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“Certo che il Patriarca non usa mezzi termini, tanto meno con Gesù Bambino! Ma la sua conclusione è toccante e riguarda tutti noi!”

Di A.B.

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Sono entrata nella Chiesa di Santa Caterina a Bethelhem!
Quest’anno si sta seduti.
I posti al centro sono riservati e stranamente vuoti.
Ci sono anche dei non cattolici: ortodossi,ebrei, mussulmani … segno evidente che Gesù nasce per tutti! Non c’è un gran raccoglimento, direi piuttosto un’aria di festa. La celebrazione va avanti in varie lingue con l’ufficio delle letture.
Poco prima della Messa i banchi vuoti vengono occupati: entrano Mahmoud Abbas, presidente della Palestina, il primo Ministro Rami Al Hamadallah, il ministro per gli affari esteri per la Giordania e ambasciatori e consoli e rappresentanti di altre chiese e chissà chi altro!
Tutti qui per parlare di pace!
Infatti in occasione della Messa del Patriarca questi gentili signori si sono incontrati!
Ecco svelato il mistero delle decine di auto blindate , dei corpi di polizia esercito e quant’altro dispiegati!
Toccante l’omelia del Patriarca latino di Gerusalemme padre Fouad Twal. Esordisce ringraziando il Presidente di essere venuto qui per celebrare il Natale insieme e prega per la sua missione affinché possa trovare una soluzione giusta ed equa per l’attuale conflitto, per l’unità tra i palestinesi , per la pace e la prosperità del suo paese. Leggo le parole attraverso la traduzione che ci viene fornita e rabbrividisco pensando che non sono i pensierini di maniera , che scrivono i bambini in occasione del Natale., no queste sono parole riferite ad una mission che si è svolta a pochi metri da qui, e riguarda problemi delle persone con cui oggi ho parlato, passeggiato, sorriso… Queste le sue parole: “ la notte di Natale è drammatica per la Santa Famiglia, che non ha trovato posto nell’albergo. Questa notte storica ci richiama la lunga notte in cui è caduto il nostro mondo e il nostro Medio Oriente. Il mondo vive una lunga notte di conflitti , di guerre, di distruzioni, di paure, di odio, di razzismo e in questi giorni del freddo e della neve. Da questo luogo santo ricordiamoci di tutti i drammi dell’umanità nei cinque continenti : dalle guerre civili in Africa , al tifone delle Filippine passando per la situazione difficile in Egitto ed in Iraq e la tragedia siriana senza scordare i nostri problemi locali: i prigionieri, le loro famiglie che sperano sempre nella loro liberazione , le famiglie che attendono di essere riunite, i disoccupati e tutti quelli che soffrono la crisi economica.

“Oh Bambino di Bethleem noi siamo stanchi.”

Certo che il Patriarca non usa mezzi termini, tanto meno con Gesù Bambino! Ma la sua conclusione è toccante e riguarda tutti noi. “ è a Bethleem che bisogna guardare :Poiché in questa notte si rinnova la promessa divina cantata dagli Angeli “ Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. A nostra volta noi siamo invitati all’ottimismo e a rinnovare la nostra fede sul fatto che questa terra, patria di tre religioni monoteiste potrà divenire un ‘oasi di pace”.

Vi assicuro che sentire parlare qui di pace ha un altro senso, non so spiegarvelo, ma la cosa sembra molto più concreta! Qui l’alternativa alla parola pace non è litigio bensì guerra, morte.

E così, tanto per parlare di pace , il Patriarca afferma che il conflitto e minaccia l’avvenire dei cristiani in Terra Santa e la risposta non è l’emigrazione ma il restare qui, vivere e morire qui. Non sono parole leggere! E la richiesta del dono della riconciliazione per tutti i popoli del Medio Oriente ci riporta al “non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono”!

Dopo l’omelia tutti i dignitari arabi , con le loro scenografiche kefie bianche svolazzanti, escono dalla Chiesa con il loro seguito.

La celebrazione riprende con un maggiore raccoglimento,ma al suono delle campane della mezzanotte la gioia esplode è nato il Signore! Gloria a Dio nell’alto dei cieli e Pace in Terra!

Redazione: