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San Benedetto, un “Laboratorio di Frontiera” per ridare speranza e futuro alle donne

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Restituire dignità alle donne attraverso il lavoro. Ecco il principale obiettivo del progetto “Laboratorio di Frontiera 2.0“, partito sul finire dello scorso anno, per offrire nuove opportunità di vita alle giovani donne in difficoltà. Ebbene, a quasi un anno dall’attivazione di questa iniziativa, realizzata dalle Suore Oblate del SS. Redentore  insieme alla Fondazione Carisap di Ascoli Piceno è possibile tracciare un primo bilancio. Nel progetto sono stati coinvolti 21 partner, tra cui tre scuole, cinque aziende, due cooperative, tre ambiti territoriali, sei associazioni e la parrocchia Gran Madre di Dio.

Complessivamente sono state coinvolte 22 donne. Ad oggi soprattutto nigeriane, ma ci sono anche: togolesi, albanesi, rumene, italiane, cinesi e bulgare.
L’età media è tra i 18 ed i 25 anni. Il progetto è stato sicuramente un’occasione di vita nuova ad anche di opportunità lavorativa. Soprattutto, un progetto di formazione e orientamento al lavoro in collaborazione con la Cooperativa Ama-Aquilone, in particolare nei settori tessile e agricolo. Sono stati coinvolti formatori, volontari oltre agli operatori.

I prodotti maggiormente richiesti sono: lavanda, olio, idrolato e sapone. Nel tessile sono stati molto apprezzati i prodotti da utilizzare in cucina, come porta-dolci e borse jeans da riciclo. Sono stati coinvolti molti negozi nell’ambito dell’erboristeria, insieme a palestre, parrucchierie, estetiste. I prodotti sono stati promossi anche tramite mercatini e sagre del territorio locale e nelle parrocchie della diocesi di San Benedetto e di Ascoli Piceno. Inoltre, con il passaparola, sono state realizzate molte bomboniere della solidarietà.

Tutto seguendo una linea ben chiara: Sussidiarietà e non Assistenza. Questo lo spirito del progetto delle Oblate, poiché il lavoro è da sempre una gratificazione personale e un aspetto importante per ricostruire quella fiducia che, grazie anche alla possibilità di un compenso economico, restituisce dignità alle persone vittime di difficoltà economiche, morali e sociali.

Così, il 12 ottobre 2018 è stato inaugurato in Via Valtellina 4, a Porto d’Ascoli, il laboratorio artigianale volto a creare occasioni concrete di lavoro per donne in difficoltà. In questo locale spazioso ed accogliente, particolarmente adeguato alle esigenze lavorative e socializzanti, si   svolgono le attività di produzione e campionatura di prodotti tessili e di lavanda che danno modo alle  donne di esprimere attitudini e creatività. Un ambiente ideale per poter svolgere i corsi di formazione propedeutici all’attività lavorativa, essendo la sala attrezzata con macchinari e scaffali che ben si prestano a questo tipo di attività.

L’apertura di questo locale è un punto di arrivo di un percorso precedentemente avviato, ma allo  stesso tempo si presenta come momento di avvio della seconda fase di questo progetto il quale ha, come obiettivo, quello di far sviluppare nelle donne capacità tali da poterle rendere autonome, fornendo loro gli strumenti per un futuro riscatto sociale.

Marco Braccetti: