“C’è una grande condivisione: quello che conta è il noi, non il singolo gruppo”. Così Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede e presidente della Commissione per l’informazione, ha sintetizzato l’andamento del Sinodo sulla sinodalità, giunto alla seconda settimana di lavori e alla riflessione sul modulo B dell’Instrumentum laboris. Alla preghiera e alla quinta sezione dei Circoli Minori hanno partecipato 346 persone, ha riferito Ruffini nel briefing odierno in sala stampa vaticana. Ieri pomeriggio e stamattina ci sono stati i Circoli Minori, mentre oggi pomeriggio e domattina i partecipanti al Sinodo si riuniscono nelle Congregazioni generali. Domani pomeriggio ci saranno di nuovo i Circoli Minori, che giovedì mattina finalizzeranno un documento di sintesi relativo alla sezione dell’Instrumentum laboris esaminata. “L’assemblea sta discutendo in piccoli gruppi, ma quello che conta è l’insieme, il ‘noi’, la comunione di tutta l’assemblea sinodale”, ha ricordato il prefetto rispondendo alle domande dei giornalisti: “Tutto quello che viene detto nei gruppi viene riportato nell’assemblea generale. Quello che conta è l’assemblea, non il singolo gruppo”. Il segmento B1 è diviso in cinque sottogruppi: oggi pomeriggio la Congregazione generale esaminerà i sottogruppi B1/1-B1/3. Ogni Circolo Minore, ha ricordato Ruffini, è stato formato sulla base delle preferenze dei membri, e ognuno dei 35 gruppi consegnerà una relazione alla Congregazione generale indicando le convergenze e divergenze emerse su tutto il modulo B, da oggi pomeriggio fino a tutta la giornata di domani, con le relazioni dei gruppi e gli interventi dei singoli in Congregazione generale. Giovedì mattina si ritorna nei Circoli e ogni Circolo si riunisce, discute e fornisce una relazione su ciò che ha ascoltato in assemblea. Poi lo consegna alla Segreteria del Sinodo e alla Commissione che ha il compito di sovraintendere al documento di sintesi. Nella fase C, si discuterà la bozza del documento di sintesi preparato dagli esperti e si tornerà in Congregazione generale per discutere tutto il documento di sintesi finale, che poi ritornerà alla condivisione generale e l’anno venturo farà da base alla seconda assemblea del Sinodo. “A differenza di altri Sinodi, in questo Sinodo ogni membro può parlare più e più volte”, ha sottolineato il prefetto, ricordando che quelle dell’Instrumentum laboris sono “domande molto aperte: ogni membro può esprimere il suo dissenso su qualsiasi cosa, che poi viene riportato in assemblea”.

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