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Repubblica Dominicana: la battaglia dei campesinos sfollati

Un gruppo di rappresentanti di 240 famiglie campesine di Santa Cruz de El Seibo (Repubblica Dominicana) è stato ricevuto ieri a Santo Domingo da una delegazione del Governo, dopo aver subito il forzato sgombero dalle proprie abitazioni all’inizio di settembre, da parte di persone violente e guardie armate, che con mezzi meccanici hanno distrutto le umili dimore dei contadini che vivevano nei villaggi di La Culebra e Vicentillo.
Sostenuti dal missionario spagnolo domenicano Miguel Ángel Gullón, i campesinos non si sono persi d’animo e una loro rappresentanza è partita a piedi lo scorso 21 ottobre, giungendo a fine mese nella capitale. Il 31 ottobre hanno cercato di farsi ricevere dal presidente, ma sono stati violentemente respinti dalle forze di polizia e portati, a gruppi, in tre ospedali della città, con la motivazione “ufficiale” di fare loro una visita medica.
La protesta è continuata in questi giorni e i campesinos hanno attirato l’attenzione di molti abitanti di Santo Domingo, ricevendo l’appoggio da parte di numerose organizzazioni e congregazioni religiose (tra cui domenicani, claretiani e Congregazione romana di Santo Domingo) e della società civile. Il Governo ha promesso che cercherà una soluzione, ma gli incontri si protrarranno anche nei prossimi giorni.
L’obiettivo delle famiglie e delle organizzazioni che le sostengono è di ricevere una risposta concreta alle loro giuste domande e provvedimenti che vadano verso un’equa distribuzione delle terre, la lotta alla violenza contro gli abitanti delle campagne, una adeguata riparazione e tutti coloro che sono stati colpiti dalla violenza e sloggiati, e infine giustizia per il dodicenne Carlos Rojas Peguero, assassinato nel contesto di questo conflitto.

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