Sono più di diecimila gli ucraini che, tuttora, varcano quotidianamente le frontiere della Romania per scappare dagli orrori della guerra, secondo i dati della Polizia di frontiera romena. Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, il numero degli ucraini che si sono rifugiati e hanno transitato nel Paese vicino è di oltre 6,1 milioni.

La Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa romena sono state le prime istituzioni che hanno offerto aiuto ai rifugiati ucraini. “Caritas Bucarest continua ad offrire assistenza a 5.400 rifugiati ucraini. La Chiesa cattolica, attraverso le sue istituzioni, prosegue i programmi di aiuto anche a Iași, Cluj-Napoca, Satu Mare, Oradea e Baia Mare”, ha dichiarato al Sir Marius Cocuț-Forminte, direttore dell’Associazione Caritas Bucarest. A sua volta, la Chiesa ortodossa romena ha speso, dall’inizio della guerra in Ucraina, 8,7 milioni di euro con l’assistenza ai rifugiati e con i trasporti umanitari. In un messaggio inviato in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, la Conferenza episcopale romena (Cer) invita i fedeli a riflettere e a pregare per chi è costretto ad immigrare. Ricordando che nel migrante e nel rifugiato è Gesù stesso che “bussa alla nostra porta”, mons. Cristian Crişan, presidente della Commissione migranti della Cer, sottolinea che “dal riconoscere e servire Gesù nei vulnerabili dipende il nostro premio finale”. E ha aggiunto: “La nostra Madre celeste ci aiuti a camminare insieme, per andare lontano, per arrivare a destinazione”.

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