Della Professoressa Mancini Ascenza

MONTEPRANDONE – Gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di primo grado di Monteprandone, lunedì 12 febbraio 2024, nell’ambito delle attività di “Educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva”, hanno incontrato i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri. L’evento si colloca nella settimana della pausa didattica che prevede momenti di approfondimento, dialogo e confronto

La conferenza, svoltasi presso il Centro Pacetti, è stata tenuta dal Comandante della Compagnia dei Carabinieri di S. Benedetto del Tronto, Capitano Francesco Tessitore, unitamente al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Monteprandone, Luogotenente Gabriele Luciani.

Oggetto del dialogo è stata la legalità nelle sue declinazioni e in particolare si sono affrontate le tematiche del bullismo e cyberbullismo. Il Capitano Tessitore ha coinvolto i ragazzi con domande che hanno fatto da guida agli argomenti trattati e hanno stimolato la loro partecipazione attiva

“Uno studente è oggetto di azioni di bullismo quando viene esposto ripetutamente e, nel tempo, ad aggressioni ed offese” ha affermato il Capitano portando degli esempi concreti e sottolineando la differenza tra un’azione isolata di mancanza di rispetto e invece un’azione ripetuta nel tempo. “I ragazzi vittime di bullismo si trovano inseriti in una spirale senza fondo e non sanno come uscirne e chi vive quella situazione non ha il coraggio di parlare. Noi dobbiamo intercettare quelle leve che ci aiutano a essere coraggiosi” ha aggiunto.
Il Capitano ha poi spiegato le implicazioni sociali del bullismo dicendo “il bullismo è un fenomeno sociale. È un problema che non riguarda esclusivamente chi lo subisce perché ci sono precise responsabilità anche di altri, non soltanto del bullo, i complici ad esempio, chi fa da spalla ma anche di chi guarda e non fa niente. I ragazzi che guardano e non fanno niente possono essere definiti omertosi”.
Il Capitano Tessitore poi invitato gli alunni presenti a non essere omertosi con queste parole: “Tutti ora siamo consapevoli che possiamo fare qualcosa, nessuno escluso, non abbiamo più l’alibi. Oggi uscendo da quella porta non avete più l’alibi per nascondervi dietro un dito. Nel momento in cui venite a contatto con un fenomeno di bullismo non potete più nascondervi e non potete dire non è un mio problema perchè è mio dovere fermare quest’azione”

Si è parlato anche dei modi in cui poter aiutare chi si trova in queste situazioni e il Capitano ha voluto sottolineare come è necessario mettere in pratica ciò che si sa per aiutare chi è bullizzato perché “non siamo spioni ma persone a cui piace dire la verità che va sempre detta perché rende liberi”
“Il telefono è lo strumento per entrare nell’area virtuale cioè per collegarvi alla rete e se credete di viaggiare nell’anonimato, sappiate che non esiste anonimato sul web perché il telefono collegandosi alla rete comunica chi sei. Il mondo virtuale è un’estensione della vita reale ed è importante fare una scrematura dei miei contatti, eliminare i contatti che non conosco cioè bisogna avere un equilibrio”.
Si è registrata molta attenzione quando, parlando appunto del cyberbullismo, sono state riportate situazioni concrete e reali.
Al termine della conferenza, il Dirigente Scolastico, Prof.ssa Roberta Capriotti, ha ringraziato i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri per l’interessante incontro sostenuto e per la lezione di legalità rivolta agli alunni presenti

 

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