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Striscia di Gaza: mons. Broglio (Hlc), “cristiani rifiutano sempre posizioni unilaterali”

“Siamo qui per testimoniarvi l’universalità della Chiesa e la nostra attenzione e sollecitudine per voi. Il Signore ci insegna a non essere indifferenti davanti alla vita dei nostri fratelli e del nostro prossimo”. Così mons. Timothy Broglio, arcivescovo ordinario militare per gli Stati Uniti d’America, ha salutato ieri la comunità cattolica di Gaza durante la messa celebrata nella parrocchia latina della Sacra Famiglia, l’unica della Striscia. Si è trattato del primo appuntamento del pellegrinaggio di solidarietà (11-16 gennaio) dei vescovi del Coordinamento della Terra Santa (Hlc) in corso tra Gaza, Ramallah e Gerusalemme Est. Il gruppo dei vescovi delegati delle Conferenze episcopali europee, del Nord America, con rappresentanti del Ccee e Comece, è stato accolto al valico di Erez, al confine con Israele, dal parroco della Striscia, padre Gabriel Romanelli. In chiesa l’incontro con la comunità e la messa. Commentando il passo del Vangelo del Battesimo di Gesù, mons. Broglio ha ricordato che “la vita, l’armonia e la pienezza dei cristiani rifiutano sempre posizioni unilaterali che non fanno altro che rinchiuderci dentro noi stessi. A volte dobbiamo sacrificare parte della nostra libertà per dare buon esempio di rettitudine. Occorrono umiltà e coraggio nelle prove e nelle sofferenze. Difficile soprattutto per voi nella vostra realtà. Ma il Battesimo di Gesù ci spinge su questa via. Per sconfiggere il male dobbiamo vivere in comunione con Cristo”. “La Chiesa – ha concluso – continuerà senza sosta ha invocare giustizia, rispetto e uguaglianza per chi vive nella stessa terra”.

Dopo la messa la delegazione Hlc ha fatto visita ai bambini disabili della casa di accoglienza (Home of peace) gestita dalle suore di Madre Teresa di Calcutta – che hanno da poco aperto un’altra ala per ospitare adulti e anziani malati e soli – e pranzato con i parrocchiani. La giornata si è chiusa con una visita all’ambulatorio della Caritas Gerusalemme e con alcuni giovani beneficiari di un progetto di “job creation”. Salutando la delegazione il parroco, don Romanelli, ha ringraziato i vescovi per il loro sostegno. “Da parte nostra cerchiamo di rafforzare la nostra comunità con una serie di attività pastorali che vanno dall’oratorio allo studio della teologia, dal cercare di preparare i nostri giovani al lavoro fino alla formazione e preparazione delle coppie e delle famiglie. È difficile – ha affermato – bisogna fronteggiare il lento esodo dei cristiani da Gaza, 15 anni fa erano oltre 3.500 oggi poco meno di 1.000. Senza aiuto saremo destinati a fare la fine di Libia e Afghanistan, dove la presenza cristiana è praticamente scomparsa”. Oggi, lunedì, la delegazione è attesa a Gerusalemme dove, tra gli altri, incontrerà mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme. In serata il rientro a Ramallah.

Promuovere il dialogo e la pace in Terra Santa: è il tema di questo pellegrinaggio che ha lo scopo di portare vicinanza e solidarietà alle comunità cristiane di Terra Santa. Ad organizzarlo, su indicazione della Santa Sede, è la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. Come tradizione consolidata la visita di solidarietà annuale dei vescovi dell’Hlc si svolge su quattro piste di lavoro indicate da 4 “P”, “preghiera, pellegrinaggio, persuasione e presenza”. La preghiera, insieme alle comunità locali, è l’elemento di raccordo di ogni momento del viaggio, il pellegrinaggio è lo stile della visita che prevede molti incontri con le realtà ecclesiali e politiche del posto. I vescovi hanno anche l’incarico di promuovere, nei rispettivi Paesi, i pellegrinaggi in Terra Santa. Persuasione: una volta rientrati in Patria i vescovi sono impegnati in un’opera di sensibilizzazione volta a far conoscere ai propri governi, diplomatici, ambasciate e media, le condizioni di vita dei cristiani locali non per chiedere privilegi ma dignità e giustizia. Per loro e per ogni altro gruppo che si trovi a vivere nella stessa condizione. Infine la presenza. Con questo viaggio solidale i vescovi intendono fare sentire la presenza della Chiesa universale alle comunità locali perché non si sentano abbandonate. A rappresentare l’Italia è il delegato all’Hlc 2020 mons. Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto.

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