foto finalista al Festival RO.MENS 2025 – autore Pedro Errante

Martedì 8 ottobre, a Roma, il Festival RO.MENS ha acceso un faro su un problema che riguarda l’intero Paese: la salute mentale e lo stigma sociale. Sul palco sono intervenuti Silvia Castagna, manager della comunicazione, Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 2, Francesco Amato e altre personalità del mondo politico, sanitario e mediatico. Quanto è emerso nella capitale interessa da vicino anche le comunità locali, dalla Diocesi di Ascoli Piceno fino a San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto.

Cos’è la salute mentale

La salute mentale non è soltanto assenza di malattia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il benessere mentale è «uno stato di benessere nel quale ogni individuo realizza le proprie capacità, può affrontare le normali tensioni della vita, può lavorare in modo produttivo e fruttuoso e può contribuire alla propria comunità». In altre parole, non si tratta solo di curare disturbi, ma di promuovere condizioni che permettano alle persone di vivere pienamente e di mantenere relazioni sane, capacità di adattamento e partecipazione sociale.

Musica e benessere: un supporto complementare

Da una recente ricerca è emersa una proposta concreta: la musica come risorsa per il benessere. Non si tratta di semplice evasione, ma di uno strumento che facilita l’incontro, favorisce l’empatia e crea contesti in cui le persone possono ascoltarsi. I dati della BVA Doxa sul rapporto tra musica e salute mentale mostrano come molti giovani percepiscano la musica come un aiuto reale per migliorare l’umore e ridurre la solitudine (BVA Doxa, 2024).

Chiarimento scientifico: la musica può contribuire positivamente al benessere psicologico e sociale, ma non sostituisce la cura medica dei disturbi mentali clinici, che richiedono interventi specialistici come psicoterapia o farmaci.

Nei cori parrocchiali, nei laboratori e nelle serate comunitarie si costruiscono relazioni che spesso rivelano fragilità nei loro primi segnali. Quel primo ascolto informale può favorire l’apertura verso un percorso terapeutico, ma non garantisce automaticamente l’inizio della cura. La sua funzione è di supporto e prevenzione, aumentando la consapevolezza e la propensione a chiedere aiuto.

Per i giovani, la musica favorisce la regolazione emotiva, offre strumenti per esprimere stati d’animo difficili e crea occasioni di socialità che contrastano l’isolamento. Molti ragazzi trovano nei testi e nella condivisione musicale un linguaggio per riconoscere e comunicare le proprie emozioni; suonare o cantare insieme rafforza il senso di appartenenza e aiuta a costruire reti di sostegno informali ma importanti. Questi aspetti integrano percorsi di prevenzione e recupero, facilitando l’accesso ai servizi specialistici quando necessario.

Sfide del sistema sanitario

Le risorse pubbliche per la salute mentale sono spesso scarse, il personale è sotto organico e le liste d’attesa possono essere lunghe. A questo si aggiungono disomogeneità nei servizi tra distretti e difficoltà pratiche — costi, spostamenti, mancanza di informazioni — che allontanano molte persone dalla cura.

Nel territorio delle province di Ascoli Piceno e Fermo, i Centri di Salute Mentale, i Consultori familiari e gli ospedali con pronto soccorso sono i punti di riferimento per interventi clinici e percorsi di riabilitazione. Accanto a questi servizi, parrocchie, Caritas, cooperative e associazioni locali svolgono un ruolo fondamentale: offrono ascolto, orientamento e iniziative culturali che riducono l’isolamento e facilitano l’accesso alle cure.

La malattia mentale è gestibile

Il messaggio che arriva da Roma è netto: molte malattie mentali possono essere gestite efficacemente, e chiedere aiuto è un atto di responsabilità, non un segno di debolezza. Chiarimento scientifico: non tutti i disturbi mentali sono “sempre curabili” in senso completo, ma il trattamento precoce e appropriato può migliorare significativamente la qualità della vita e favorire il recupero funzionale.

Per sostenere chi è in difficoltà servono investimenti nei servizi sanitari e, insieme, la valorizzazione dei luoghi di comunità dove la musica e l’incontro umano svolgono un primo, prezioso lavoro di supporto e prevenzione.

Ruolo della scuola e educazione al benessere

La scuola ha un ruolo decisivo nella promozione del benessere. Informare i ragazzi su come costruire il proprio equilibrio psicofisico significa fornire strumenti pratici: educazione al sonno, gestione dello stress, consapevolezza emotiva e pratiche per mantenere relazioni sane. A livello concreto, aumentare le ore dedicate all’educazione fisica e alla musica può favorire salute e partecipazione: il corpo in movimento e l’esperienza collettiva della musica allenano competenze emotive e sociali. È importante anche promuovere ambienti scolastici in cui i giovani si sentano incoraggiati a parlare delle proprie difficoltà e a chiedere aiuto tempestivamente.

Cultura, comunità e prevenzione

A chi opera sul territorio – amministrazioni locali, servizi sanitari, responsabili delle parrocchie e delle associazioni – spetta promuovere un’informazione corretta e sostenere progetti che mettano insieme cultura e salute. La frase attribuita a Franco Basaglia, “da vicino nessuno è normale”, invita a guardare con umanità e senza etichette chi vive una sofferenza. Sul nostro territorio, come nel resto d’Italia, musica e ascolto possono trasformarsi in strumenti concreti per abbattere lo stigma e accompagnare le persone verso la cura.

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