Il leader del Frente de Todos, che ha vinto le elezioni accompagnato da Cristina Fernández Kirchner come vice presidente, ha usato la formula “per Dio, la Patria e i santi evangelici” quando ha giurato come presidente.
Nel suo messaggio, Fernández si è riferito al Santo Padre come “caro Papa Francesco” e ha utilizzato alcune delle sue espressioni abituali, quali “cultura dello scarto”, “emarginati ed esclusi”, “ultimi”, “inclusione ed equità”, “casa comune”. Allo stesso modo, ha anticipato che il ministero dell’Ambiente sarà ispirato dall’enciclica Laudato si’, definito un punto di riferimento a livello etico e universale.
L’alleviamento e il superamento dell’elevatissima povertà, l’inclusione sociale, l’unità del Paese e l’ambiente sono stati alcuni dei temi citati da Fernández. “In un contesto di estrema gravità ed emergenza, dobbiamo capire che non c’è possibilità di chiedere sacrifici a coloro che hanno fame – ha detto il nuovo presidente -, non si possono chiedere sacrifici a coloro che non riescono a raggiungere la fine del mese. Dobbiamo uscire da questa situazione con la solidarietà”.
Poi, l’appello alla concordia: “Se riusciamo a fermare l’odio, possiamo fermare la caduta dell’Argentina. La prima e principale liberazione come Paese è garantire che l’odio non abbia potere sui nostri spiriti. Che l’odio non ci colonizzi”.
L’Argentina, poi, “ha bisogno di una politica ambientale attiva, che promuova la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile, consumo responsabile e valutazione delle risorse naturali. In quella ricerca ci ispiriamo all’enciclica Laudato si’ del nostro amato Papa Francesco, una magna charta etica ed ecologica universale”.