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“Adotta il Vibrata”, un patto per salvare il fiume

VAL VIBRATA – In arrivo una serie di interventi mirati alla riqualificazione del Torrente Vibrata, soggetto a disastrose sciagure ambientali  specie durante la stagione estiva. I danni  maggiori restano, infatti, quelli subiti dalle località costiere, in particolare Alba Adriatica e Martinsicuro, obbligate troppo spesso in estate a firmare ordinanze anti balneazione a discapito del turismo. In attesa di fondi regionali per interventi strutturali agli impianti di depurazione, la Provincia di Teramo ha definito un modello sulla base del ‘Contratto di fiume’, attraverso il quale si punta al lavoro di squadra, unendo le proprie forze e mettendo in campo le proprie competenze e possibilità.

Dalle relazioni dell’Arta, della Polizia Provinciale e della Ruzzo Reti, risulta impensabile risolvere il problema del Vibrata solo ed esclusivamente attraverso la costruzione e delocalizzazione del depuratore di Alba Adriatica. Lungo il tratto fluviale del Vibrata, infatti, vi sono altri depuratori  comunali di proporzioni inferiori vecchi e mal funzionanti. Senza contare il fatto che ci sono molti Comuni  sprovvisti di un impianto di depurazione. È  importante sottolineare come il problema degli scarichi industriali sia solo in parte causa dell’inquinamento industriale: significato è, infatti, il problema degli scarichi organici privati abusivi (stalle e allevamenti). Ne risulta che il Vibrata è un fiume eutrofico, con scarsa portata di acqua non più in grado di auto filtrarsi.

“Non possiamo più aspettare – dichiara l’assessore Marconi – bisogna fare qualcosa subito. Esiste un problema ambientale e, ad esso collegato, esiste un problema economico: i danni al comparto turistico che sono diventati ingenti. I continui allarmi sull’inquinamento del mare stanno generando una cattiva pubblicità virale, che non ci possiamo più permettere: anche perché sappiamo, che non si tratta di inquinamento marino, ma da situazioni determinate da una serie di fattori contingenti”.

La proposta di Marconi prevede che tutti i Comuni della Val Vibrata – quindi, non solo quelli costieri – agiscano sull’abusivismo degli impianti (acque reflue nelle conduttore delle acque bianche o nei fossati), monitorando la rete fognaria e impegnandosi altresì ad emettere ordinanze per la rimozione e la chiusura degli allacci non a norma di legge.  I Comuni dovranno, inoltre, collaborare con l’Arta, fornendo all’agenzia un rendiconto sui dati e sui prelievi effettuati.

Dal canto suo, la Provincia intensificherà i controlli sul fiume, grazie al supporto e all’ausilio di 25 Guardie Volontarie ecologiche coordinate dalla Polizia Provinciale di Teramo. La Ruzzo Reti, invece, ha emanato un bando per la gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria dei depuratori, che consentirà interventi tempestivi e costanti. “Una novità determinante – ha spiegato Marconi – perché limita i danni che possono derivare dal malfunzionamento di un impianto, soprattutto in considerazione del fatto che vi sono depuratori che ormai datano qualche decennio”.

Nel quadro appena descritto, risulta perciò determinante il contributo del cittadino e delle associazioni. “Abbiamo bisogno del loro aiuto,  – continua Marconi – dell’aiuto dei cittadini e delle comunità che vivono lungo il fiume, affinché ci segnalino problemi e comportamenti scorretti. ‘Adotta il Vibrata’, questo lo slogan della campagna di sensibilizzazione. Stiamo lavorando ad una piattaforma collaborativa crowdsourcing: dal sito sarà possibile segnalare eventuali abusi, localizzarli esattamente e far intervenire immediatamente la Polizia Provinciale o le polizie locali. Un’azione deterrente, ma con un forte patto sociale”.

Ilaria Mungo: