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La Juventus fa 102 l’Europa fa spallucce

24 giorni, 7 ore e una manciata di minuti. È il tempo che ci separa dal calcio d’inizio dei Campionati mondiali in Brasile che si apriranno il 12 giugno a San Paolo e si concluderanno con la finale del 13 luglio nello stadio Maracanã di Rio de Janeiro. Dodici le città che ospiteranno le partite: Belo Horizonte, Brasilia, Cuiabá, Curitiba, Fortaleza, Manaus, Natal, Porto Alegre, Recife, Rio de Janeiro, Salvador e San Paolo.
Da oggi a metà giugno sarà una girandola di opinioni, tra probabili formazioni che scenderanno in campo con la maglia della Nazionale italiana e dubbi su esclusioni (troppo) eccellenti. D’altronde il Campionato di Serie A che si è appena concluso non ha destato nei tifosi il giusto fremito: tutto già scritto, da fine aprile a questa parte, con la Juventus che si conferma campione d’Italia per la terza stagione consecutiva. Niente terza stella sul petto, però, perché questa Juve di scudetti ne computa 32 anche se la contabilità ufficiale, come ha ricordato lo stesso presidente Andrea Agnelli, dice che sono 30. Poco importa la giustizia sportiva (o il codice etico), quel che conta è il campo. Quel campo che da anni attende un riscatto a livello europeo, dove la Vecchia Signora fatica ad imporsi nonostante i primati stracciati sul suolo italiano. E ridimensiona ogni record alla misura (stretta) del cortile di casa, quasi che i 102 punti segnati quest’anno valgano meno dei 74 con i quali il Benfica ha dominato il Campionato a 16 squadre portoghese o dei 90 che hanno portato agli allori l’Atletico Madrid in Spagna. Ancora una volta sarà l’Europa la cartina tornasole per la prossima stagione, ancora una volta saranno le note di Tony Britten a dirci se finalmente la Juventus ce l’ha fatta a fare il salto di qualità, trascinando con sé anche il malandato calcio italiano.
Dalla classifica della Serie A, intanto, appare evidente il riposizionamento geografico del Campionato: una sola squadra del Nord (?) tra le prime tre, seguita dal Centro (Roma) e dal Sud (Napoli). L’egemonia milanese sembra ormai alle spalle e non è ancora chiaro come Milan e Inter potranno tornare ad aprire un ciclo vincente. E mentre la Roma dovrà dimostrare quali sono le reali intenzioni della proprietà americana e il Napoli confermare le ambizioni iridate del presidente De Laurentiis, non si può trascurare il successo al cardiopalma ottenuto dal Parma con il ritorno in Europa dopo 8 anni. Da buona tradizione italiana, i festeggiamenti del centenario hanno portato bene ai Ducali.
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