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Al cinema Margherita arriva “Neruda” di Pablo Larraín

CUPRA MARITTIMA – Il Cinema Margherita di Cupra Marittima da giovedì 20 settembre a lunedì 24 ottobre propone Neruda di Pablo Larraín, con Luis Gnecco, Gael García Bernal, Mercedes Morán, Diego Muñoz, Pablo Derqui. Il film ha partecipato al Biografilm Festival 2016.

Programmazione
giovedì 20 ottobre ore 21,30
venerdì 21 ottobre ore 21,30
sabato 22 ottobre ore 18,30-21,30
domenica 23 ottobre ore 16,30-18,30-21,30
lunedì 24 ottobre ore 21,30

Prossimamente: I, Daniel Blake di Ken Loach
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Neruda: Un ispettore dà la caccia al poeta cileno Pablo Neruda, premio Nobel che sul finire del 1940 è costretto alla fuga per aver aderito al partito comunista. (www.trovacinema.it)
“Anima e voce dello spirito identitario cileno, Pablo Neruda è come se accompagnasse con la sua poesia di ribellione e di intenso amore per la vita le vicende tragiche – future per lui ma passate per Larrain e chi guarda il film – di un popolo glorioso e insieme macchiato dall’infamia. Molto della grandezza di Neruda risiede nella consapevolezza della riflessione ex post e nell’interazione che avviene con questa. Ripensando la filmografia del regista cileno, Neruda diviene spirito guida della precedente trilogia: il migliore rappresentante di quel peculiare modo di intendere la vita che è proprio della gente andina. E anche su questa sua natura di privilegiato, di primus inter pares anche tra i rivoluzionari, la scintillante sceneggiatura di Guillermo Calderón scaglia dardi avvelenati, pregni del senso di amarezza (anche qui ex post) che vive chi ha inseguito il sogno di un mondo migliore e ha assistito alle macerie del pallido surrogato di quel sogno. Nessuno o quasi nella sinistra si interrogava nel 1948 sulla veridicità del verbo staliniano. Nessuno può fare a meno di farlo nel 2016.
Perché prima ancora che artista Neruda è comunista, in linea con la dottrina marxista del primato della politica. E Calderón tende a non farlo mai dimenticare, riempiendo lo script di innumerevoli citazioni del vocabolo “comunista”, quasi a ribadire come il pronunciarlo sia divenuto quasi una bestemmia, a seguito dell’americanizzazione del linguaggio universale che ha contraddistinto gli ultimi decenni.
?Larrain si conferma cantore ineguagliabile della storia del suo Paese e delle sue molteplici contraddizioni, capace in ogni occasione di adottare un registro differente (cruda provocazione in Tony Manero, l’astrazione del marketing dalla tragedia in No – I giorni dell’arcobaleno). Per Neruda sceglie l’estetica del cinema noir classico americano – fino a ricorrere alla rear projection nelle sequenze in automobile – e la cala in un contesto quasi onirico, leggero e veloce come i versi del poeta, magari pronunciati in un bordello di quart’ordine tra fiumi di alcol.
I movimenti di macchina sono talora bruschi e talora fluidi, provano a replicare il saliscendi di emozioni dei personaggi. Senza mai aderire, come in un biopic prevedibile, alla soggettiva dell’uno o dell’altro protagonista. La prospettiva è sempre originale, asimmetrica, spesso inverosimile. E il crescendo conduce progressivamente verso un confronto tra due uomini che si temono e si rispettano, benché sia chiaro fin dall’inizio come uno dei due sia subalterno rispetto all’altro. L’ispettore inventato (da Larrain? Da Neruda? E da quale Neruda?) come nemesi ideale del poeta, con quel baffo a metà tra Clouseau e un flic melvilliano interpretato da Alain Delon, è personaggio fittizio in ogni suo aspetto, lo scarto definitivo da ogni residuo di realismo. Su di lui si abbatte una sindrome da Pat Garrett, una fascinazione insopprimibile per la figura di Pablo Neruda. Un’ossessione per la sua cattura che, più che altro, è dimostrazione a se stesso di volerlo e poterlo catturare e di essere all’altezza del suo rispetto, come uomo e come artista (mancato). Una interessante figura ai margini della storia, un rosentcranz+guildenstern stoppardiano che rifiuta l’uscita di scena, specie come personaggio secondario. E che condisce di lieve ironia un epilogo sensazionale, visivamente – straordinario il lavoro del direttore della fotografia Sergio Armstrong – e narrativamente. Larrain con Neruda trova l’equilibrio perfetto tra esigenza di verità sugli eventi drammatici che hanno caratterizzato la storia cilena e narrazione allegorica. Realismo nei fatti, onirismo nella forma, in un mirabile e perfettamente bilanciato connubio..” (Emanuele Sacchi – mymovies.it)
Anche per la stagione 2016-2017 il Cinema Margherita propone la Tessera Acec Marche. La tessera costa € 5, permette di avere 5 ingressi ridotti, più uno in omaggio, ed è utilizzabile in tutte le Sale Acec Marche.

Ingressi: € 6,50 interi, € 5,00 ridotti
Ingresso universitari: € 4,00

Redazione: