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Porte aperte al quirinale

Apre le porte il “palazzo degli italiani”. A dare l’annuncio, nel giorno della Festa della Repubblica, è stato il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, rendendo concreta una volontà manifestata fin dai primi giorni del suo insediamento e “in linea – ha ricordato – con le scelte dei miei predecessori”. A partire dal 23 giugno il Quirinale – che complessivamente supera i 110.000 mq, settimo palazzo più grande al mondo in termini di superficie – sarà aperto alle visite (previa prenotazione) tutti i giorni, tranne il lunedì e il giovedì, dalle 9.30 alle 16, secondo due possibili percorsi: uno artistico-istituzionale, della durata di un’ora e mezza, che prevede solo il pagamento di 1,50 euro per la prenotazione; un secondo che comprende anche un percorso tematico (un’ulteriore ora di visita), a fronte del pagamento di un biglietto da 10 euro.
“Il percorso di visita – ha annunciato Mattarella – viene raddoppiato” rispetto a quello attualmente disponibile per le visite domenicali, “includendo ambienti che sarà interessante visitare: gli Appartamenti napoleonici, lo studio più solenne del Presidente della Repubblica che è lo Studio alla Vetrata, la Sala degli arazzi di Lille”. Ed è interessante notare come l’apertura del Quirinale intenda non solo rendere fruibile ai cittadini un immenso patrimonio storico e artistico (l’ala napoleonica, ad esempio, finora era off limits), ma simbolicamente avvicinare i cittadini a quel Palazzo che rappresenta la massima carica dello Stato. Non vi sarà infatti un “trasloco” della sede della Presidenza della Repubblica, ma il Quirinale (magari con qualche opportuno spostamento di uffici da una stanza all’altra) continuerà a essere il cuore pulsante delle istituzioni, un “Palazzo vivo e attivo”, seppur “compatibile con una visibilità maggiore”, ha spiegato Mattarella. Non a caso, avverte il sito che raccoglie le prenotazioni on line, “le visite prenotate potrebbero subire variazioni anche senza preavviso in occasione d’impegni istituzionali del Presidente della Repubblica al Quirinale”.
In un’epoca in cui si percepisce la lontananza dei cittadini dalle istituzioni, sono importanti segni e gesti concreti per colmare questo divario. Non basta certo l’apertura di un Palazzo – anche se si tratta del Quirinale – ma è un segnale che indica la giusta direzione.

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