santor“Il tema affrontato nel convegno di sabato 17 è molto vicino a quello della prossima Settimana sociale di Taranto, anche se in questo caso l’attenzione è focalizzata sulla Terra dei fuochi, una situazione drammatica che mette a repentaglio la vita delle persone e la custodia del Creato, a vantaggio della massimizzazione del profitto”. Lo ha detto oggi mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, nel suo intervento alla conferenza stampa di presentazione del convegno on line, “Custodire le nostre terre. Salute, ambiente, lavoro”, promosso sabato 17 aprile, dalla Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute, dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, dagli Uffici nazionali per la pastorale della salute e per i problemi sociali e il lavoro, e dalla Caritas italiana, in collaborazione con la diocesi di Acerra e altre nove Chiese campane. “Servono risposte serie e urgenti alle problematiche ambientali, nella Terra dei fuochi come a Taranto, mentre c’è, purtroppo, una sottovalutazione di queste problematiche. E questo è grave: se non si cambia rotta nel 2050 i problemi saranno gravissimi e nel 2100 irrecuperabili”.
Rispetto all’ex Ilva, mons. Santoro ha posto l’accento anche sulla questione lavoro e sulla necessità di una riconversione delle persone impegnate nella produzione dell’acciaieria e nell’indotto. “Tutto è connesso – ha evidenziato l’arcivescovo -. Il cuore della Chiesa è vicino a ogni sofferenza”, con un impegno sia sul fronte della “denuncia” sia delle “proposte”. Rispondendo a una domanda sulle bonifiche, mons. Santoro ha affermato: “A Taranto c’è stato un piano per la bonifica del Mare piccolo. Poi è caduto il Governo e si è fermato tutto. È necessario dare continuità”.

Entra a far parte della Community de L'Ancora (clicca qui) attraverso la quale potrai ricevere le notizie più importanti ed essere aggiornati, in tempo reale, sui prossimi appuntamenti che ti aspettano in Diocesi.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *