Di Giuseppe Mariucci
MONTELPARO – Ci siamo! Anche nel gennaio 2026 Montelparo non dimentica la sua storia e rinnova con orgoglio una tradizione che dura da oltre tre secoli. In occasione della festa di Sant’Antonio Abate torna infatti la storica rievocazione del Baccalà di Montelparo, le cui origini risalgono al 1703.
Fu in quell’anno che i Frati Agostiniani, per ringraziare la popolazione montelparese dell’aiuto ricevuto nella ricostruzione del convento distrutto dal terremoto e dalla frana, offrirono a tutti un pranzo a base di baccalà. Da allora questa usanza non si è mai interrotta.
La porzione di baccalà venne chiamata sin dalle origini “Coppo” (in dialetto “U Coppu”), un’unità di misura che corrisponde a circa 300 grammi di pesce, accompagnati da una filetta di pane e da un litro di vino. Proprio a questa antica tradizione si lega la creazione del pregiato vino “Marche Bianco IGP ‘O vi’ de u coppu”, realizzato appositamente per l’evento grazie all’estro di Matteo Lupi e delle Cantine Vitali di Montelparo, disponibile esclusivamente durante la rievocazione storica.
La manifestazione si svolgerà venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 gennaio 2026, con la distribuzione del baccalà preparato secondo la tradizione dal Comitato di Sant’Antonio Abate, storicamente composto solo da uomini. Il Comitato nacque nel lontano 1860, quando i Frati Agostiniani lasciarono il convento e il paese.
La preparazione del baccalà richiede grande impegno e numerose giornate di lavoro da parte dei tanti “festaroli”, impegnati a soddisfare le migliaia di visitatori che ogni anno giungono a Montelparo da tutta la Regione Marche e anche da fuori regione. L’organizzazione è presieduta da Matteo Lupi.
Come da tradizione, prima dell’avvio della lunga e laboriosa preparazione del baccalà, non è mancato il momento religioso dedicato a Sant’Antonio Abate. Nelle prime ore di sabato i festaroli hanno partecipato alla Santa Messa, celebrata da Padre Agostino nei locali della manifestazione, dove è stata collocata anche una piccola statua del Santo che veglierà sull’evento.
Anche quest’anno è previsto un importante convegno dal titolo “Baccalà e oli del territorio”, con la partecipazione di esperti del settore, docenti, enogastronomi e rappresentanti politici.
Nei tendoni allestiti sopra la palestra comunale, l’associazione giovanile “Il Chiostro”, presieduta da Cristian Borghi, curerà la degustazione di un menù interamente dedicato al baccalà. Nel centro storico, inoltre, sarà allestito il tradizionale “Mercatino del Baccalà”, con artigianato, hobbistica e prodotti tipici, accompagnato da eventi musicali.
Grande spazio sarà riservato anche alla parte religiosa. Domenica 18 gennaio, al termine della Santa Messa delle ore 11.00 nella Chiesa di San Gregorio, la statua di Sant’Antonio Abate sarà portata in processione per le vie del paese, sulle spalle dei componenti del Comitato, fino alla scalinata della Chiesa di Sant’Agostino, dove avrà luogo la tradizionale benedizione degli animali, di cui il Santo è protettore.