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A tu per tu con Don Eugene, Vicario Parrocchiale della Chiesa di San Pio V di Grottammare

GROTTAMMARE – Abbiamo intervistato Don Eugene Nonso Egbosionu Vicario Parrocchiale della Chiesa di San Pio V di Grottammare.

Come era composta la tua famiglia di origine?
Sono nato da una famiglia molto religiosa e numerosa. Sono l’ultimo di otto fratelli,cinque maschi e tre femmine le quali sono già passate a miglior vita.
Io e miei fratelli siamo stati molto legati e vicini ai nostri genitori. Pregavamo tutti insieme e. ogni domenica, partecipavamo alla Santa Messa.
Per questi motivi la mia fede in Dio è maturata, sin da bambino, all’interno della famiglia.

Cosa sognavi di fare da bambino?
Non ho mai avuto un sogno ben preciso. Ricordo solo che, quando da bambino facevo il chierichetto e aiutavo durante la Messa sentivo qualcosa dentro di me. Da li è nata la mia vocazione.

Come è maturata la tua vocazione?
Nella mia famiglia c’è uno zio sacerdote, questo sicuramente mi ha avvicinato ancor di più alla Chiesa e alla fede. Io sentii, in maniera più forte, la mia vocazione quando un giorno il parroco chiese a me e ad altri ragazzi chi di noi voleva entrare in seminario. Tutti i miei compagni alzarono la mano per accettare la proposta, ma io no. Io guardai altrove e mi interrogai sulla proposta. Dentro di me rimase questa domanda per tutto il giorno e quando tornai a casa, dopo aver capito che era quello che volevo,espressi questo mio desiderio a mio padre.

Facemmo l’esame per entrare in seminario in 23, passammo l’esame solo in 16. Infine, da questo gruppo di 16 solo in 2 siamo arrivati al sacerdozio.

Come sei giunto in Italia e a Grottammare?
Nel 2005 terminati in miei studi in Spagna, sono tornato ad Awka (nella mia diocesi di origine) per l’ordinazione sacerdotale(600 sacerdoti 2 vescovi). Il mio Vescovo mi chiamò e mi propose di andare in Italia, a Roma per completare la mia formazione e i miei studi
Per obbedienza accettai.
Nel settembre del 2008 sono arrivato in Roma. Li, dopo due anni ,ho conseguito  licenza in teologia morale e dopo 3 anni ho intrapreso la ricerca di dottorato che ho concluso il 18 dicembre 2013.
Durante il tempo di ricerca e di studio che stavo svolgendo a Roma,  era presente nella diocesi di San Benedetto del Tronto Don Vincent, un mio confratello diocesano. Don Vincent mi propose di raggiungerlo in quanto c’era necessità pastorale nel territorio.
Cosi, nel novembre del 2010, ho iniziato il mio servizio pastorale presso la parrocchia San Pio V a Grottammare.

Come sono stati questi anni nella parrocchia?
Sono stato bene, non ho avuto grossi problemi. Mi sono trovato in armonia con tutti. È stata una esperienza molto positiva e che ricorderò sempre con gran piacere.

Ci racconti le differenze culturali/religiose tra la tua diocesi e la nostra?
Non c’è grande differenza perché, in fondo, siamo tutti cattolici. Una differenza si ha nel cerimoniale della Messa, nella mia terra di origine la celebrazione è più viva è più gioiosa. La Messa domenicale dura circa due ore. Questa cosa non è vista in maniera negativa, anzi, se dura un po’ di meno le persone ci rimangono male e, la domenica successiva, si recano in altre chiese dove la celebrazione è più lunga.
Inoltre la presenza dei giovani in parrocchia è più viva, più sentita. Infine c’è una differenza riguardo i sacramenti, è diversa la preparazione, è più profonda, più sentita.
Per ricevere  la prima comunione bisogna superare un esame sennò si continua a fare la preparazione con il catechismo.

Come sarà il tuo futuro?
Dipende da Dio, io sono pronto ad accettare quello che il mio Vescovo deciderà per me.

Vuoi aggiungere qualcosa?
Si, vorrei fare alcuni ringraziamenti. Ringrazio il Vescovo Bresciani e Mons. Gestori, Don Giovanni che sento come un mio secondo Papà (lo definisco il “Santo vivo”), il Parroco Don Giorgio,Don Guido e tutta la comunità di Grottammare.

Redazione: