GROTTAMMARE – Una chiesa gremita, quasi 250 persone presenti, per l’incontro tenutosi venerdì scorso a Grottammare nella Chiesa di Sant’Agostino dal titolo “Un cardiologo visita Gesù – I Miracoli Eucaristici alla prova della scienza”. L’appuntamento, organizzato dal Gruppo di Adorazione Eucaristica Perpetua di Grottammare, ha registrato la presenza del dottor Franco Serafini, cardiologo della AUSL di Bologna.

Nato in provincia di Ancona, il dottor Serafini è tornato nelle Marche per affrontare un argomento molto peculiare in comune tra mondo della scienza e mondo della fede, due sfere all’apparenza inconciliabili: cinque miracoli eucaristici importanti per la storia della cristianità e studiati negli ultimi decenni anche da un punto di vista medico-legale perché in essi vi è rimasta una tratta biologica persistente.

Ad aprire l’incontro il diacono Caporossi di Cupra Marittima: “Oggi è il nostro primo appuntamento verso decimo anniversario dall’istituzione dell’Adorazione Eucaristica Perpetua, nella Chiesa di Sant’Agostino a Grottammare. Vogliamo ringraziare Dio per questo immenso dono di amore che ci permette di amarlo, adorarlo incessantemente (..) Questo incontro, con cui vogliamo celebrare il Signore, nasce con l’intenzione ed il desiderio di evangelizzare e approfondire la fede, di conoscere. Conoscere per amare, amare per conoscere (…)”.

La parola poi al dottor Serafini che è entrato subito nel nocciolo della questione presentando quelli che sono dei fenomeni di “cui forse la scienza non vorrebbe parlare” per mostrarne la credibilità attraverso i loro tratti ricorrenti, “terribili ma allo stesso tempo meravigliosi e confortanti”, ovvero quattro elementi che si ripropongono sempre al microscopio dello scienziato, nonostante i tempi diversi e le distanze chilometriche.

Questi miracoli eucaristici, infatti, hanno in comune un unico pattern che si ripete: è presente sempre del tessuto muscolare miocardico umano, del sangue, uno stesso gruppo sanguigno e un Dna che si comporta in modo molto peculiare.

Il primo miracolo eucaristico descritto dal dottor Serafini è stato il miracolo eucaristico di Lanciano, avvenuto nell’VIII secolo dopo Cristo, quando un monaco brasiliano, assalito da dubbi di fede, assistette con i suoi occhi ad un miracolo “abbondante e generoso dove tutto il pane divenne carne e tutto il calice diventa sangue”, ancora oggi in parte visibile nel reliquario della basilica di San Francesco, “risolto” come un felice incontro tra scienza e fede con una pubblicazione del 1971 del professor Odoardo Linoli.

Il secondo miracolo affrontato è quello più recente, avvenuto nella parrocchia di San Giacinto a Leghnìza in Polonia, durante la mattina di Natale dell’anno 2013. Durante la celebrazione un giovane sacerdote, nel momento in cui deve comunicare sé stesso, fa cadere accidentalmente a terra un’ostia consacrata: dopo essere stata recuperata e posta in un calice di metallo contenente acqua, per potersi sciogliere secondo la procedura prevista in questi casi, dopo due settimane ci si accorge che una piccola porzione dell’ostia si è distaccata e si è colorata di rosso. Dopo le analisi dei microprelievi di materiale, nel 2016 è stato possibile dichiarare la soprannaturalità del fenomeno.

Sempre in Polonia, cinque anni prima, uno stesso fatto “gemello”: nell’ottobre del 2008, nella regione nord-orientale a confine con la Bielorussia, nella parrocchia di Sant’Antonio da Padova di Sokolka, una particola cadde accidentalmente a terra e dopo essere stata recuperata dal celebrante, raccolta, messa a bagno, nei quindici giorni successivi sviluppa una macchia rossa, ancora oggi visibile su un corporale bianco in una cappellina laterale. Dopo i prelievi e le analisi del materiale anche qui si arriva alla stessa conclusione: tessuto muscolare miocardico che presenta segni di sofferenza.

Il viaggio nel tempo e nello spazio del dottor Serafini prosegue oltre oceano, soffermandosi a Buenos Aires in Argentina: nella parrocchia di Santa Maria tra il 1992 e il 1996 si succedono cinque eventi prodigiosi riguardanti l’Eucarestia ma legati a persone diverse.  Esami approfonditi furono effettuati soprattutto nel 1999 sui campioni di ostia che presentavano tracce di sangue, chiedendo l’ausilio del professor Ricardo Castañon Gomez, chiamato dall’allora arcivescovo di Buenos Aires, niente meno che l’attuale Papa Francesco, e anche in questo caso le analisi mostrarono la presenza di tessuto miocardico.

L’ultimo caso approfondito dal cardiologo Serafini è stato il miracolo eucaristico accaduto in Messico, a Tixtla, nella parrocchia di San Martino di Tours nell’ottobre del 2006. Il parroco aveva organizzato una settimana di ritiro ed esercizi spirituali invitando padre Raymundo Esteban, un predicatore molto noto nel Paese come padre Rayito. Durante la messa conclusiva nell’auditorium comunale, alla presenza di 600 persone, una delle suore che aiuta nella distribuzione dell’Eucaristia, improvvisamente si ferma e si dirige all’altare, dove si inginocchia mostrando la pisside con una particola umida e macchiata da alcune gocce di sangue fresco. Il sacerdote mostra l’ostia sanguinante ai fedeli ed esclama ad alta voce: “Questo è un miracolo!”, generando un grande momento di commozione. In seguito l’ostia, partendo dal prelievo di millimetrici frammenti, viene esaminata nel 2009 da diversi laboratori specializzati in medicina forense e genetica e i risultati degli esami sono sempre gli stessi: il sangue analizzato è di tipo umano, appartiene allo stesso gruppo sanguigno del miracolo eucaristico di Lanciano e sono presenti fibre cellulari di natura muscolare cardiaca.

Assente alla serata per motivi di salute Don Giorgio, unito però ai presenti con l’intenzione e la preghiera, il quale ha ribadito l’importanza dell’incontro, “un’occasione preziosa di amare ancora di più Gesù vivo nell’Eucarestia, cuore vivente da cui si sprigionano fiamme di amore. Questo fuoco di amore, illumini i nostri cuori, le nostre famiglie e le nostre comunità, la nostra amata di diocesi. Disperda le tenebre che opprimono il mondo. Amiamo, amiamo, amiamo. Amiamo Gesù!”.

Anche Giulia Damiani, responsabile dell’Adorazione Eucaristica Perpetua di Grottammare, si è unita alle parole di don Giorgio nel ringraziare il Signore per l’incontro, unitamente a quanti vi sono intervenuti e a tutti coloro che lo hanno reso possibile: “quest’incontro è qualcosa che è stato seminato e che porterà i suoi frutti, nella misericordia di Dio”, le sue parole.

Il commento del dottor Serafini il giorno successivo all’incontro: “Ringrazio gli amici di Grottammare per la serata ben riuscita, c’era tanta gente e ho percepito tanto interesse nonostante l’argomento dell’Eucarestia sia stato affrontato da un punto di vista che, talvolta, può anche risultare difficile e cruento. Allo stesso tempo però esso è misteriosamente salvifico per la presenza di nostro Signore e quindi spero di aver portato qualcosa di utile e che faccia bene alle persone”.

Qui di seguito il link in cui rivedere il video integrale della serata: https://youtu.be/kV6Dn1S3g6E?si=rhoBw9og5Qp-xXkf

 

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