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A tu per tu con Gianni Maraia, “diamo voce ai piccoli imprenditori”

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Di Sara De Simplicio

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Il 9 luglio scorso, in piazza Giovanni XXIII a Paolantonio, è sorta una nuova attività, una pizzeria-ristorante dal nome Obladì Obladà: abbiamo chiesto al suo proprietario, il sig. Gianni Maraia, di illustrarcela.

Gianni, come nasce questa attività?
Diciamo che nasce da una mia idea legata ad un desiderio che ho da tempo. Ho fatto tutt’altro nella mia vita, provengo da un settore completamente diverso: a Roma ero un commerciante e poi, una volta trasferitomi in Abruzzo, dopo un periodo di standby, ho potuto coltivare il mio “sogno”. Ho trovato questo locale vuoto e adatto all’idea che avevo.

Come mai hai scelto questo nome?
Mi sembrava un nome originale e anche facile da memorizzare. Poi, è “musicale” e si presta bene al progetto che ho in mente, cioè abbinare il servizio di pizzzeria-ristorante a delle serate musicali. Intanto, abbiamo iniziato facendo serate di latino-americano la domenica sera, grazie anche al connubio con una scuola di ballo di Sant’Egidio. Ho diverse idee in testa che vorrei pian piano sviluppare ma per ora sto anche cercando di entrare un po’ nella mentalità di queste zone, che è totalmente diversa da quella di Roma. Qui, ad esempio, vanno ancora di moda alcune cose che a Roma sono già superate … come il karaoke.

Ci descrivi la tua attività e le sue specialità?
Obladì obladà nasce innanzitutto come pizzeria-ristorante. Tra le cose da sottolineare c’è sicuramente il fatto che offriamo tre impasti di pizza, tutti con 48 ore di lievitazione:uno per la pizza al piatto, una per la pizza “romana” con uno spessore un po’ più alto (nella quale riusciamo a mettere anche gli ingredienti un po’ più pesanti e “ingombranti”) e un impasto particolare per le bruschette. Abbiamo poi nel menu una pizza molto particolare chiamata “gourmet”, dei piatti tipici locali con il tartufo e vari tipi di carne tra cui la marchigiana, l’irlandese e l’argentina, tutte e tre davvero ottime e capaci di accontentare tutti i gusti.

Abbiamo poi delle birre senza CO2, con una spillatura completamente nuova che non tutti ancora hanno: la birra è come se fosse appena uscita dal birrificio e per questo non gonfia né “torna in su”.

Infine, oltre alla serata domenicale dedicata al latino-americano, offriamo anche una speciale promozione chiamata “Pizza no-stop”, che sta avendo molto successo e che è valida tutte le sere: la pizza viene, cioè, servita a volontà, partendo dalla margherita e finendo con quella alla nutella, e abbinata ad una bibita … il tutto a soli 10 euro.

Quali sono i pro e i contro di questo mestiere?
Avendo cambiato radicalmente settore, innanzitutto ho dovuto fare dei corsi per curare il punto di vista alimentare, igienico e gestionale. All’inizio, ovviamente, ho avuto un po’ di difficoltà perché questo lavoro richiede una coordinazione che invece non è strettamente necessaria in un negozio, seppur impegnativo come lo era il mio. Inoltre, mancando l’esperienza, ho dovuto fare delle prove per gestire il “panico” nei momenti di maggior affluenza. Ora, però, già riesco a gestire il tutto, tranquillizzare anche i miei collaboratori e godere delle piccole soddisfazioni che questo mestiere ti dà. Il bello, infatti, deriva proprio dallo stretto contatto con la gente, soprattutto quando arrivano dei complimenti per il servizio che riesci ad offrire. ti riempie anche di soddisfazioni: i complimenti fanno un sacco di piacere. Nel frattempo sono diventato anche poliedrico: sono un po’ intrattenitore, un po’ cassiere, un po’ barista e un po’ cameriere.

Sara De Simplicio: