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FOTO Giubileo Sacra Famiglia, Don Francesco: “Un popolo in comunione, in cammino ed in festa”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO -Dopo i festeggiamenti per il giubileo parrocchiale, è tempo di bilanci per la Sacra Famiglia di Ragnola.

Domenica 13 ottobre il parroco don Francesco Ciabattoni ha incontrato i volontari ed i collaboratori che hanno attivamente contribuito alla realizzazione della festa per i 50 anni della Chiesa. Con loro, dopo un lauto convivio, ha stilato un bilancio più che positivo delle iniziative per i festeggiamenti della fondazione della parrocchia, soprattutto in termini di coinvolgimento di popolo.

Sono trascorsi 50 anni dalla sua consacrazione: la Chiesa della Sacra Famiglia di Ragnola sembra sussurrare antiche preghiere e infiniti ricordi. E’ il luogo, infatti, in cui molti sono stati battezzati, cresimati, in cui hanno celebrato il matrimonio o salutato cari defunti, è il luogo in cui ci si ritrova per pregare e celebrare l’Eucarestia. Una chiesa che, in qualche modo da 50 anni, fa parte della vita della gente. Risuona la misurata voce di don Mario de Angelis, che per primo è stato designato parroco di una comunità desiderosa di riunirsi in un nuovo edificio di culto. Emana l’energia di don Franco Iaconi, che ha traghettato per vent’anni una comunità con entusiasmo e rinnovato ottimismo. Trasmette il sorriso di don Osvaldo, le sue grandi passioni e la sua grande umanità. Vive il presente con lo sguardo al futuro di don Francesco in una luce nuova ed una profonda comunione ecclesiale.

Con lui le comunità di ogni tempo sono diventate un unico popolo in cammino nella storia. Un percorso iniziato il 22 ottobre 2017 con la benedizione delle opere nel Giardino del Cuore nella parte esterna del complesso parrocchiale: un altare dedicato alla Madonna e un mosaico, realizzato con tante pietre a formare una Sacra Famiglia all’interno della croce. Da quel giorno, particolare attenzione è stata posta alla celebrazione di anniversari (festa dei cinquantenni per ricordare il battesimo, nozze d’oro in occasione della festa della Sacra Famiglia) e alle iniziative per la comunità (rassegna triennale dei cori, Ragnoliade, gite parrocchiali, preghiera-incontro sulla sacra scrittura) e missionarie (l’adesione al progetto dell’associazione Croce del Sud “I bambini di Uvira”) A questi momenti, si è affiancata la catechesi e la preghiera di lode e ringraziamento familiare e comunitaria (l’iniziativa 50 ore per 50 anni). Il culmine dei festeggiamenti la settimana delle celebrazioni dal 1 all’8 settembre 2019, in cui la chiesa, rinnovata dopo i lavori di restauro, è stata ridonata alla comunità, arricchita di opere materiali: “Ci siamo incontrati tante volte per riflettere e costruire qualcosa di utile e simbolico. Avevamo bisogno di un segno importante che restasse per sempre, così pensammo a due grandi vetrate artistiche. Avevamo bisogno di arieggiare la chiesa, abbiamo studiato per un anno i colori e la luce, affidando alla vetreria artistica Caron di Vicenza l’elaborazione dell’idea e la realizzazione. Il risultato è un progetto innovativo: un unico vetro artistico di tre metri di altezza senza interruzioni dal peso di 150 chili con apertura rotante per indirizzare l’aria. Il tema sviluppato è in astrattismo contemporaneo, con lo scopo di esaltare il figurativo del mosaico centrale. Il disegno rappresenta la creazione, la famiglia della natura che abbraccia e incornicia in un ideale arcobaleno la Sacra Famiglia, famiglia umana e divina. Il vetro, soffiato a bocca di murano, si propone in una cornice di ambra interrotta da lastre oro. Questa raccoglie l’onice bianco, si sposta verso l’alto tra le plurali specie marine e terrestri, rappresentate dai mille colori. Freddi da una parte e caldi dall’altra. Un progetto, unico, esclusivo e moderno.”

Altri lavori realizzati sono la nuova sede della Caritas (esterno lato ovest) la porta antipatico (lato ovest), la tinteggiatura (interno), 4 mosaici di marmo lungo la navata a simboleggiare la chiesa riunita, Maria rosa dei venti, il tema eucaristico, i pani e i pesci. Segue la “Cappella delle Opere Prime” con il crocifisso ligneo del 1964 e la prima pietra della chiesa del 1967, protetti dalla prima balaustra del 1970.
Sul lato opposto, la “Cappella della Misericordia”: il confessionale voluto don Franco nel 2000 e tre nicchie, con la statua di Maria, San Giuseppe e Gesù misericordioso. Lo spazio vuoto nel battistero è ricoperto da un vetro artistico a rappresentare la sorgente viva che zampilla dall’acqua del battesimo e bagna idealmente il mondo intero, trasformando così l’uomo in testimone del vangelo. “Abbiamo vissuto con particolare coinvolgimento questa storia contemporanea così esaltante. E’ un privilegio e una responsabilità celebrare il giubileo. Questa comunità, presieduta da me, in grande armonia con i collaboratori, si è fatta carico di questo onere. Un ringraziamento speciale va ai parroci. Tutti i preti che sono stati qui, hanno vissuto pienamente questo ruolo e servizio, amando questa parrocchia fino alla morte. Hanno saputo dare tutto, ognuno con il proprio stile, carattere e limiti che il popolo di Ragnola ha saputo sempre accogliere. Don Mario De Angelis, primo parroco fino a 1975, don Franco Iaconi secondo parroco fino al 2000 e don Osvaldo Cataldi fino al 2011. Per questo motivo in ogni giorno, di questa settimana, ho desiderato ricordare una di queste figure, grazie anche alla collaborazione di don Pio Costanzo e Don Mariano d’Ercoli”.

Don Francesco ha infine ringraziato tutti i volontari ed i collaboratori che hanno partecipato e dato il personale contributo alla realizzazione dei due giorni di festa civile: “E’ stata una soddisfazione vedere la partecipazione di bambini e tante famiglie nella giornata a loro dedicata. Ho visto un popolo in comunione, in cammino ed in festa per amore della propria chiesa. Ringrazio i tanti sponsor che hanno supportato economicamente l’iniziativa, tutti i volontari che con pazienza hanno venduto i biglietti della lotteria, tutte le offerte liberali e le donazioni. Sono orgoglioso di ciascuno di voi collaboratori! Avete dato il massimo, spendendovi totalmente con letizia, per il Signore e per i vostri figli”.

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Michela Galieni: