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Diocesi, “Se tutte le porte si chiudono, dobbiamo essere noi ad aprirne una”

La Caritas diocesana

DIOCESI – Un gruppo di ragazze della diocesi di Andria che stanno vivendo l’esperienza dell’Anno di Volontariato Sociale quest’estate hanno animato per una settimana l’oratorio nella Parrocchia di Rotella ed hanno incontrato altre realtà significative della nostra diocesi.

Convinti  che nulla viene a caso, pensando ai molti giovani, che spesso si trovano di fronte a tante porte chiuse, rischiando di rimanere fuori dalla storia, ci siamo chiesti se non sia il caso di aprire, anche noi, l’uscio del servizio.

Ci spinge a fare questa proposta le sollecitazioni che vengono dal  Sinodo sui giovani, che si è appena concluso in questi giorni a Roma, e dalla necessità, ormai condivisa da tantissimi cristiani, di contrastare il dilagante disprezzo del debole e del diverso, attraverso la condivisione del tempo e dei talenti.

Dentro una società che sa proporre quasi esclusivamente il nichilismo, e una chiesa che fa tanta fatica a dare spazio alle nuove generazioni, il servizio e la condivisione possono essere l’alternativa, veramente ‘trasgressiva’, alle vuote proposte di evasione che rubano ai giovani l’opportunità di compiere esperienze autentiche al fine di maturare un’umanità consapevole e critica.

Abbiamo condiviso con il Vescovo, gli uffici pastorali, la consulta laicale, la possibilità di avviare anche nella nostra diocesi l’AVS (Anno Volontariato Sociale) per i giovani fra i 16 e i 25 anni, in modo da offrire spazi e momenti per riflettere, crescere e sperimentarsi nell’attenzione ai deboli, agli ultimi, agli esclusi.

L’obiettivo è quello di promuovere una cultura della solidarietà, della cittadinanza attiva e della legalità e orientare i giovani verso scelte più impegnative e continuative di servizio attraverso la formazione, la promozione e sensibilizzazione, la vita comunitaria e il servizio.

Forse è solo un piccolo segno, comunque un punto di partenza per vincere indifferenza  e menefreghismo, e ripetere con don Loreno Milani “I CARE”!

 

Di seguito l’articolo pubblicato sul mensile della Diocesi di Andria.
Siamo uno, siamo tanti. Anche quest’anno noi ragazze dell’Anno di Volontariato Sociale, durante quest’estate, ci siamo messe all’opera e abbiamo avuto modo di conoscere gente ordinaria che viveva una vita ordinaria, dandoci l’opportunità non solo di scoprire meglio noi stesse e di apprezzare quello che la vita ci offre, ma anche di amare l’altro per quello che è, accogliendo le sue sofferenze e debolezze. Siamo state catapultate in una dimensione a noi nuova e lontana dalla nostra quotidianità, che ci ha aperto nuove strade e fatto vivere in modo genuino quei giorni. Abbiamo avuto modo di giocare, regalare un sorriso e di scoprire l’altra parte della vita. Vita che spesso non dà ma toglie. E’ quello che è successo a Rotella, un piccolo comune marchigiano vicino a San Benedetto del Tronto, un piccolo comune colpito ripetutamente dal terremoto di questi ultimi anni. Siamo state vicine in particolare ai ragazzi di Rotella e con loro abbiamo messo in piedi un Oratorio tutto nostro, fatto di gioia, semplicità ma soprattutto autenticità. Sì perché loro ora sanno cosa significa realmente la parola vita e ce lo hanno insegnato. Sono bambini, giovani e adulti in cammino, pronti a ricostruire, coscienti dei sogni e dei tanti possibili “inferni” eppure capaci di speranza, condivisione, di sguardi positivi e di concretezza. Abbiamo anche avuto modo di incontrare altre vite a metà, che ci hanno fatto sentire estremamente fortunate ed eternamente grate: giovani donne costrette alla prostituzione, alle quali è stata negata qualsiasi tipo di felicità, serenità, amore e giovinezza, o ragazzi scappati dai loro Paesi da anni in guerra con storie incredibili di sopravvivenza e fede, che chiedono semplicemente la restituzione delle loro vite, la possibilità di essere anche loro sereni, di essere normali lavoratori o studenti. I loro occhi lasciavano intravedere tanto dolore eppure allo stesso tempo brillavano di una luce nuova fatta di forza e sogni che guardano oltre. Sono una parte di umanità che con noi ed esattamente come noi è il presente e sarà il futuro. Questo ci ha fatto capire che niente di necessario ci manca e che sono proprio le scelte che ogni giorno facciamo, non sempre facili e scontate, a rendere la vita straordinariamente vera, ma in particolare siamo tornate alla nostra vita con la consapevolezza che “se tutte le porte si chiudono, dobbiamo essere noi ad aprirne una”.
Penso sia venuto fuori un piccolo grande capolavoro, fatto di allegria, energia, scambi ricchi e positivi, sorrisi, gioia e soprattutto tanta vita” ( Federica Zagabria, giovane AVS)

Redazione: