Porchia, Anna Maria Angelici: “Abbiamo vissuto alti momenti di preghiera che ci hanno fatto sentire più uniti ed in armonia tra noi”

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MONTALTO DELLE MARCHE – Si è conclusa domenica 20 novembre la visita pastorale del vescovo Carlo Bresciani nella parrocchia Santa Lucia di Porchia in Montalto delle Marche, guidata dal parroco don Lorenzo Bruni.

Anna Maria Angelici, sacrista e custode della chiesa parrocchiale, dichiara: “Il vescovo Carlo ha iniziato la visita nella nostra parrocchia venerdì 18 novembre, andando prima ad incontrare alcuni malati della nostra comunità e poi partecipando ad un momento di raccoglimento e preghiera con i fedeli della comunità nella nostra chiesa parrocchiale. Per l’occasione abbiamo portato nella chiesa di Santa Lucia la statua di Maria che si trova abitualmente nella chiesetta Madonna della Pace ai piedi del fiume Menocchia. Abbiamo infatti detto il Rosario per invocare la pace nel mondo, ma soprattutto nei nostri cuori, perché – come ci ha ricordato il vescovo Bresciani – tutto parte dal nostro cuore, dal fatto di stare in pace con noi stessi, con Dio, con i nostri familiari e in pace nelle nostre comunità. Il momento più emozionante della serata è stato quando siamo usciti dalle mura dell’edificio sacro per percorrere le strade del paese cantando le litanie lauretane alla Vergine e portando luce lungo le vie con le nostre piccole, ma luminosissime fiaccole. Nonostante il clima rigido e l’orario non favorevole, eravamo comunque un bel gruppetto di fedeli. Mi sono molto emozionata nel sentire il vescovo Carlo che, con la sua voce potente, partecipava alle invocazioni alla Madonna: è stato un alto momento di preghiera che, oltre a farci sentire più uniti ed in armonia tra noi, ci ha anche incoraggiato ad affrontare le difficoltà quotidiane con maggiore vigore e speranza.”

In effetti la fiaccolata è stato un momento suggestivo e commovente per molti fedeli della parrocchia. Il parroco don Lorenzo ha spiegato così il gesto della processione con le fiaccole: “La presenza qui con noi della statua della Madonna della Pace è molto significativa: il piccolo santuario in cui è custodita, infatti, è una perla incastonata tra più fazzoletti di terra dove, fin dall’antichità, c’erano discordie, rivalità e contese; ma proprio lì i nostri padri hanno voluto edificare questo santuario e consacrarlo alla Regina della Pace. Con il gesto della fiaccolata abbiamo espresso il nostro affidamento a Maria: la luce che contraddistingue la nostra vita battesimale, ci ha accompagnato nella notte e ci ha ricordato che possiamo essere anche noi, come Maria, testimoni e portatori di Luce nelle nostre vite, nelle vite delle nostre famiglie, nelle vite delle nostre comunità cristiane.”

Queste le parole che il vescovo Bresciani ha rivolto ai fedeli per l’occasione: “Noi invochiamo Dio per il dono della pace, ma siamo consapevoli che la pace viene sempre da una nostra conversione interiore. Quando i piccoli litigano, si dice loro di fare la pace. Già da questo comprendiamo come la pace venga dal superare le divisioni e dal saper concedere il perdono all’altro. E, a dirla tutta, la vera pace viene dal dire sì al Signore, come ha fatto Maria. La Madonna, accettando la proposta di Dio, infatti, ha ristabilito la pace tra l’umanità e Dio ed è diventata la vera Regina della Pace. Anche noi, come Maria, siamo chiamati ad essere uomini e donne di pace, uomini e donne che sanno perdonare, che sanno andare oltre le offese, che sanno portare una parola di bontà e di umanità. Forse si può smettere di fare la guerra con le armi, che è già un grande traguardo; ma non è sufficiente: occorre che portiamo la pace più in profondità, nel cuore di ogni uomo, perché finché non ci sarà pace nei cuori non ci sarà pace nel mondo. La pace, infatti, viene da un cuore pacificato, da un cuore pacificato con Dio e nei nostri rapporti reciproci. Chiediamo a Maria di renderci capaci di imitarla.”

La visita del vescovo Carlo nella piccola comunità di Porchia si è conclusa domenica con la celebrazione delle ore 10:00. “La santa Messa di domenica 20 novembre è stato un ulteriore momento da ricordare – conclude Anna Maria Angelici – c’è stata una grande partecipazione e il vescovo Carlo ci ha anche fatto un bel regalo: un calice, segno di quella comunione che viene dal sangue versato, dal riconoscerci tutti figli di Dio e fratelli in Cristo. Il momento più bello è avvenuto al termine della Messa, quando il vescovo ha pregato davanti al simulacro di Santa Lucia e davanti alla statuetta più piccola che ogni anno facciamo peregrinare da una famiglia all’altra della comunità. Nell’occasione ci ha lasciato con un monito che per me è stata come una raccomandazione, ovvero il compito di trasmettere ai nostri giovani la nostra fede e le nostre tradizioni religiose. Si tratta di un tesoro che siamo chiamati a custodire e a trasferire alle nuove generazioni.”

 

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