SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una notte qualunque che diventa unica, un angolo affollato di Palestina che si trasforma nel centro della storia dell’umanità. È questo il cuore de “Il Presagio”, la rappresentazione teatrale portata in scena dagli alunni della scuola paritaria Maria Immacolata di San Benedetto del Tronto, un racconto del Natale di Gesù visto da una prospettiva originale e toccante.
A fare da filo conduttore è Noemi, una piccola servetta di una locanda di Betlemme, testimone silenziosa e privilegiata di ciò che sta per accadere. È lei che, non trovando posto per Giuseppe e Maria a causa del caos del censimento, li accompagna nella stalla. Ed è sempre lei che, colpita dalla dolcezza e dalla misteriosa luce che emana quella giovane donna, torna di nascosto a portare un po’ d’acqua o di latte, diventando annunciatrice ingenua ma autentica di una nascita destinata a cambiare tutto.
Nella locanda si intrecciano storie e umanità diverse: festaioli superficiali, ricchi commercianti, forestieri di nobile rango, ladri di professione, persino uno troppo giovane e dal cuore troppo tenero per esserlo davvero. In mezzo a questa normalità a tratti banale e caotica, nasce Gesù. E proprio lì, nel quotidiano più semplice, irrompe lo straordinario.
«Con questo spettacolo – spiega suor Sandra, dirigente dell’Istituto – abbiamo voluto raccontare la bellezza sconvolgente di quella notte che, pur sembrando uguale a tante altre, ha cambiato per sempre la storia dell’uomo. Dio sceglie di venire in mezzo a noi senza clamore, nella ferialità, nel disordine, nella vita vera».
Una notte apparentemente qualunque per il mondo, caotica per quella terra martoriata, ma unica e irripetibile nel progetto di Dio. «Il messaggio che desideriamo trasmettere ai ragazzi e alle famiglie – continua suor Sandra – è che Dio continua a scegliere anche oggi questa modalità: entra nella nostra vita nelle giornate normali, a volte buie e faticose, per stare accanto a ciascuno di noi».
Il senso profondo dello spettacolo va oltre la semplice rappresentazione natalizia. È una catechesi vissuta, incarnata, che parla al presente. «Gesù non è un ricordo o una favola – sottolinea ancora la dirigente scolastica – ma una presenza viva. Lui stesso ci ha promesso: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. È questa certezza che vogliamo consegnare ai nostri studenti».
“Il Presagio” diventa così un invito a riconoscere Dio che abita la nostra storia, illumina il buio, dà senso alle monotonie e sostiene il dolore. Proprio come quella notte di Betlemme, che da qualunque si è fatta eternità.