FOTO Montelparo “Coppu”, tutto pronto per la grande “Sagra del baccalà”

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Di Giuseppe Mariucci

MONTELPARO – Storia, tradizione, cultura e folclore: sta tornando, in questo mese di gennaio 2023, quanto da oltre 300 anni avviene a Montelparo: la rievocazione storica di “Sant’Antonio Abate e Baccalà”!
La “sagra del baccalà” è nata in epoca ormai lontanissima!
La prossima, che si terrà nei giorni di venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 Gennaio 2023, avrà oltre trecento anni di storia.
Dobbiamo precisare che quella del “Baccalà”, più che una sagra, è una vera e propria rievocazione storica! Essa coincide da sempre con la Festa di Sant’Antonio Abate, ma le motivazioni che la videro nascere furono assolutamente diverse da quelle che portano a una festa o a una sagra come s’intende oggi.
La storia racconta infatti che, per ringraziare la popolazione Montelparese per la sua collaborazione alla ricostruzione del Convento Agostiniano distrutto dal violento terremoto del 1703 (convento originariamente ubicato nella parte più alta del paese proprio accanto alla Chiesa di San Michele Arcangelo), i Frati organizzarono un pranzo a base di baccalà (un pasto che, probabilmente, aveva allora un costo abbordabile. Si dice che, all’epoca, il baccalà fosse chiamato “pasto dei poveri”)! Fu anche previsto che, a ognuno, andasse una porzione di baccalà del peso di UN COPPO (da qui U COPPU di oggi!): così era chiamata l’unità di misura di quel tempo che equivale a circa 250 grammi odierni. Insieme al baccalà venne distribuito anche pane e vino: esattamente come oggi!
Negli anni immediatamente successivi, all’interno dei festeggiamenti del santo patrono degli animali Sant’Antonio Abate, i Frati di Sant’Agostino istituirono una vera e propria degustazione del baccalà. Essa consisteva nell’ammettere i montelparesi alla mensa dei Frati per “sdiunarsi” dopo essersi comunicati ed aver versato al Convento delle offerte. Da allora l’usanza, con il rituale rinnovato ogni anno e fortemente sentito, è rimasta. Ha resistito negli anni e, anzi, nei secoli! Fu ripetuta, anno dopo anno, dai frati Agostiniani fino a quando ci fu la loro presenza all’interno del convento. Dal 1861, quando la struttura entrò a far parte delle proprietà comunali con l’obbligo di tenere la Chiesa aperta al culto, venne formato un apposito Comitato (rigorosamente composto da uomini e, possibilmente, con la partecipazione, tra i componenti, tramandata da padre in figlio) che si prese cura della gestione della festa del baccalà. I Frati trasmisero ai componenti del primo comitato tutti gli antichi segreti circa la preparazione di quel baccalà che ne fa, ancora oggi, uno dei più ricercati.
Fino agli anni dell’immediato dopoguerra (1950-1960) la festa rimase circoscritta ai soli montelparesi. Negli anni successivi, con ritmo impressionante, iniziò la grande partecipazione che ne fa, ora, uno degli appuntamenti più attesi e più frequentati della zona! In un paese che, oramai, non arriva nemmeno ai settecento abitanti, nei tre giorni previsti per la festa arrivano qui, da ogni dove, oltre ottomila persone!
E’ stato quindi necessario mettere su una vera e propria organizzazione, estremamente preparata e competente, che affrontasse l’ “URTO” di questo enorme afflusso di gente.
Dopo un paio d’anni di difficoltà dovuti alla pandemia del Covid-19 nel 2023 si riparte. C’è purtroppo da segnalare che nel frattempo (il 30 dicembre scorso) un pilastro dell’organizzazione, Graziano Rubicini, ha lasciato questo mondo ancora abbastanza giovane: avrebbe ancora potuto e voluto perpetuare, nella sua magistrale e indispensabile bravura, questa tradizione! I componenti del comitato, sconsolati e addolorati, cercheranno in tutte le maniere di non far avvertire questa grave perdita: ma sarà difficilissimo!

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