DIOCESI – Viviamo un cambiamento d’epoca, accompagnato da qualche speranza e molte paure. La pandemia ci ha ricordato che siamo tutti sulla stessa barca e nessuno si salva da solo. Eppure si alzano muri e si rafforzano i confini, dimenticando che siamo fratelli tutti. Papa Francesco chiama la Chiesa a vivere questo tempo come un’opportunità testimoniando la bellezza del camminare insieme sulla stessa strada.
Ecco l’invito a riscoprire la ‘sinodalità’ per essere una comunità aperta, dove tutti si sentono a casa e tutti si sentono chiamati ad essere attivi e responsabili, una comunità in uscita per annunciare la gioia del Vangelo.
Questo invito ad un cammino sinodale, che la Chiesa italiana ha raccolto, comporta il fare proprio, sempre di più, lo stile di Gesù: esperto nell’arte dell’incontro, col Padre nella preghiera e con gli altri lasciandosi toccare dalle loro domande; pronto all’ascolto profondo in ogni spazio e in ogni tempo, senza giudizi e pregiudizi; capaci di scelte che portano al cambiamento di vita in obbedienza ai suggerimenti dello Spirito.
Il cammino sinodale, che in questa prima fase, si interseca con il sinodo dei vescovi, comporta la consultazione del popolo di Dio a partire da una domanda: “Una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, “cammina insieme”: come questo “camminare insieme” si realizza oggi nella vostra Chiesa particolare? Quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere nel nostro “camminare insieme?”.
La consultazione del popolo di Dio non può essere fatta come una riunione condominiale e o sindacale.
Lo stile sinodale è fatto di ascolto, di ricerca e di proposta. In questo primo momento utilizzeremo il metodo della narrazione che favorisce maggiore vicinanza e accoglienza, dando spazio al racconto della vita delle persone, delle comunità e dei territori.
Potremo partire dalle famiglie, ma poi occorrerà mettersi in ascolto degli organismi di partecipazione, dei gruppi parrocchiali, dagli ambienti di vita come il mondo della scuola e del lavoro e, non ultimi, di chi spesso viene scartato o non considerato. Raccoglieremo le diverse esperienze, le rileggeremo in maniera approfondita chiedendoci quali gioie hanno portato e quali difficoltà abbiamo incontrato così da individuare le prospettive di cambiamento, i passi da compiere e le strade da intraprendere. Coscienti che la realtà è più importante delle idee, non avremo come obiettivo quello di scrivere dei documenti ma di sognare la Chiesa che siamo chiamati ad essere nel mondo contemporaneo, far fiorire le speranza, tessere relazioni nuove e più profonde, costruire ponti, illuminare le menti, scaldare i cuori e ridare forza alle nostre mani per vivere la comune missione.
E’ l’inizio di un cammino affascinante che passa per le normali attività delle nostre comunità e che non si conclude con il prossimo aprile, quando dovremo raccogliere e sintetizzare quanto abbiamo ascoltato, ma continuerà per poter rinnovare le nostre mentalità e le nostre strutture e prendere decisioni che corrispondano alla volontà di Dio. Dice papa Francesco che “il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”.
Dedicheremo il tempo di Avvento alla sensibilizzazione del popolo di Dio e all’organizzazione del tempo di ascolto che prepareremo con i presbiteri e due referenti per ogni parrocchia e ogni realtà ecclesiale. Ci incontreremo martedì 23 novembre alle ore 21.00. Subito dopo Natale inizieremo il tempo di ascolto nei diversi gruppi e ambienti.