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Marco Sermarini ci parla della Compagnia dei Tipi Loschi, della Scuola Chesterton e di alcune importanti novità

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Scuola Chesterton è una libera scuola nata da pochi anni e che fa capo alla Compagnia dei Tipi loschi del Beato Pier Giorgio Frassati. Abbiamo chiesto all’Avvocato Marco Sermarini di raccontarci come queste realtà stanno vivendo l’emergenza coronavirus.

È un momento difficile per le realtà educative. Come si sta muovendo la Scuola Chesterton?
Le attività della scuola le stiamo portando avanti secondo le modalità che in questo momento sono permesse e quindi non in presenza, ma, come si dice adesso, da remoto. Questo, a mio modestissimo avviso, non aiuta, nel senso che per noi la vera scuola si fa in presenza, non tanto per una questione organizzativa, ma perché gli studenti devono avere davanti ai loro occhi una persona in carne ed ossa, delle persone da seguire, perché la scuola è un luogo dove ci si incontra, dove si costruisce un progetto di vita, non economico o professionale, ma una visione del mondo che può crescere solo in un rapporto a tu per tu. Tuttavia raccogliamo la provocazione che le circostanze ci offrono e ci adattiamo, facendo buon viso a cattivo gioco!

Forse molti dei nostri lettori non conoscono la Scuola Chesterton. Ce la puoi presentare?
La scuola Chesterton è nata nel 2008 come scuola media e poi è cresciuta come scuola superiore. Ha diversi indirizzi, di cui il principale è il liceo delle Scienze Umane con indirizzo economico-sociale, che però noi integriamo con altre attività ordinariamente non previste, come ad esempio lo studio del latino, teatro ed altro. Abbiamo un coro, aperto a tutti gli alunni della scuola. C’è un istituto professionale con un corso alberghiero, un corso per periti elettronici e un corso per estetista. La scuola, come è normale che sia, è cresciuta lentamente e nella sua sede di Porto d’Ascoli accoglie attualmente 90 iscritti.

Quali sono le caratteristiche di questa scuola?
Pur essendoci la diramazione in liceo e istituto professionale ci sono materie comuni come lettere, matematica e lingue che abbiamo deciso di far svolgere insieme, certamente per un motivo organizzativo, ma non solo. C’è un’idea culturale e una scelta precisa di fondo: la nostra scuola è impostata secondo le cosiddette Arti Liberali del Trivio e del Quadrivio che cerchiamo di mantenere uguali per tutti, poiché sono alla base della civiltà e del pensiero occidentali, che ha tanti aspetti criticabili, ma che nella sua essenza ha permesso una crescita, sia in campo culturale che scientifico. È un modello di insegnamento che ereditiamo dalla tradizione cattolica. Se noi leggiamo i classici del pensiero cattolico li troviamo tutti grandi sostenitori di questo tipo di impostazione che è aperta a 360 gradi sulla realtà.

Parlando invece più in generale della vostra Compagnia, come state vivendo questo momento?
Allo stesso modo ci siamo mossi per quello che riguarda la nostra vita di Compagnia, cercando di sostituire i momenti di incontri fisici con incontri attraverso le piattaforme web. Per noi che siamo abituati molto a stare all’aria aperta, a fare vita comune, a vederci spesso, anche più volte a settimana, coinvolgendo giovani, meno giovani e famiglie, si tratta si un bel sacrificio, però non molliamo! Tutte le sere ci troviamo insieme attraverso delle piattaforme per mantenere i momenti che precedentemente abbiamo costruito: facciamo delle riunioni, le famiglie come gli adulti cercano di sentirsi, mantenendo inalterato quello che già facevamo, come momenti di preghiera, anche grazie al nostro assistente don Giorgio che celebra la Messa sul suo canale Youtube. Insomma, queste circostanze sono oggettive, ma ciò non toglie che c’è qualcosa di ancora più oggettivo, ovvero cercare di seguire Nostro Signore, continuare a vivere cristianamente attraverso l’aiuto reciproco che è una delle caratteristiche della nostra Compagnia, cioè il tentativo di venirci incontro nelle circostanze della vita, dalle grandi scelte fino a cose più concrete come fare la spesa per chi ha più bisogno e fa difficoltà a muoversi in questi giorni.

La Compagnia sta crescendo e avete nel cuore un progetto. Ce ne puoi parlare?
In Contrada Santa Lucia abbiamo la sede della Compagnia dei Tipi Loschi che abbiamo acquistato 8 anni fa. Il luogo è molto bello e la casa è stata ristrutturata con le nostre forze e con l’aiuto di alcuni benefattori. Ora vorremmo ingrandire la struttura che è già un luogo di incontro per tante persone che fanno riferimento alla nostra realtà e che qui vengono a svolgere le attività che proponiamo che sono di carattere culturale, sociale e religioso. Stiamo pertanto facendo una raccolta di fondi per essere sostenuti, come lo siamo stati in passato, da chi vorrà aiutarci.

Contatti:
info@tipiloschi.com
www.tipiloschi.com

Nicola Rosetti: