(Foto ANSA/SIR)

“Gli stessi russi affermano di aver portato dall’Ucraina più di 150.000 bambini ucraini. Ma la cosa più barbara è che i bambini ucraini del Donbas vanno nei campi militari creati dai ceceni incaricati ad educare i bambini ucraini nel modo più aggressivo per odiare la loro patria. Nelle mani dei bambini vengono messe le armi”. È la denuncia lanciata ieri da S.B. Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, nel suo video-messaggio quotidiano. “Oggi – dice l’arcivescovo maggiore – arrivano anche notizie molto preoccupati e difficili, notizie drammatiche dai nostri territori occupati. Di nuovo il nemico sta cercando di deportare in massa i bambini ucraini. Inoltre, i russi hanno lanciato uno spot dedicato all’adozione forzata dei bambini deportati dall’Ucraina”. “Preghiamo per i bambini caduti oggi nelle mani del nemico, per i bambini a cui stanno rubando la Patria, la lingua, la cultura, l’amore stesso per tutto ciò che è loro”, è l’esortazione dell’arcivescovo che sempre nel messaggio di ieri ricorda che ogni giorno alle ore 20, ora ucraina, i fedeli cattolici del Paese mettono “da parte tutte le nostre attività per pregare per la nostra Patria. Invito tutti i giovani, ragazze e ragazzi, a pregare insieme per la Patria perché questa è una preghiera, in particolare, per l’eroica gioventù ucraina”.

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