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Genny’a Carogna ha detto si, la riflessione di Matteo

Di Matteo Cosenza

SPORT – Come il più innocuo uomo Del Monte, venerdì sera il capo ultras napoletano ha dato il permesso di giocare la finale di Coppa Italia a Roma.
Poco importa se ci fossero presenti il presidente del Consiglio, quello del Senato, quelli delle due squadre, quello della federazione, il prefetto, il questore, il capo della polizia, arbitri e capitani. S’è cercata l’approvazione di Genny’a Carogna.
Ma non c’è da prendersela con lui, per carità.
Uno con quella maglia dovrebbe avere l’interdizione dal pubblico suolo a vita.
C’è chi ha permesso che con una serie di DASPO alle spalle e una scritta in petto inneggiante ad un assassino potesse entrare in uno stadio, mettersi cavalcioni sulla ringhiera di protezione, manovrare una curva intera con i propri segnali e decidere il da farsi insieme ai pubblici ufficiali invece di essere portato in un luogo più consono alla sua persona. Un commissariato, un centro riabilitativo…
Il mondo ci guarda e ride di noi.

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