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FOTO I vigili del fuoco di San Benedetto del Tronto hanno onorato Santa Barbara

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I Vigili del fuoco del distaccamento di San Benedetto del Tronto hanno onorato la loro patrona santa Barbara. La festa è iniziata con una Messa celebrata da don Alfredo Rosati, poi è proseguita con la benedizione di un nuovo automezzo e con un pranzo insieme. Nell’omelia don Alfredo ha detto: “Siamo entrati nel periodo d’Avvento, è un andare incontro. Significa andare incontro a Colui che aspettiamo, non un’attesa oziosa dove siamo con le mani in mano, ma prepararsi e partire per muoverci anche noi verso di Lui, Gesù che sta arrivando.
Oggi, purtroppo il momento delle attese è quasi del tutto scomparso, le luci di Natale che vengono messe troppo presto, gli acquisti online fatti quando si vuole, le cose sempre a portato di mano. La preparazione invece è importante, voi sapete bene che anche nel vostro lavoro è importante la preparazione. La preparazione ci fa gustare già il momento della festa. Noi stiamo aspettando Colui che preparerà grandi cose per noi, è quindi questa un’attesa carica di Speranza. Non dimentichiamo che è Gesù stesso che ci sta preparando a quest’attesa, nel brano di Matteo che abbiamo ascoltato ci da qualche indicazione su ciò che ci donerà Gesù, la prima cosa sarà la guarigione. Gesù ha tempo e una parola per tutti, ha un’attenzione per tutti, Gesù ha un incontro con tutti, senza distinzione. Questo periodo d’Avvento sia un incontro con Lui, con Gesù. Ognuno di noi farà un incontro diverso, ognuno di noi ha bisogni diversi. L’altra cosa che ci dice Matteo nel Vangelo è che Gesù poteva anche fare il miracolo da solo, ma ha chiesto l’aiuto degli altri per la moltiplicazione dei pani e dei pesci, vuole che noi collaboriamo con Lui. Ci chiede personalmente cosa abbiamo da dare, spesso veniamo presi dallo sconforto quando ci rendiamo conto di non avere tanto da offrire, ci viene da dire: “Gesù noi non abbiamo tanto pane, non abbiamo tanti doni”;
Gesù ci chiede di donare i nostri doni, le nostre qualità rimanendo fiduciosi verso di Lui, perché unite alla Sua forza e alla Sua potenza diventeranno utili a tutti i nostri fratelli. Noi mettiamo un po’ e Lui moltiplica, il problema non è quanto mettiamo, ma se doniamo o no, perché le nostre forze rimarranno poche solo se le teniamo per noi, quando le diamo a Lui, Gesù le moltiplica. Unendo le capacità siamo tutti ricchi, la ricchezza sta nella moltiplicazione, se le nostre qualità, le nostre forze le teniamo per noi saremo tutti poveri. In questo brano del Vangelo ci viene ricordato che c’è anche un avanzo, il dono non si spreca. Spesso capita che nelle nostre cene avanza qualcosa, in parrocchia per esempio non si butta niente. I doni sono preziosi, non vengono sprecate nemmeno le nostre forze, Gesù non butta i nostri doni. Gesù rappresenta il pane, il cibo per noi, cibo di vita eterna. Il miracolo del pane ci ricorda il miracolo più grande che è l’Eucarestia. Ricordiamo oggi santa Barbara, chissà se anche lei ha pensato di non avere niente da dare al Signore, ha donato sé stessa, ha donato ciò che era. Non ha tenuto per sé i doni, ma li ha donati a Gesù. Preghiamo oggi il Signore e santa Barbara affinché ci aiuti nel nostro servizio, nel vostro servizio di Vigili del Fuoco. Gesù incontrava i bisognosi, anche voi nel vostro lavoro, nel vostro servizio siete chiamati da chi ha bisogno. Dovete aiutare tutti quelli che vi chiamano, indifferentemente. Gesù guariva, ma ci invita a cambiare vita, a non dimenticare che non basta ricevere la grazia, ma ci occorre entrare in una vita nuova, trasformata dall’incontro con Gesù.
Anche voi quando intervenite, oltre a risolvere il problema date consigli, suggerimenti, cambiate la vita delle persone. Gesù ci invita a donare, perché più trattengo, più mi impoverisco. Santa Barbara ci doni, sull’esempio di Gesù, la forza d’animo per amare senza misura”.

Terminata la Celebrazione Eucaristica è stato benedetto un nuovo mezzo, un quattro per quattro che permette di percorrere vie strette, soprattutto dei piccoli paesi, permettendo così di intervenire.

Patrizia Neroni: