X

Quando i giovani indicano la strada

Freschi, sorridenti, carichi di idee e di attese per il futuro. Cinquemila giovani sono arrivati a Strasburgo da ogni angolo del continente in occasione del 9 maggio, Festa d’Europa, per discutere di identità e di valori europei, di politica Ue, di occupazione giovanile, di sostenibilità, di ambiente, di competitività economica, di welfare e istruzione. È lo European Youth Event (Eye 2014), ospitato da oggi all’11 maggio nella sede dell’Europarlamento: una location significativa, per dire, a due settimane dal voto, che l’Unione si fa “per” ma soprattutto “con” gli under30. Altrimenti non c’è prospettiva.
Eye 2014 vuole essere non solo un momento di protagonismo delle nuove generazioni di francesi e svedesi, bulgari o maltesi, olandesi e italiani: è anche un chiaro messaggio a questa Europa un po’ sfiduciata e ripiegata su di sé, segnata dalla crisi (economica, politica, morale…), frenata dagli interessi nazionali e da governi che si ostinano a rifugiarsi entro i confini del proprio Paese, anziché cercare risposte forti e condivise a problemi che vanno ben oltre le frontiere di ciascuno Stato membro.
E mentre, nell’approssimarsi del voto del 22-25 maggio, i partiti si affannano a scrutare i sondaggi per capire chi avrà la meglio – anche in questo caso lo sguardo è eminentemente nazionale, scambiando le elezioni dell’Europarlamento come una resa dei conti tra le forze politiche di Londra, Parigi, Roma o Varsavia -, ragazze e ragazzi già guardano oltre: qui a Strasburgo parlano del loro avvenire, del valore della formazione, dei rapporti intergenerazionali, di ecosistemi e di energia rinnovabile, di “qualità del lavoro”, di integrazione fra le diversità, il tutto con discorsi ben poco “ufficiali”, App, laboratori tematici e social media. Senza trascurare il fatto che, provenendo da nazioni diverse, non si fanno scoraggiare dalle differenze linguistiche e culturali: se e quando si vuole, un modo di intendersi si trova.
L’Europa – gli adulti europei, i politici europei, gli euroscettici europei – dovrebbe rivolgere uno sguardo, pur fugace, alla Strasburgo di questi giorni. Maturerebbe, senza eccessiva retorica, qualche interrogativo non banale per tornare a ragionare di Unione europea.
Categories: Società
Redazione: