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Giornata della Storia ad Acquaviva: “Comunicazione e Comunicazioni nel Medioevo”

ACQUAVIVA PICENA – Nella storica Sala del Palio di Acquaviva Picena domenica 20 novembre si è tenuta la IX Giornata della Storia. Quest’anno il tema è stato: “Comunicazione e Comunicazioni nel Medioevo”. I relatori del convegno sono stati: Ing. Medori dell’Ufficio Tecnico del Comune di Acquaviva, la prof.ssa Trombetti Brudiesi docente dell’Università “Alma Master” di Bologna e la dott.ssa Tacconi della Fondazione Federico II Hohenstaufen di Jesi.

Numerosi i presenti all’evento, tra i quali: il sindaco di Acquaviva Rosetti, il vice sindaco Balletta, l’assessore alla cultura e turismo Rossi e tutta l’amm.ne comunale, il presidente dell’ass.ne Palio del Duca cav. Gaetani e i membri del direttivo e i soci, il presidente dell’ass.ne Terraviva di Acquaviva Gaetani, il presidente BCC Banca Picena Truentina Mattioli, il presidente dell’Istituto Superiore Studi Medievali “Cecco D’Ascoli” di Ascoli Piceno Morganti, le insegnanti dell’Istituto Scolastico “De Carolis” di Acquaviva Picena.

Ad aprire il convegno è stato il cav. Gaetani che ha ricordato ai presenti il trentennale dell’Ass.ne: “ Buon pomeriggio a tutti e grazie per aver accettato l’invito. Ci troviamo in questa bellissima sala, restaurata proprio dall’Ass.ne Palio del Duca che quest’anno compie trent’anni, la “ IX Giornata della Storia” sarà la prima manifestazione che darà l’inizio ai festeggiamenti per questo importante traguardo. Non voglio rubare altro tempo e invito a prendere la parola l’assessore Rossi: “Benvenuti e grazie a tutti, soprattutto ai relatori, ringrazio il sindaco e ringrazio Nello per l’impegno a valorizzare e diffondere la cultura e le tradizioni di Acquaviva. L’Ass.ne Palio del Duca, tengo a sottolinearlo, collabora anche con altre realtà allo scopo di sostenere la storia e le tradizioni del territorio. Vi auguro un buon proseguimento”.

Il convegno è iniziato con l’ascolto dell’Inno Nazionale e dell’Inno della F.I.G.S., dopodiché è intervenuta la dott.ssa Tacconi della Fondazione Federico II, che da anni collabora cortesemente e con passione con l’Ass.ne Palio del Duca. La dott.ssa ha sottolineato: “ Quello che andremo a trattare è un argomento interessantissimo e molto difficile, comunicare è interrelazionarsi con gli altri. Non vado oltre e lascio la parola all’Ing. Medori”. Medori ha aperto il convegno dicendo: “ Benvenuti a tutti. Vorrei iniziare con il premettere che nel Medioevo la popolazione era perlopiù analfabeta, coloro che sapevano leggere e scrivere erano i nobili e il clero quindi i messaggi e le lettere che si inviavano riguardavano soprattutto temi economici e politici, da qui la necessità di rendere tutto più complesso e indecifrabile usando la crittografia: cioè il metodo per rendere un messaggio incomprensibile se non a chi è autorizzato a leggerlo. Il mittente e il destinatario si incontravano per stabilire quale fosse il metodo crittografico da utilizzare. A questo punto vi illustro brevemente una serie di sistemi crittografici: spartano, Ebreo, Enea il Tattico, Giulio Cesare, Augusto, Alberti, Bellasio, Vigere e ne esistono altri tanto che l’Antipapa Clemente VII da Avignone riunì in una raccolta i sistemi crittografici che sono ancora oggi conservati. Importante ricordare che nei sistemi crittografici regnava indiscutibilmente la matematica. Ora possiamo immaginare come spesso venissero fraintesi i messaggi visto che anche quelli in chiaro a volte non vengono ben compresi. Per quanto riguarda il popolo invece, il modo per acquisire notizie era quello di ritrovarsi nella piazza del paese e, conversando, scambiarsi informazioni. Ora la piazza è sostituita dai social network. Poi ricordo la figura del giullare di corte, personaggio di media cultura spesso portatore di segreti, che rappresentava un tramite tra la nobiltà e la popolazione, in quanto non era di elevato ceto sociale, ma lavorava nelle grandi corti imperiali o dei re. Per concludere vorrei fare un’analogia tra il Medioevo e la nostra epoca, allora non esisteva la classe media e ora sta via via scomparendo.”

La dott.ssa Tacconi ha invitato poi il sindaco Rosetti a fare dei saluti. Il sindaco ha detto: “ Benvenuti a tutti. Grazie per la vostra presenza. Sono d’accordo con l’Ing. Medori sul fatto che oggi la piazza è rappresentata dai social network ai quali tutti possono accedere. Volevo inoltre dire che spesso quando i discorsi sono difficili da comprendere o non sono troppo chiari è per il semplice fatto che chi sta esprimendo un concetto non lo ha ben chiaro”.  La dott.ssa Tacconi ha poi presentato la prof.ssa Trombetti Brudiesi: “ Impossibile raccontarvi tutto il lavoro della Trombetti Brudiesi e il suo grande contributo allo studio del Medioevo. Io la definirei una colonna della comunicazione”. La prof.ssa Trombetti Brudieri ha preso la parola: “ Grazie per essere intervenuti e per avermi invitata. Io non conoscevo Acquaviva e la trovo piacevolissima e molto attiva dal punto di vista culturale. Vorrei soffermarmi a descrivere l’importanza dell’arte per esprimersi e della simbologia delle immagini. Partendo dall’analisi di due grandi Signorie Italiane: i Bentivoglio e gli Estensi. I primi più affabili e cordiali, gli altri più rigidi e inflessibili. Nel Castello/Palazzo Bentivoglio a Bologna, dove sono presenti gli stemmi delle Casate: Bentivoglio e Sforza, c’è un affresco chiamato: “ La storia del pane”.
Un ciclo di immagini che va dalla lavorazione del terreno fino al momento in cui il pane viene servito in tavola e in questi affreschi spesso ricorre la presenza della servitù e contadini con la nobiltà, come a voler dimostrare che affinché si raggiunga l’ottenimento del pane occorre la collaborazione tra le varie classi sociali. Poi vorrei farvi notare un altro dipinto, dove Giovanni Bentivoglio e Ginevra Sforza sono rappresentati vicino alla Vergine Maria insieme ai loro undici figli. Purtroppo nonostante fossero stati molto accondiscendenti con la popolazione vennero mandati in esilio. Il consenso si può perdere anche dopo aver bene operato. Parlando della famiglia D’Este invece, i dipinti assumono un altro tono ed è facile intuirne il linguaggio, più colto e complesso, diverso quindi da quello della famiglia Bentivoglio, ne sono un esempio il “Ciclo delle stagioni” dove la descrizione dei mesi viene unito alla magia e allo zodiaco. In questi dipinti, dove troviamo anche alcune immagini di Borso D’Este, si esaltano più le battaglie e le doti guerresche, il potere e la supremazia. Gli Estensi non si preoccuparono troppo della popolazione e misero in risalto sempre il loro potere e la loro discendenza da un’antica famiglia feudale. Molti quadri nel Medioevo ritraevano personaggi illustri con elementi o animali che ne sottolineassero la potenza, un esempio ne sono le varie raffigurazioni di Federico II nelle quali non manca il falco. In altri quadri si trovano spesso raffigurati i cavalli, perché in quel periodo i cavalli, i falchi e i cani erano segno di grande potenza. Poi assunsero importanza anche le aquile e i leoni che infatti venivano raffigurati sugli stemmi di famiglia”. A proseguire il convegno è intervenuta poi la dott.ssa Tacconi che ha invitato a prendere la parola al Presidente dell’Istituto Superiore di Studi Medievali “Cecco D’Ascoli” Morganti che ha detto: “Mi fa piacere essere qui oggi e vi ringrazio di avermi invitato. Ho apprezzato molto la differenza tra le due Signorie Italiane che ci ha illustrato la prof.ssa Trombetti Brudiesi.
Vi porto il saluto delle popolazioni colpite dal sisma. In quei bellissimi borghi è racchiusa una grande ricchezza. Opere d’arte eccellenti e importanti, ingiustamente ignorate solo perché non conosciute. Mi sono accorto in questi tristi giorni della bellezza delle nostre montagne e dei suoi prodotti, quei prodotti che un tempo venivano pagati lautamente: legname, carbone, funghi, tartufi e altro. Prodotti richiesti perfino dalla Curia Romana. Le nostre montagne offrivano tanto lavoro così che quando nel seicento un grande terremoto distrusse molti paesi, case ed edifici vennero ricostruiti frettolosamente e distrattamente pur di offrire alla popolazione alloggio e non costringerli ad abbandonare quei territori. Sono state ritrovate nelle chiese due antiche Croci: una con una bellissima storia legata ai tempi delle battaglie tra Ascoli e Arquata, l’altra una Croce Astile che ispirò i più grandi orafi abruzzesi e non. Io mi sono sempre occupato di Storia dell’Arte e ho scoperto in questi borghi un grande patrimonio artistico che è stato in parte salvato dai Vigili del Fuoco che io chiamerei “Angeli”, perché  è grazie al loro coraggio e al loro impegno se non tutto è andato perduto. Un grande patrimonio di queste Montagne ferite è rappresentato dalle loro tradizionali feste che per cultura, storia e antichità hanno poche eguali, molto diverse da quelle definite feste solo perché cariche di rumori assordanti e movimenti giovanili. Vorrei dire inoltre che gran parte delle opere d’Arte di elevato pregio sono ancora racchiuse nelle chiese e negli edifici ai quali la Soprintendenza ha apposto i sigilli. Sarebbe necessario al più presto provvedere al loro recupero. Ringrazio il cav. Gaetani che io definisco persona di grande valore, perché impegnato da anni alla salvaguardia della storia e della cultura di Acquaviva. Le istituzioni fanno molto, ma poi passano, invece gli uomini legati al territorio continuano per anni a valorizzare il paese e i luoghi di appartenenza”. Infine è intervenuta la dott.ssa Tacconi della Fondazione Federico II che ha sottolineato: “ La lingua è molto importante. Il sapere tante lingue, soprattutto quando si ricoprono ruoli di potere, permette che ci siano più relazioni e meno fraintendimenti. L’Imperatore Federico II Hohenstaufen lo aveva capito bene tanto che nella sua corte erano presenti molti uomini di elevata cultura.  Oggi con l’avvento dei computer e soprattutto dei social network si è persa la concezione di spazio e tempo e i rapporti interpersonali sono annullati. Nel Medioevo grande importanza aveva la simbologia, ad esempio si faceva molta attenzione alla realizzazione di corone, scettri, globo, abiti per le cerimonie, mantelli e spade: quelli del giorno dell’incoronazione, di imperatori o re, erano costosi e ricchi di materiali pregiati in modo che colui che li indossava apparisse al popolo più forte e potente. Importanti anche i palazzi, i castelli e le fortificazioni. Anche i cortei e le cerimonie matrimoniali fastose avevano il suo valore. L’essere incoronati dal Papa per un imperatore o per un re assumeva una grande significatività. I matrimoni di Federico II erano tutti organizzati in modo trionfale”. Al termine del convegno a tutti è stato servito un ricco buffet.

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