Coronavirus, centralini in tilt alla Croce Rossa di San Benedetto, presidente Cristian Melatini; “Occorre rimanere in casa”

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Il presidente Cristian Melatini

SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  “Il numero esatto delle richieste di informazioni o assistenza?
Davvero difficile da quantificare, ma basti dice che ultimamente il nostro centralino è andato in tilt, per un sovraccarico di chiamate”. Ce lo dice Cristian Melatini: presidente del comitato sambenedettese della Croce Rossa Italiana. L’associazione di pubblico soccorso, com’è ovvio, da giorni sta in prima linea nella battaglia contro il Coronavirus. Una battaglia che si fa sempre più strenua anche nel territorio della nostra Diocesi, per combattere la quale i cittadini hanno una sola arma, ma d’importanza vitale: “Ripeto anch’io la raccomandazione che si sente da giorni, ma che purtroppo non viene ancora adeguatamente rispettata: occorre rimanere in casa. Uscire solo per fare cose indispensabili, come la spesa alimentare”.

A tal proposito, la Cri ha attivato uno speciale consegna domiciliare, dedicata a quella fascia più fragile della popolazione (anziani soli, malati cronici) che non può o non se la sente di uscire neanche per svolgere l’essenziale. Anche i numeri di quest’importante servizio sono “ballerini” si modificano con il passare delle ore: “Nel territorio di nostra competenza, attualmente effettuiamo mimino 50 consegne al giorno, tra farmaci e viveri” rimarca il presidente Melatini.

Ma anche durante quarantena, non si vive di solo pane. Per questo, la Cri fornisce anche un supporto psicologico alle persone provate nello spirito dalla lunga “auto-reclusione” domestica: “L’ansia sta andando all’ennesima potenza, per questo abbiamo attivato anche il nostro Servizio Psicosociale (SeP) al quale le persone possono rivolgersi per avere sostegno”. Tutti questi servizi vengono gestiti tramite il centralino della locale Cri che dalle ore 8 alle 20 risponde al numero: 0735-781180.

Il personale della Croce Rossa impegnato in quest’emergenza conta due mezzi del 118 (con 6 persone d’equipaggio in totale) più tre squadre impegnate nel trasporto-infermi. Oltre a 4 centralinisti e altri 4 impegnati nelle consegne domiciliari. Numeri piuttosto consistenti. Ma sono sufficienti: “Attualmente sì – sostiene ancora Melatini – nella speranza che la situazione non peggiori ulteriormente, altrimenti potremo andare in deficit”.

Anche per evitare una simile eventualità, la Cri ha istituto la figura del “volontario pro-tempre”, che diventa tale dopo aver superato un corso di formazione a distanza. “La persona che termina questa breve preparazione potrà darci una mano ma, naturalmente, senza entrare nelle ambulanze né in altri ruoli operativi che comportino il rapportarsi con le perone da soccorrere. Vengono, infatti, dislocate nei servizi di ufficio o nelle consegne meno impegnative. Quando quest’emergenza sarà finita, i volontari pro-tempore potranno decidere se continuare la loro permanenza in Croce Rossa, arricchendo le proprie esperienze con ulteriore formazione: comunque indispensabile per entrare nelle ambulanze”. Insomma, ruoli non di prima linea, ma comunque importanti in questo difficile periodo. A proposito delle difficoltà del momento, anche la Cri sambenedettese sottolinea come scarseggino materiali protettivi come mascherine et similia. Un mantra che, purtroppo si ripete lungo tutto lo Stivale. Per chi volesse effettuare una donazione a sostegno della sezione sambenedettese della Cri, qui sotto sono disponibili degli importanti riferimenti.

 

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