San Benedetto del Tronto, per l’Avvenimento in piazza oggi interviene don Claudio Burgio

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giorni intensi per l’Avvenimento in piazza, l’evento organizzato dalla Compagnia Fides Vita dall’8 al 15 agosto presso l’area dell’ex Galoppatoio a San Benedetto del Tronto. Dopo tanti momenti di incontro e testimonianza, oggi, 12 agosto, appuntamento alle 10:30, presso la pineta di v.le Buozzi, per la Grande Caccia al Tesoro. Cercare, Cercare. Alle 18:30, si prosegue con l’incontro-testimonianza con don Claudio Burgio dell’Associazione Kayros e Cappellano del Carcere minorile Beccaria di Milano.
Don Claudio Burgio, dopo dieci anni di servizio parrocchiale e di coinvolgimento nella pastorale
giovanile degli oratori, diventa cappellano dell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di
Milano. Qui incontra moltissimi ragazzi dal passato grevissimo a causa di drammi personali da cui
vengono segnati e che li porta verso la strada dell’autodistruzione. Ma per don Claudio la speranza
di vita vera e di cambiamento c’è sempre per tutti: da qui il desiderio di fondare l’associazione
Kayrós, che dal 2000 gestisce diverse comunità di accoglienza per minori e servizi educativi per
adolescenti in tutta Italia. Don Claudio ospita ragazzi che hanno procedimenti penali o problemi
familiari (tra gli ospiti, anche i rapper Rondo da Sosa, Sacky fino a Baby Gang e Simba La Rue),
rispondendo così in modo pieno e vero a quel bisogno di amore e considerazione che i ragazzi
esprimono quando commettono reati. Da una recente intervista a Don Burgio si legge: “C’è una
profonda mancanza da parte della società e dello Stato, che non fa che rispondere con misure di
sicurezza più stringenti, con la repressione e la coercizione. Ma non è la via giusta, o almeno non è
l’unica: questi ragazzi non riconoscono più l’esercizio di potere e di disciplina come espressione di autorità, anzi è il miglior modo per diventare il loro nemico numero uno. L’unica forma di autorità che accettano è di chi è testimone: quando hanno di fronte un adulto capace di ascoltarli e capirli senza giudicarli, allora questo viene rispettato, guadagna autorevolezza ai loro occhi. Per questo bisognerebbe puntare molto di più sugli interventi di tipo educativo, investire sulle figure pedagogiche”. Accanto all’attività pedagogica, che lo vede impegnato quotidianamente con i ragazzi delle comunità, numerosi sono i suoi interventi in dibattiti ed incontri pubblici su temi sociali di attualità, su spiritualità, educazione, famiglia, tossicodipendenza, emarginazione giovanile. È autore di “Non esistono ragazzi cattivi” (Edizioni Paoline, 2010), racconto- testimonianza dei primi anni vissuti al fianco dei ragazzi del carcere minorile e delle comunità Kayrós.

 

 

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