacchiare”.
Riguardo al mio nuovo servizio-incarico, che qualcuno ha scherzosamente chiamato “sindacale”, lo voglio assumere come manifestazione concreta della cura e sollecitudine del Vescovo su ciascuno di noi del Presbiterio. Così infatti si esprime nella nomina: “Desiderando provvedere in modo più opportuno alle necessità dei sacerdoti …”
Non so cosa il Vescovo Gianpiero e alcuni di voi abbiano scorto in me chiedendomi tanto. Posso solo dire che, sin da giovane prete, in cerca di “spiritualità presbiterale”, mi stavo orientando alla fraternità presbiterale dei Piccoli Fratelli di Gesù ispirati a San Charles De Foucauld, frequentando assiduamente la Fraternità di Spello. Tornato in Diocesi dopo l’esperienza romana/tivolese, accolto da santi maestri, fratelli maggiori, sono stato accompagnato e curato dalla Fraternità del Cenacolo diocesano dell’Unione Apostolica del Clero. In anni di frequenza, ho sperimentato che il Presbiterio mi darà tanto se io tanto gli dono; la Fraternità si prenderà cura di me, se io mi prendo cura di essa: non posso chiedere, se non credo e non mi dedico alla Fraternità.
Cercheremo di essere “Lievito di fraternità”: perché crediamo che sono le piccole azioni di attenzione reciproca, di visita, di cura e comunione che possono trasformare la Comunità Presbiterale, rendendola più viva ed autentica.
Ti cercherò, carissimo fratello, verrò in punta di piedi nella tua quotidianità, ma se non arrivo, cercami in tempi opportuni e inopportuni.
Istruiscimi con suggerimenti e iniziative possibili da realizzare insieme.
Aiutami a servire te e tutti i confratelli del Presbiterio, corona del Vescovo Gianpiero.
Grazie,
don Luigino
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Grande Dongi