Suor Maria Alfonsa Fusco, delegata diocesana Usmi, dichiara: “Quest’anno la celebrazione si confronta con la grande prova della pandemia. Eppure questo tempo di croce, molto complesso da sperimentare, aiuta a capire ciò che conta veramente nella vita e aiuta a vivere la consacrazione nel tempo attuale, dando silenziosa testimonianza di speranza, aiutando a vedere la fecondità della grazia di Dio e senza dubbio a valorizzare il grande dono di Dio, la chiamata alla vita consacrata. Pertanto sarà un 2 febbraio diverso nelle forme, ma non per questo meno autentico.”
“Sentiamo, noi consacrate – prosegue Suor Alfonsa – un pensiero di profonda gratitudine verso Papa Giovanni Paolo II, che nel 1997 istituì questa particolare ricorrenza che viene celebrata ogni anno il 2 Febbraio, festa della Presentazione di Gesù. Piace richiamare anche l’omelia di Papa Francesco che pronunciò lo scorso anno, per la medesima ricorrenza, a pochi giorni dallo scatenarsi dell’emergenza Covid-19; invitava religiosi e religiose, con forza, ad assumere uno sguardo vero sulla storia dicendo: “La vita consacrata è questa visione: è vedere quel che conta nella vita, è accogliere il dono del Signore a braccia aperte, come fece Simeone “.