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Bilancio Ue, compromesso raggiunto

Gianni Borsa

All’indomani dell’accordo tutti parlano di “successo”, di “passo avanti”… Le autorità di bilancio dell’Ue – ossia Parlamento e Consiglio dei ministri – hanno raggiunto nella tarda serata di lunedì 18 novembre un punto di equilibrio per il budget 2020, anche se la cifra complessiva annuale di quanto i Paesi membri sono disposti a investire insieme non va oltre, neanche questa volta, l’1% del Pil europeo. Comunque si tratta di oltre 150 miliardi di euro che, tolto il 7% di spese amministrative, tornano sui territori dell’Unione sotto forma di investimenti.

Le due cifre-chiave. Le autorità di bilancio dell’Unione europea, supportate dalla Commissione, hanno dunque concordato anzitutto le due cifre di riferimento: 168,69 miliardi di euro in impegni e 153,57 miliardi in pagamenti. Gli impegni sono obblighi giuridici di spesa firmati in un determinato esercizio (contratti, convenzioni, sovvenzioni); gli importi non sono necessariamente versati lo stesso anno ma possono estendersi su più esercizi. Invece i pagamenti coprono le spese previste per l’esercizio in corso. Occorre poi ricordare che il bilancio annuale è inserito nella programmazione settennale (Qfp, Quadro finanziario pluriennale): il budget 2020 conclude il Qfp in corso, che ha preso avvio nel 2014, e apre la strada al successivo – attualmente in fase di discussione in sede Ue – per il periodo 2021-2027. I fondi del bilancio derivano principalmente da trasferimenti dei Paesi aderenti, a secondo della capacità economica, oltre che da Iva e dazi.

Bisogni e risorse. Secondo la Commissione (cui si deve, stando ai trattati, la proposta dello schema di bilancio e, in seguito, l’attuazione e il controllo delle spese) l’accordo definito consentirà all’Ue di “concentrare le proprie risorse sulle priorità che contano per i cittadini: cambiamenti climatici, occupazione, giovani, sicurezza e solidarietà nell’Unione”. Günther H. Oettinger, commissario per il bilancio, ha dichiarato: “il budget permetterà di indirizzare le risorse verso i bisogni dei cittadini, contribuendo a creare posti di lavoro, ad affrontare i cambiamenti climatici e a realizzare investimenti in tutta Europa”.

“Investirà nei giovani e nel rendere l’Europa più sicura”.

Dopo che il Consiglio avrà formalmente adottato il compromesso, il bilancio 2020 sarà votato dal Parlamento europeo durante la sessione della prossima settimana a Strasburgo.

Ambiente, ricerca, Galileo. Il 21% del bilancio complessivo Ue per il 2020 “andrà a misure per far fronte ai cambiamenti climatici”, sottolinea una nota. Il budget del prossimo anno prevede ad esempio in questo ambito che il programma Life per l’ambiente e i cambiamenti climatici riceverà 589,6 milioni di euro (+5,6% rispetto al 2019). Orizzonte 2020, programma generale per la ricerca targata Ue, “che offre un contributo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi climatici”, otterrà 13,46 miliardi di euro (+8,8% rispetto al 2019). Altri investimenti nel campo della tutela ambientale riguardano energia e trasporti.Ampia la parte degli investimenti – 83,93 miliardi di impegni (+4,1% rispetto al 2019) – per “rendere la nostra economia più competitiva”.Di questi, 58,65 miliardi di euro (+2,5% rispetto al 2019) “andranno a ridurre le lacune economiche negli e tra gli Stati membri, promuovendo la crescita, la creazione di posti di lavoro e la ‘convergenza’ attraverso i fondi strutturali”. Il sistema di navigazione satellitare europeo Galileo sarà supportato con 1,2 miliardi di euro “per espandere la sua diffusione sul mercato mondiale e raggiungere 1,2 miliardi di utenti entro la fine del 2020”.

Giovani e programma Erasmus+. Al programma Erasmus+, per la formazione dei giovani, il bilancio 2020 dell’Unione europea stanza 2,89 miliardi di euro (+3,6% rispetto al 2019). È il più consistente tra gli stanziamenti che il budget comunitario del prossimo anno dedica ai giovani. Il Corpo europeo di solidarietà – anch’esso programma giovanile – “creerà opportunità di volontariato o di lavoro”, spiega la Commissione, “in progetti in patria o all’estero con 166,1 milioni di euro” (+15,9% rispetto al 2019): una cifra, in realtà, piuttosto modesta se si pensa che andrà ripartita tra 27 Stati.

Gli agricoltori europei beneficeranno di 58,12 miliardi di euro:

come sempre agricoltura, allevamento, foreste e tutela ambientale ricevono una parte consistente (ben oltre un terzo) dei fondi Ue. La gestione della sicurezza e della migrazione continuerà a ricevere supporto dal bilancio: ad esempio, 2,36 miliardi di euro andranno al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo sicurezza interna e alle agenzie che operano in questo campo (Europol, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera-Frontex, Easo).

“Approccio realistico”. “Il bilancio del prossimo anno rafforza il sostegno alle aree prioritarie dell’Ue e ai programmi più efficaci”, commenta Kimmo Tiilikainen, sottosegretario alle finanze della Finlandia, capo negoziatore del Consiglio (dove sono rappresentati i governi degli Stati aderenti all’Ue) per il bilancio 2020. A suo avviso l’accordo raggiunto“garantisce un approccio realistico, tenendo conto degli interessi dei contribuenti e della necessità di far fronte alle nuove sfide che potrebbero sorgere nel 2020”.In realtà ancora una volta in sede Ue i governi degli Stati membri decidono di impiegare una cifra totale modesta rispetto ai compiti assegnati all’Ue dai trattati e alle attese che gli stessi cittadini depongono nelle istituzioni comunitarie.

“Un buon segnale”. Per Jan Van Overtveldt, eurodeputato, presidente della commissione Bilancio dell’Europarlamento, il compromesso raggiunto “è un buon segno offerto dalle istituzioni Ue”. Un giudizio forse eccessivamente ottimistico… Senza accordo, peraltro, la Commissione Ue avrebbe dovuto presentare un nuovo schema di bilancio, per essere poi votato all’inizio del prossimo anno, compromettendo una serie di progetti e finanziamenti utili agli enti locali, alle imprese, ai centri di ricerca e università, e, in definitiva, ai cittadini.

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