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A Grottammare la Protezione Civile incontra i ragazzi delle scuole medie

GROTTAMMARE – Nella mattinata del 21 marzo, primo giorno di primavera, i ragazzi delle seconde e terze classi della scuola secondaria di primo grado dell’”Istituto Comprensivo “Giacomo Leopardi” di Grottammare si sono recati al kursaal per incontrare la Protezione Civile.
L’incontro, organizzato con la protezione civile regionale e con i locali rappresentanti comunali, è stato finalizzato all’informazione rivolta ai ragazzi del piano di protezione civile di Grottammare.
Che cos’è? E’ l’organizzazione locale, nel caso di catastrofe o sciagura. Anche se fa brutto parlarne quasi per un fatto scaramantico, però è meglio essere sempre pronti – ossia è stata esposta la suddivisione in zone di raccolta del territorio, suddivise per numero di abitanti e i vari punti strategici dove, in caso di terremoto, ad esempio o quant’altro, la popolazione può essere radunata in attesa dei soccorsi.
Sono state individuate 5 zone a Grottammare e la “mente” partirebbe dalla sede della Protezione Civile, nei vecchi locali della stazione ferroviaria, oggi restaurati e suddivisi in sala-radio, sala-operativa, magazzino per lo stoccaggio di provviste, tende e quant’altro, dove il sindaco impartirebbe gli ordini per la tutela e salvaguardia degli abitanti, nonché organizzare le operazioni di eventuale soccorso.
E’ stato spiegato ai ragazzi che esistono forze dell’ordine statali preposte, come quelle dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, della Polizia, ma anche forze di volontariato “professionale”, come appunto questo della protezione civile o altre forze.

Istituita nell’80 grazie all’intuizione di un politico e professore, Giuseppe Zamberletti, essa è una forza di volontariato organizzato, che collabora con le istituzioni. Una serie di slide sono state presentate ai ragazzi, con le tristissime immagini di antichi terremoti o città distrutte…, è stato spiegato che l’importante-in questi casi – è non far scoppiare il caos, riferito al terremoto dell’Iripinia dell’80, ad esempio, si aggiunse dramma su dramma proprio perché a quei tempi non furono sufficienti le forze statali e i soccorsi volontari erano dotati si di buone intenzioni, ma furono maldestri e non organizzati.

Gli esponenti della protezione civile hanno spiegato che in questi tragici casi ci sono delle norme da rispettare: per esempio in caso di terremoto vanno chiuse le valvole del gas metano per non farlo fuoriuscire in caso di rottura di tubi, come pure i quadri elettrici per non lasciar condurre l’elettricità fra le rovine, è stato detto di rifugiarsi sotto un tavolo o sotto l’arco delle porte, di non scappare per le scale, che sono la parte più fragile di un edificio, di non intasare le linee telefoniche con chiamate , per non intasare le linee, ma di lasciarsi condurre da chi organizza i soccorsi. Arriverà nelle case di Grottammare un opuscolo, con la spiegazione delle zone di raccolta individuate e sulle norme utili da rispettare.
I ragazzi si sono mostrati molto interessati a questa iniziativa, hanno battuto più volte le mani, si sono mostrati entusiasti. Chi volesse può iscriversi a questo gruppo di volontariato, basta contattare il comune di Grottammare.

Susanna Faviani: Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 ad oggi scrive su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare.